98 miliardi

Come abbiamo già visto le elezioni tirano fuori tutto il meglio che si annida nel web italiano. I siti che hanno delle mire politiche sfruttano ogni possibile freccia nel loro arco per affossare la parte avversa. Poco importa che si tratti di notizie vere, inventate o manipolate. Se poi si parla di 98 miliardi condonati, l’indignazione è certa!

L’occasione per noi è ghiotta. Da un lato ci permette di aggiornare la Black List, dall’altro di aggiungere al nostro archivio di bufale alcune storie che magari non avevamo trattato a loro tempo.

I 98 miliardi condonati alle slot machine

Il sito che rimette in giro un vecchio video tratto dalla trasmissione Coffee Break di La7 è Actionweb24, della galassia vicina al Movimento 5 Stelle. Guarda caso condividono un video che viene da una pagina Facebook che si chiama “Notizie in Movimento”. Lo storytelling è chiaro: il PD ha la colpa di avere condonato 98 miliardi ai gestori delle tante macchinette mangiasoldi sparse sul territorio italiano.

Premessa

Ritengo che le slot machine nei bar siano sinonimo di un Paese in crisi. Quando ero piccolo le vedevo in paesi come Spagna e Grecia e notavo la varia umanità che faceva la coda per la speranza di una vincita. Da allora collego le macchinette alla povertà. Difatti chi ci gioca sono sempre i più disperati, gente che avrebbe bisogno di assistenza e invece viene abbandonata di fronte a questi totem dedicati al Dio Denaro. Quindi non amo le slot machine, non sono qui a difendere nessuno, solo a cercare di presentare qualche fatto.

Da il Sole 24 Ore del 2012:

Le concessionarie delle slot machine non hanno rispettato la convenzione con i Monopoli di Stato del 2004. La guardia di Finanza dal 2006 ha scoperto che decine di migliaia di slot machine non erano collegate alla rete telematica che registra le giocate, il contatore che misura quanto le società devono allo Stato.
La Corte dei Conti ha fatto un calcolo in base alle penali stabilite dalla convenzione del 2004 (50 euro per ogni ora in cui una macchina non era collegata al contatore). E ha concluso che lo Stato ha subìto un danno di circa 89 miliardi, ha detto Smiroldo nel processo alla sezione Lazio della Corte dei Conti, presieduta da Salvatore Nottola.

Da 89 a 98, il resto è mancia..

Negli anni quell’89 miliardi è diventato 98. Che vuoi che siano 9 miliardi in più o in meno? Anche perché quegli 89 miliardi comunque non sono la multa, ma il danno che si stimò fosse stato fatto alle casse dello Stato. La multa invece venne decisa nel 2012:

La Corte dei Conti ha multato i dieci concessionari delle New Slot per 2,5 miliardi di euro complessivi. Le multe sono relative alla vicenda delle cosiddette ‘maxi penali’ chieste dalla procura per il periodo 2004-2006: le contestazioni riguardavano, in particolare, il mancato collegamento degli apparecchi alla rete telematica di proprietà dello Stato, gestita da Sogei, ed il mancato rispetto di alcuni livelli di servizio nella trasmissione di dati degli apparecchi di gioco.
La penale più alta – secondo il dispositivo della Corte – è da 845 milioni per Bplus. Multe per anche gli altri operatori: 120 milioni per Cirsa Italia, 245 milioni per Sisal Slot, 100 milioni per Lottomatica, 150 milioni per Gmatica, 115 milioni per Codere, 200 milioni per HBG, 235 milioni per Gamenet, 255 milioni per Cogetech, 210 milioni per Snai. Tra i dirigenti Aams sanzioni per 4,8 milioni a carico di Giorgio Tino, ex Direttore Generale, e di 2,6 milioni per Antonio Tagliaferri, Direttore dei Giochi di Aams.

Quindi da 89 (98) miliardi di euro di possibile mancata dichiarazione di entrate, la multa è di 2,5 miliardi, da spalmare su dieci soggetti.

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Il “condono”

Ma c’è un problema: dati alla mano salta fuori che sì, è vero che le slot non erano collegate alla rete. In compenso le entrate pagate a forfait erano più alte di quelle previste. Quindi nessun vero danno allo Stato, i concessionari hanno pagato quanto gli era stato richiesto in abbondanza. La sentenza di primo grado che li condanna a 2,5 miliardi può essere ribaltata. Il Governo a quel punto (nel 2013) per cercare di vedere almeno parte di quei soldi decide di offrire una diminuzione sull’importo che riduce la somma totale al 15% di quella iniziale, peccato che solo quattro su dieci accettino l’accordo, consce evidentemente di poter vedere la multa annullata alla luce dei dati che vedono il danno alle casse dello Stato come inesistente.

Conclusioni

Che il telespettatore che incalza la giornalista con la domanda da fare ai politici non ne sappia ci sta. Ma che la giornalista in studio (e i politici) non approfondiscano la vicenda nella maniera corretta per me è triste. Dimostra che non c’è vero interesse a informare. Indignare, litigare, parlare alle pance senza nessun spirito critico, queste sono le uniche cose che ormai interessano al mondo politico italiano.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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