Premetto, quanto segue non è una sbufalata. La notizia viene diffusa dalla pagine ufficiali di Potere al Popolo, ha loro come fonte. Sarebbe grave che una notizia del genere fosse falsa.

Ma come cercherò di spiegarvi i fatti sono meno eclatanti di quello che sembrano.


Dal 16 giugno circola un post decisamente arrabbiato pubblicato sulla pagina di Potere al Popolo:

Verso il corteo di Roma, prima gli sfruttati. Obbligo di foto al viso e ai documenti.Al casello modalita’ intimidatorie e da schedatura preventiva da parte della Polizia, grazie al decreto Minniti e al daspo urbano.
Le liberta’ di movimento sono sempre piu’ limitate, soprattutto per chi critica lo stato di cose presenti!adelante…

Il post mostra due foto dove un signore in polo fotografa soggetti su un pullman, attribuendo l’inasprimento dei controlli sulla sicurezza in particolare al decreto Minniti (del 2017, governo Gentiloni); invece il testo su una della pagine che hanno ripreso le foto, Senza Soste, recita:

Queste sono foto pubblicate sul profilo di Potere al Popolo – Viareggio scattate questa mattina mentre un pullman di manifestanti raggiungeva Roma per la manifestazione “Prima gli sfruttati”. Tutti i pullman che si dirigevano a Roma sono stati fermati e ogni manifestante schedato e fotografato in faccia con carta d’identità in mano. Questo è il nuovo stile di governo. E questo è solo l’inizio verso un vero stato di polizia. D’altra parte tutte le grandi promesse elettorali si risolveranno in tagli della spesa pubblica e aumento del controllo per sedare il progressivo malcontento.

E ora arrivano anche i taser oltre che la garanzia di impunità alle forze dell’ordine.

L’indignazione è palese.

Ci hanno schedato perché volevamo andare a manifestare! Stato di polizia! Taser e impunità. Le chiavi giuste per raggiungere una certa viralità. Infatti se sulla pagina di Potere al Popolo Viareggio – che non faceva leva sull’indignazione contro il nuovo governo – le condivisioni erano solo qualche centinaio, sulla pagina Senza Soste le condivisioni sono decuplicate. Il meccanismo è facile: più indigni più la gente interagisce.

E difatti i commenti al post sono di tre categorie, come ci si potrebbe aspettare.

Gli indignati:

– abuso di potere , se non hanno autorizzazione ci si può rifiutare , sia di farsi fotografare sia di mostrare i documenti .

– E’ un atto di una gravità incredibile. Erano manifestanti, gente che andava a protestare per qualcosa, come si fa in democrazia. Ma questi,in quanto non allineati, sono potenziali delinquenti. E’comunque impossibile discutere con gente che discute di politica come discuterebbe di una partita di calcio al bar. Qui si tifa, e quando si tifa obiettività e coerenza vanno a farsi fottere.Ve ne accorgerete quando sarà troppo tardi. Anche al G8 di Genova era tutto regolare, no?

– Si chiama intimidazione preventiva! Mi sa che bisogna alzare il tiro contro queste pratiche repressive da stato autoritario

I gaudenti antagonisti:

– È ora che veniate a volto scoperto voi che vi travisate sempre; è finita la libertà di arrecare danni a chi lavora sodo per mandare avanti il negozio o, in generale, la propria attività

– Hanno fatto bene. Manifestare con i permessi e’legale. Mettere le città a ferro e fuoco, e’giusto dai video riconoscere gli autori e perseguirli di legge. P. S. Meglio il vecchio governo che ha tolto art 18 e foraggiati banche. Mi faccia il piacere

Chi tenta di ragionare:

– Sempre bloccati al raccordo anulare anche con i vecchi governi. Nulla di nuovo… il sistema funziona bene. Palle al sicuro… per loro, non per chi manifesta…

– Premetto che la cosa non mi piace ma questa prassi non è nuova, quando lo facevano i governi precedenti non protestava nessuno, come mai adesso c’è questo rigurgito di garantismo?

– Nei settori ospiti degli stadi è una pratica già in uso da tempo

Lo spaccato perfetto del Paese, tifosi alle due sponde e pochi sparuti che tentano la mediazione. Chi tenta di ragionare è l’unico che ha buon senso. Non c’è nulla di strano nei controlli pre-manifestazioni, non è una misura introdotta dal nuovo governo. Sono anni che (non ho la più pallida idea con che criteri di scelta) vengono controllati gruppi organizzati che vanno a manifestare, come succede anche per i tifosi. In Italia abbiamo l’obbligo di permettere la nostra identificazione alle forze dell’ordine quando richiesto.

Art. 651 del codice penale:

Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro.

Non è una novità

Vi giuro che non l’ha scritto il nuovo governo ieri l’altro, è legge in vigore, sicuramente inasprita appunto dal decreto Minniti che però risale al 12 aprile 2017. Voi mi direte, eh ma la richiesta deve essere legittima. Ma lo è, giusto per citarvi l’ultima direttiva, la 555 del 7 giugno 2017 – Ministero dell’Interno, governo Gentiloni, firmata dal Capo della Polizia Gabrielli, dove si parla di Safety and Security negli eventi pubblici. Una manifestazione di protesta con permessi è un evento pubblico. Al capitolo Security troviamo:

 Con riguardo alla strategia Security, relativa agli aspetti di tutela dell’ordine pubblico, è necessario pianificare i seguenti servizi:

– sviluppo di una mirata attività informativa ai fini di valutare la minaccia e predisporre un efficace dispositivo di ordine pubblico;

– puntuali sopralluoghi e verifiche congiunte per la disciplina delle attività connesse all’evento e per la ricognizione e mappatura degli impianti di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, anche per un eventuale collegamento con la sala operativa delle Questure;

attività di prevenzione a carattere generale e di controllo del territorio;

– servizi di vigilanza e osservazione a largo raggio, per rilevare e circoscrivere i segnali di pericolo o minaccia, nella fase di afflusso come in quella di deflusso;

– frequenti e accurate ispezioni e bonifiche delle aree con personale specializzato e adeguate apparecchiature tecnologiche;

–  individuazione di fasce di rispetto e prefiltraggio per consentire controlli mirati sulle persone;

– sensibilizzazione degli operatori favorendo un elevato e costante livello di attenzione.

Prevenzione, controllo e prefiltraggio

Sono parole chiave. Sono le stesse usate quando si parla di tifosi di calcio. Certo che, a chi non è mai stato così indignato da prendere un pullman organizzato per andare a Roma a manifestare, può fare strano essere fotografato e identificato. Ma non è una novità introdotta dall’attuale governo.

Buttare benzina sul fuoco cercando la facile indignazione sul tema per me è la perfetta dimostrazione di quanta poca differenza ci sia tra questo e l’altro.

Ma sono io che purtroppo vorrei tornare a parlare di complotti, alieni, pseudoscienze e truffe varie… e invece.

Prima di commentare, contate fino a dieci, rileggete, respirate…

maicolengel at butac punto it

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