Nei giorni scorsi è stato pubblicato su Pubmed uno studio sull’infettività dei portatori di SARS-CoV-2 asintomatici, che tratta di un caso di un paziente cinese asintomatico. I soggetti della ricerca erano i 455 contatti che sono stati esposti al portatore asintomatico del virus e sono stati divisi in tre gruppi: il primo composto da 35 pazienti ospedalieri, il secondo composto da 196 membri della famiglia del paziente e il terzo e ultimo composto da 224 membri del personale ospedaliero.

Per tutti i gruppi è stato effettuata una classica ricerca scientifica che ha raccolto le informazioni epidemiologiche dei soggetti analizzati, i registri clinici, i risultati degli esami ausiliari e i programmi terapeutici a cui erano stati sottoposti. Ne è risultato che il tempo medio di contatto tra il paziente asintomatico e i soggetti dello studio è stato di quattro giorni per i pazienti ospedalieri e cinque per i familiari e che, durante la quarantena, sette pazienti più un membro della famiglia hanno manifestato nuovi sintomi respiratori, con la febbre come sintomo più frequente.

Le analisi però hanno dimostrato che l’emocromo della maggior parte dei contatti era normale e che tutte le immagini CT non hanno mostrato segni di infezione da COVID-19. Inoltre, mediante il test dell’acido nucleico, si è visto che nessuno dei 455 contatti del paziente aveva sviluppato una qualsiasi infezione da coronavirus SARS-CoV-2 con sindrome respiratoria acuta grave. Lo studio conclude che “un individuo scarsamente sintomatico può avere una relativamente alta carica virale e comunque non trasmettere l’infezione a un contatto intimo. Ipotizziamo che questo possa accadere perché il virus non è vitale in quell’individuo, ma questo non può essere confermato senza i dati derivanti da una coltura virale”.

Un blog, tale “La Cruna dell’Ago” gestito da Nicola Sacchetti, blogger e giornalista, laureato in Studi Europei all’Università “La Sapienza” di Roma, che fino a luglio 2016 ha scritto per il Fatto Quotidiano, ha pubblicato la notizia:

Lo studio scientifico che ribalta tutto: gli asintomatici non contagiano nessuno

in cui parla dello studio di Pubmed, pubblicato anche dalla rivista Elsevier, e conclude con la frase:

le conclusioni di questa indagine di fatto confermerebbero la completa inutilità delle misure precauzionali adoperate dal governo Conte e dalle regioni in merito al distanziamento sociale e all’uso delle mascherine.

Continuando nel suo articolo, Sacchetti riporta una lunga affermazione degli scienziati, ma dopo aver scritto che “gli asintomatici praticamente non sono in grado di diffondere il contagio”:

Concludiamo che l’infettività di alcuni portatori asintomatici SARS-CoV-2 sia debole. Questa scoperta implica che non c’è bisogno di preoccuparsi indebitamente per i pazienti asintomatici durante la pandemia in corso di COVID-19. Inoltre, gli eccessivi test agli asintomatici non sono necessari e questo può essere utile ad allentare la pressione al sistema sanitario pubblico. Nello sviluppo delle circostanze dell’epidemia, si nascondono crescenti preoccupazioni su pazienti asintomatici nella comunità. Ad ogni modo, la combinazione della nostra ricerca e le misure di difesa attualmente prese, ci portano a sperare che queste preoccupazioni siano malriposte e crediamo che il mondo vincerà questa battaglia certamente.

All’affermazione degli scienziati manca però il pezzo finale:

The limitation of our study is that there is only one case and lack of detailed information on family members quarantined locally. Large-scale multicenter studies are needed to verify our conclusion. However, both asymptomatic carrier and 455 contacts were admitted  to and treated in designated places. Hence, the study results are representative to some extent.

Che tradotto:

La limitazione del nostro studio si trova nel fatto che si tratta di un solo caso e che manchiamo di informazioni sui membri della famiglia messi in quarantena localmente. Sono necessari studi multicentrici su larga scala per verificare la nostra conclusione. Tuttavia, sia il portatore asintomatico che i 455 contatti sono stati ammessi e trattati in luoghi designati. Pertanto, i risultati dello studio sono rappresentativi in ​​una certa misura.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

Stefano

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