Su molte testate giornalistiche è stato riportato uno studio secondo il quale il 30% dei malati di COVID-19 avrà delle conseguenze sui propri polmoni. Come riportava il Corriere:

Dopo l’infezione da Covid-19 i polmoni sono a rischio per almeno 6 mesi ed il 30% dei guariti avrà problemi respiratori cronici. È il nuovo preoccupante scenario che arriva dal meeting della Società Italiana di Pneumologia. Gli esiti fibrotici, cioè la cicatrice lasciata sul polmone dalla malattia di Covid-19, possono comportare un danno respiratorio irreversibile e costituiranno una nuova emergenza sanitaria per cui bisognerà rinforzare le Pneumologie.

Il dato, per come viene riportato, fa pensare agli oltre 230mila casi registrati a oggi (26 maggio 2020) di contagiati in Italia da Sars-Cov2. Quindi circa 70mila persone. Non poche. Ma il numero è sbagliato, di molte unità, perché lo studio prende in esame solo chi ha passato la polmonite da COVID-19, e non tutti quelli che sono risultati positivi al virus.

Lo ha spiegato lo stesso Prof. Richeldi, citato da tante testate, in un’intervista radiofonica a Radio Radio (che stavolta ha fatto un buon servizio pubblico, sicuramente migliore del sensazionalismo scelto da altri).

Purtroppo non è una novità: certe polmoniti causano danni ai polmoni non riparabili, e che quindi diventano eredità che ci si porta addosso tutta la vita, con conseguenze più o meno gravi sul nostro apparato respiratorio.

Non aver spiegato questo sin dai titoli, allargando quindi il numero dei possibili preoccupati a dismisura, è un errore grave. Perché COVID-19 nella maggioranza dei casi causa febbre, tosse, respiro corto, raffreddore, ma solo una progressione della malattia, in una minoranza di soggetti, arriva a causare la polmonite, che poi può provocare appunto lesioni gravi.

Sia chiaro, il Corriere in un paragrafo precisa che:

Le conseguenze a lungo termine sono un rischio soprattutto per chi ha trascorso un lungo periodo in terapia intensiva. Quando l’infezione è superata, il ritorno alla vita «pre Covid» può essere un percorso tortuoso e non sempre scontato. Le conseguenze legate al prolungato allettamento, le patologie pregresse di cui spesso i pazienti che si sono aggravati soffrono rendono la riabilitazione motoria e respiratoria indispensabile.

Ma sempre senza specificare che quel dato del 30% fa riferimento solo a chi ha contratto la polmonite da COVID-19. Ritengo che questo sia probabilmente un classico caso di misinformation, ovvero disinformazione in buonafede, vuoi per fretta, vuoi per poco interesse nell’approfondire.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!