Su alcune bacheche Facebook da qualche giorno ha cominciato a girare un lungo post.

Il testo:

Ripensiamo al 1997, crisi albanese, con all’epoca governo PDS, Prodi PDC e Napolitano Ministro Interni:
Blocco navale: fatto
Respingimenti: fatti
Non volere criminali: fatto
Non volere migranti economici: fatto✔  

Ma ripercorriamo le fasi: Il 2 Aprile 1997 Prodi spiega in Parlamento: “il carattere dell’operazione è un’attività volta soprattutto a stroncare la malavita organizzata che gestisce gli espatri” 

(No non è Salvini)

In quei giorni il quotidiano Repubblica titola: “Blocco navale per fermare gli albanesi”
Vero e proprio BLOCCO NAVALE ma per farlo meglio digerire, la chiamarono “Operazione di Convincimento”
furono schierate:
Fregate Aviere e Sagittario,
Corvette Driade e Urania,
Nave militare Sibilla.
Tutte furono avanzate al limite nautico delle acque territoriali albanesi con l’ordine di non far passare NESSUNO..
E cosa era accaduto qualche giorno prima?
Ebbene.. Il 28 Marzo 1997 la nave Sibilla della Marina Militare sperona la fatiscente ex motovedetta militare albanese ‘Kater i Rades’
Era un Venerdì Santo: 57 morti 24 dispersi, 81 vittime di cui 31 tutti minorenni sotto i 16 anni
Solo 34 sopravvissuti
(NESSUNA INCRIMINAZIONE AL TRIBUNALE DEI MINISTRI)
Nessuno del governo Prodi si presenta a BRINDISI (centrale delle operazioni)
Prodi PDC
Veltroni VICE
Napolitano INTERNO
Burlando TRASPORTI
Bersani INDUSTRIA
Nemmeno D’Alema segretario del PDS (nonché pugliese) si recò sul posto!
Durante uno dei tanti altri blocchi, la Sagittario incrociò il peschereccio Nikdei Cervo con 150 persone. Col megafono i militari italiani minacciarono di non proseguire pena rimpatrio immediato.
Il peschereccio fece dietro-front senza alcun soccorso nonostante fosse in avaria
(NESSUNA OMISSIONE DI SOCCORSO CONTESTATA nonostante quindi un BLOCCO NAVALE senza SOCCORSO nonostante la Convenzione di Amburgo del 1979 recepita in forma di Legge in Italia nel 1989)
Ma veniamo alla MAGISTRATURA:
Anche la Procura di Brindisi di allora affiancò il governo sulla linea dura con ARRESTO IMMEDIATO per comandanti equipaggi albanesi che tentassero di sconfinare in acque territoriali italiane..
PRENDO STRALCIO DELLE DICHIARAZIONI DI QUEI GIORNI DIRETTAMENTE DALLA VOCE DELLA PROCURA COMPETENTE ILLO TEMPORE —>
Il procuratore Giordano: “Si sale su un peschereccio o su un natante qualsiasi solo pagando il pedaggio.. secondo alcune testimonianze raccolte ci sono personaggi in zone di imbarco che consentono di salire a bordo solo se paghi, lasciando a terra chi non ha i soldi per pagare”
(VI RICORDA QUALCOSA DI RECENTE QUESTA ESTERNAZIONE? NO NON È SALVINI)
Prosegue: “la Procura di Brindisi ha “motivo di ritenere che i componenti gli equipaggi dei mezzi navali, siano conniventi a pieno titolo con questi sfruttatori”.
Anche il questore Antonio Ruggiero ebbe a dire “fanno uso di armi o di altri metodi cruenti per intimidire i clandestini e indurli all’ omertà” (VI RICORDA QUALCOSA?)
E per finire, vi riporto le parole del vice di Napolitano, Giannicola Sinisi:
“Il fenomeno è mutato di nuovo: sulle nostre coste non stanno arrivando più profughi, ma uomini e donne che vengono da zone dove la rivolta non è neppure arrivata.
Cercano una vita migliore un lavoro più redditizio, sono insomma immigrati”
(VI RICORDA QUALCOSA)

E concludo alla Fedro:
Il racconto insegna: fai come dico io, ma non far quello che faccio io!

L’intento è chiaro, paragonare quanto avvenne nel 1997 con quanto sta succedendo con la vicenda della Diciotti. Parte di quanto raccontato nel post qui sopra l’abbiamo già trattato pochi giorni fa. Ma trovo che sia corretto approfondire.

Partiamo da lontano.

Com’era la situazione in Albania?

Brutta, dopo il crollo del regime e la successiva rinascita dell’Albania nel 1993 svariate nuove aziende avevano aperto i battenti promettendo grandi numeri. Molte di queste imprese dovevano il loro successo all’applicazione di sistemi di MLM, Multi Level Marketing, che celano in realtà elaborati schemi piramidali, alla Ponzi.

A settembre 1996 una di queste imprese promette di raddoppiare i soldi che chiunque investirà con loro nel giro di due mesi. A novembre dello stesso anno dichiara che non potrà saldare i debiti, a gennaio dichiara bancarotta. Gli albanesi hanno investito in massa. Cadono tutti malissimo. I contadini avevano venduto al macello tutti i loro animali, chi non aveva soldi aveva chiesto prestiti impegnando la casa. Tutto per investire in un elaborato schema Ponzi. Il sistema salta completamente. Scoppia quella che sarà ricordata come la Guerra civile albanese del 1997. Come riporta la Repubblica nell’articolo del 1997 citato nel post qui sopra viene messo in atto un blocco navale. L’Italia ha il terrore che, come nel 1991, arrivino traghetti con decine di migliaia di persone, non siamo pronti a gestirli. I traghetti partono e in alcuni casi pare che sparino contro la marina italiana per forzare i blocchi. Il 28 marzo 1997 viene firmata la Risoluzione 1101 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, risoluzione che è stata presentata proprio dal nostro Paese. La risoluzione prevede che sia creata una forza di protezione internazionale che crei le condizioni per prestare aiuti umanitari al Paese in ginocchio. È lo stesso governo albanese a chiedere aiuto, prima con trattative con l’Italia, Paese che rischia di rimanere più coinvolto dagli avvenimenti, poi rimettendosi alla risoluzione ONU.

La risoluzione diede il via a due distinte operazioni: Alba e Libelle, 7mila militari coinvolti e una durata di tre mesi. Ma come riporta la Repubblica, e come dicevo già il 25 marzo, era stato firmato un accordo tra l’Italia e il governo albanese:

…l’ Italia non si limiterà a ‘blindare’ il canale d’ Otranto; invierà anche cibo e medicinali in Albania, oltre a impegnarsi per la ricostruzione delle strutture statali. Ieri sera il presidente del Consiglio Romano Prodi e il premier albanese Bashkim Fino hanno trovato a Roma un accordo per un piano anti-esodo: pattugliamento e aiuti, appunto, con l’ obiettivo finale “di ripristinare il funzionamento della vita civile, economica e politica del Paese fino alle libere elezioni politiche che dovranno presumibilmente avvenire nel prossimo mese di giugno”, dice Prodi. Aggiunge Fino: “Noi siamo d’ accordo che l’ Italia pattugli tutto l’ Adriatico per fermare questo esodo, perché i problemi albanesi devono risolverli gli albanesi stessi in Albania”

Il blocco navale in realtà era stato deciso per l’inizio di aprile, come spiegavo nel precedente articolo. Ma non si trattava dell’iniziativa di un singolo membro del governo, bensì di scelte fatte consultandosi con tutto l’esecutivo, e messe in moto dopo aver preso accordi con lo stesso governo albanese.

Il 28 marzo nel Canale di Otranto la Sibilla della Marina Militare e la Kataer I Rades  si scontravano: 84 morti accertati.

Quanto avvenne il 28 marzo 1997 è una tragedia, come sia avvenuta non è del tutto chiaro a distanza di anni, ma come vi ho già spiegato ci sono state chiare condanne (pur se solo dopo anni dai fatti). Ed è normale che in tutto il processo non si sia mosso il Tribunale dei Ministri, non aveva alcuna motivazione per farlo.

In compenso la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità civile del Ministero della Difesa, obbligandolo a risarcire le famiglie delle vittime. Oltre alle condanne penali emesse nei confronti dei capitani delle due navi. La situazione della Diciotti è totalmente differente.

Tracciare un paragone per sostenere l’inammissibilità della richiesta del Tribunale dei Ministri è sciocco. O è cercare di inquinare le acque. Perché tanto sappiamo benissimo che chi legge un post come quello riportato qui sopra difficilmente approfondirà, cercherà ulteriori materiali in merito. E anche se lo farà ecco venirgli incontro i tanti blog che della manipolazione dei fatti hanno fatto missione, magari anche qualche piccola testata giornalistica, chissà.

Non vedo similarità con la vicenda Diciotti. Non ho la più pallida idea di quale sia la giurisprudenza in merito, non so se sia corretto processare Salvini o se vi siano diversi gradi di responsabilità da attribuire a tutto il governo. Ma che si tratti di storie diverse – un blocco navale a seguito di un accordo con il Paese di provenienza degli immigrati e di cui gli stessi avevano la cittadinanza – con altri attori coinvolti è un dato di fatto.

Molti dei post che circolano hanno a corredo delle foto, quella in evidenza è quella della Vlora, caso già trattato qui su BUTAC risalente al 1991 e ad altra crisi albanese.

maicolengel at butac punto it

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.