Il confine sottile

C’è un confine molto leggero nel giornalismo, un confine che però fa una differenza immensa una volta varcato, stiamo parlando di quella linea rossa che distingue tra chi informa e chi manipola l’informazione, anche quando la manipolazione è sottile, come nel caso di cui andremo a parlare.

La notizia è tragica:

Non trova la marijuana in casa, 20enne uccide il figlio di 7 mesi torcendigli i testicoli

La potete trovare su Leggo (con quell’errore su torcendogli) ma l’hanno riportata in tanti, era sul Sun e sul Daily Mail, sappiamo bene che ad Ansa e ADNKronos piacciono moltissimo queste fonti. Prima di andare avanti premetto che la notizia della morte del bimbo è tragica e reale. Il ventenne difatti è stato condannato.

La notizia la si trova sulla BBC, e anche lì si parla di torsione dei testicoli, il bimbo in realtà è morto per soffocamento ma nel titolone sensazionalistico ci sta che si usi l’episodio dei testicoli (sui cui sono state peraltro trovate tracce di maltrattamenti) raccontato dalla madre del piccolo.

In tutti gli articoli si fa cenno al fatto che il ventenne facesse uso di marijuana, elemento testimoniato dalla compagna e madre del piccolo, e da brani di chat su Facebook che sono stati portati in tribunale come prove. Ma l’elemento che Leggo e altre testate riportano in evidenza, quel “non trova la marijuana”, che sotto intende un “e quindi” uccide il bambino, non compare in nessuno degli articoli che riportano i fatti.

La presenza della marijuana, oltre che nel titolo, è “relegata” a questo messaggio tra mamma e compagno:

One message claimed Mr Kennedy was “addicted to weed and violent and abusive” and Oskar was “not safe at all”.

La testimonianza della mamma non fa cenno a una mancanza di marijuana, il ventenne è una persona tendente agli abusi, violenta, ma non è che lo è perché non trova la droga, lo è punto e basta. Aggiungere quell’elemento però rende l’articolo diverso, perché così va a fare “archivio”, servirà a fare da concime per tutti quelli che hanno bisogno di appoggio per sostenere la lotta contro le proposte di legalizzazione che sono state fatte negli anni. Una scelta editoriale? O personale del giornalista? Non lo so, sta di fatto che col solito meccanismo del copia e incolla la notizia circola moltissimo, e il mito del fattone in crisi d’astinenza che diventa violento al punto di uccidere diventa fatto.

Non è importante che si tratti della marijuana o dell’olio di palma, l’importante è portare acqua al proprio mulino.

Sia chiaro, non è una novità, se si può si sensazionalizza il fatto (come se in questo caso non fosse già abbastanza tragico di suo), se non si può ci si inventano dei particolari o si sfrutta un titolone. Tanto, come abbiamo già detto più volte, alla fine il lettore medio si ricorderà il titolo, le immagini se ci sono (e fateci caso se si deve denigrare un soggetto si usa sempre lo scatto peggiore) e poco più.

Io non ci sto, so bene che non è propriamente debunking questo, ma ricade in un concetto di demistificazione più ampio. Venite usati da una certa stampa per veicolare mezze notizie, false verità, succede da sempre. Solo che a differenza del passato voi, oggi, avete se volete la possibilità di verificare l’informazione da soli, ha senso quindi farsi perculare così?

Qualcuno a volte mi fa presente che se si cerca con Google e non si ha la giusta capacità di discernimento si trova tutto e il contrario di tutto. Ma non serve sempre avere grandi capacità di discernimento, come nell’esempio da cui siamo partiti poco sopra, basta basarsi sulle fonti.

Leggo cita il Sun, basta trovare l’articolo del Sun per vedere se i termini e le parole usate siano le stesse. Non è difficile.

BABY KILLER

Cannabis addict dad guilty of smothering his seven month old baby son to death to ‘stop him crying’

Non era in crisi d’astinenza o in ansia perché non trovava la droga, no, solo un dato di fatto, peggiorativo ovviamente: il padre è un abituale consumatore di marijuana. Anche qui si calca la mano, nel senso che il giudice non ha ritenuto il consumo di marijuana una concausa nell’infanticidio. Magari se verificassimo tutta l’indagine scopriremmo anche che beveva molta birra, ma se la cosa non è causa di quanto è successo, riportare l’elemento serve solo per attirare l’attenzione del lettore. L’elemento da denigrare, da demonizzare, da mettere alla berlina è sempre messo in evidenza, che c’entri o meno con il resto dell’articolo.

Vi stanno fregando. Da tempo.

maicolengel at butac punto it

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