Il fantomatico aumento di morti infantili in Abruzzo

Aumenti che non esistono (almeno a vedere i dati ISTAT) e i tentacoli della disinformazione

Redazione Butac 17 Ago 2023
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Oggi trattiamo una segnalazione che mi ha portato a una rete di siti collegati fra loro. La segnalazione che ci è arrivata era molto semplice, ci veniva chiesta una verifica su un articolo pubblicato da la Gazzetta dell’Emilia. Titolo dell’articolo:

Abruzzo: vertiginoso aumento di morti improvvise tra 0 e 14 anni

Sottotitolo:

Il triste fenomeno delle morti improvvise nei bambini da 0 a 14 anni, sta drammaticamente aumentando e non certo per quello che il mainstream chiama clima impazzito.

E subito dopo:

Di Andrea Caldart Cagliari, 1 agosto 2023 (Quotidianoweb.it)

Quindi l’articolo è di Andrea Caldart che da Cagliari, su un’altra testata, parla di Abruzzo.

Nella prima parte dell’articolo leggiamo:

In Abruzzo la preoccupazione è alle stelle perché, mai come in questo 2023, si erano registrate così tante morti tra i giovani. Diciannove gli angioletti che da gennaio ad oggi non ci sono più e, purtroppo mentre scriviamo, si aggiunge a questa triste lista, Alessandro Cerritelli di 16 anni un’altra giovanissima vittima di Pescara.

Decessi che non hanno spiegazioni e per i quali lo Stato non vuole trovare chiarimenti, avendo messo a tacere gli ordini professionali e i medici aderenti che si permettono di mettere in discussione, la somministrazione di un farmaco sperimentale adottato in via condizionata.

Quindi da gennaio a oggi, secondo l’articolo, in Abruzzo sarebbero morti venti under 19. Una media di 2,5 al mese. Un numero spropositato come sostiene l’autore dell’articolo? Non ci risulta.

Se guardiamo le tabelle ISTAT per il 2019-20-21-22 troviamo che i numeri sono più o meno sempre simili, qui vi riportiamo i dati del 2019, ma ci vuole poco a verificare gli altri se personalizzate le colonne dei dati sul sito ISTAT.

Scrivere articoli che sostengono che ci sia un’impennata di morti significa creare possibile allarmismo nella popolazione, mentre la legge italiana prevede che il procurato allarme vada punito e anche l’abuso della credulità popolare dovrebbe essere sanzionato. Un articolo in cui si allarmano i lettori senza fornire prove dell’attendibilità di quell’allarme non dovrebbe essere pubblicato, o comunque andrebbe specificato che si sta riportando qualcosa di non verificato. Attualmente non esiste alcun allarme morti in Abruzzo, come non c’è nel resto d’Italia o del mondo.

Ma che testata è QuotidianoWeb? Troviamo a fondo pagina:

Autorizzazione Tribunale di Cagliari N. 9/2021 del 05 agosto 2021 Direttore responsabile Dott. Lamberto Colla

E la Gazzetta dell’Emilia?

Anche in questo caso troviamo l’informazione a fondo pagina, si tratta di una:

Testata Editoriale Elettronica: “Gazzetta dell’Emilia” con Autorizzazione del Tribunale di Parma n° 2 del 31 Gennaio 2013. Direttore responsabile Lamberto Colla.

Quindi QuotidianoWeb è una testata diretta dalla stessa persona che dirige anche la Gazzetta dell’Emilia, il dottor Lamberto Colla. Nulla lo vieta e va benissimo, anche se è curioso. L’altra curiosità è che le due testate pur avendo lo stesso direttore hanno diverse società editoriali: Gazzetta dell’Emilia è della società editrice Nuovo Editoriale, mentre QuotidianoWeb è dell’editore PeopleWay, ma anche qui nulla di illecito.

Quello che dispiace è che QuotidianoWeb riporta nel suo Chi Siamo:

…la vera informazione deve essere espressa sul piano della forma, deve essere obiettiva, completa e non frammentaria. Deve fornire al pubblico tutti gli elementi affinché ognuno possa formarsi correttamente un’opinione sul fatto, senza essere indirizzato verso valutazioni precostituite imposte. Abbiamo creato QuotidianoWeb con lo scopo di trattare gli argomenti più rilevanti con tale filosofia. Con lo stesso spirito abbiamo scelto il nostro team giornalistico.

E poi pubblica articoli privi di link alle fonti e senza riscontro nei fatti. Questo, invece che aiutare i lettori ad orientarsi nell’enorme massa di informazioni e permettergli di “formarsi correttamente un’opinione sul fatto”, non fa altro che contribuire all’information disorder.

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