Il giornalismo, la politica e l’avvelenamento del pozzo

maicolengel butac 14 Ago 2020
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A volte sembra quasi che certe notizie vengano pubblicate più per ragioni politiche che per vera informazione giornalistica. Mi avete segnalato un articolo che è apparso su Il tempo il 7 agosto 2020, ripresa subito da altri siti già presenti nella nostra blacklist.

Titolo de Il Tempo:

Il giudice lo libera e dopo due giorni il nigeriano stupra un’altra donna

La notizia, raccontata in pochissime righe, riporta fatti che risalgono alla fine di giugno. La stessa notizia viene appunto ripresa da siti a noi già noti, tutti regolarmente anti immigrazione. Il tutto tra il 7 e il 10 agosto. Anche qualche politico ci fa post social (segno che i suoi social media manager sono attenti alle notizie che arrivano da fonti come Il Tempo, o gli altri siti che eviteremo di nominare).

Salvini, o il suo social media manager, non hanno nemmeno fatto qualche ricerca sulla notizia, non è importante, la prendono esattamente come è stata scritta da Il Tempo. Io la leggo, e mi viene qualche dubbio quando mi accorgo che la notizia, pubblicata il 7 agosto, risale come dicevamo a fine giugno. Ma evidentemente nessuno ne aveva parlato all’epoca. Visto che Il Tempo non sta facendo altro che riportare dall’interrogazione parlamentare:

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno e della Giustizia, Luciana Lamorgese e Alfonso Bonafede, per fare chiarezza rispetto alla violenza sessuale messa in atto da un cittadino nigeriano ai danni di una ragazza di 18 anni, a Salerno, lo scorso 27 giugno”, ha dichiarato il Questore della Camera e parlamentare salernitano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli.

Poi mi accorgo che me la segnalate perché sulle altre testate la stessa notizia non appare con altrettanta rilevanza. E allora mi metto a cercare. E salta fuori che la notizia era nota ai giornalisti per l’appunto da fine giugno. Fanpage, il primo luglio, ne parlava in maniera decisamente più esaustiva.

Solo i toni erano un po’ diversi:

Palpeggia una ragazza a Salerno, arrestato per violenza sessuale due volte in tre giorni

Sia chiaro, come spiega Fanpage il ragazzo ha tentato di aggredire due ragazze in due giorni, se non fosse stato fermato è possibile che il palpeggio sarebbe diventato qualcosa di peggio. E lo stesso palpeggio è violenza sessuale. Quell’uomo va fermato, e punito, secondo la legge. Su questo siamo tutti d’accordo. Episodi del genere non dovrebbero accadere mai.

Ma perché una testata giornalistica deve attendere un mese per darne la notizia? Perché usare parole che non rappresentano i fatti? Lo stupro del titolo non è avvenuto in nessuno dei due casi (per fortuna). Si potrà al massimo parlare di tentato stupro.

Fanpage conclude spiegando le cose per bene:

Dagli accertamenti è venuto fuori che due giorni prima, il 25 giugno, si era reso protagonista di un episodio analogo, a San Valentino Torio, in provincia di Salerno: aveva molestato un’altra ragazza e in quella circostanza, bloccato dai carabinieri di Sarno, era stato arrestato per violazione di domicilio, atti osceni in luogo pubblico e violenza sessuale; a suo carico è inoltre emerso un ordine di espulsione emesso dal Questore di Salerno. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Salerno – Fuorni, l’arresto è stato convalidato ieri, 30 giugno, ed è stata disposta la custodia cautelare in carcere in attesa del processo.

Invece che un’interrogazione parlamentare, che costa soldi di deputati pagati per amministrare il Paese, sarebbe da chiedere conto alla magistratura e alle autorità di Salerno, in quanto entrambi gli episodi sono avvenuti all’interno della stessa provincia. Non è “il governo” il colpevole, ma chi ha gestito l’arresto e il rilascio.

Rilanciare una notizia a distanza di un mese dai fatti serve principalmente a manipolare la percezione dei lettori, che si soffermano solo sui titoli e si convincono che si tratti di casi differenti, aumentando la paura per la propria incolumità. Con la paura si convincono elettori dubbiosi, con la paura si guadagna moltissimo in popolarità. E magari si distoglie l’attenzione da altre vicende.

Non credo di poter aggiungere altro.
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