NEPAL-BUFALA

Qui non sbufaliamo nulla: il comunicato stampa di Mario Gallarini è già stato postato dalle tante testate che hanno fatto circolare la notizia. Trovo come sempre giusto condividere quando la stampa fa pessimo servizio.

La storiella che ha circolato nei  giorni scorsi è questa:

Una commovente gara di solidarietà sta avvenendo in queste ore nel sito di Expo2015, nel quale è arrivata l’eco del devastante terremoto che ha colpito il Nepal nei giorni scorsi. Quasi tutti gli operai al lavoro nel padiglione del paese, infatti, sono rientrati in patria in fretta e furia, alcuni anche perchè colpiti direttamente da un lutto familiare, lasciando lo spazio espositivo, ancora da terminare, deserto. Una situazione che non è sfuggita agli altri lavoratori impegnati negli ultimi ritocchi all’area fieristica, che hanno così deciso spontaneamente di mettersi all’opera per finire i lavori. Ovviamente gratis, e nel tempo libero, organizzandosi su turni dettati dalla solidarietà. In prima linea ci sono i lavoratori che hanno già completato i padiglioni dei rispettivi paesi, ma anche qualche operaio dipendente di Expo non si tira indietro. «Siamo tutti commossi dal vedere che il cantiere non è fermo, e che vi si parlano tutte le lingue», dice a vita.it un dipendente di Expo che lavora vicino allo stand nepalese, uno dei primi sulla destra entrando dal Decumano centrale, e che ha potuto verificare di persona la notizia. «Tra l’altro le maestranze che si sono rese disponibili sono qualificate, perchè stanno completando alcuni lavori di cesello fatti a mano dai nepalesi (nella foto di Carlo Colombo, ndr) con grande perizia, in modo che anche il loro stand possa aprire tra due giorni senza sfigurare».

Nelle scorse ore però è apparso un comunicato stampa riportato da tanti:

In riferimento all’ articolo apparso in data 29 Aprile 2015, intitolato “Expo 2015, gara di solidarietà per completare il padiglione del Nepal”, con la presente contestiamo nel modo più fermo il suo contenuto pieno di informazioni false e prive di ogni fondamento. A tale proposito precisiamo che 11 operai nepalesi sono rientrati nel loro paese mentre 4 sono rimasti a lavorare in cantiere assieme alla mano d’opera italiana, a contratto con la parte nepalese che, fin dall’inizio dei lavori, ha affiancato il gruppo nepalese nella costruzione del padiglione. Il cantiere non è stato pertanto “… lasciato deserto … senza procedere con i lavori ..” Dichiariamo inoltre che non vi è stata nessuna “gara di solidarietà” da parte dei lavoratori degli altri padiglioni, nessuno dei quali è mai intervenuto “.. lavorando extra turno e gratis ..” per completare il padiglione. Nel significarvi la nostra più profonda irritazione per questo vostro comportamento che offende persone colpite dai lutti e devastazioni che il terremoto ha causato, vi diffidiamo dal volere proseguire nella diffusione di notizie false, invitandovi nel contempo a pubblicare una rettifica a quanto da voi dichiarato.

MARIO GALLARINI Coordinatore del Padiglione Nepal Milano

Il comunicato spiega chiaramente che quanto riportato inizialmente era fuffa e Gallarini spiega, bene o male, quanto riportava anche BresciaOggi qualche giorno fa.

TGCom  ha provveduto subito a pubblicare il comunicato di Gallarini.

maicolengel