LYSTERIACOOOP

Sì, è tutto vero. Una nota catena di supermercati ha ritirato dal mercato e sta provvedendo al richiamo di un prodotto, un formaggio per la precisione. Perché POTENZIALMENTE contaminato da un patogeno: Listeria monocytogenes.

Controllando sul sito dei RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) attualmente non compare nulla.

Questo vuol dire che il ritiro/richiamo è su base volontaria.

Brevemente, per non annoiarvi troppo, vi spiego come funziona il RASFF e cerchiamo di cpaire cosa può essere successo.

Il RASFF “funziona” su segnalazioni delle autorità competenti (NAS, ASL, PIF, MIPAAF) le quali, a loro volta, mettono in moto tutto il sistema in diversi modi:

  • analisi effettuate da loro stessi nell’ambito di un controllo pianificato (ad es. le merci in arrivo da paesi terzi, oppure controlli casuali sul territorio)
  • analisi effettuate su segnalazione di un cliente che ha avuto un problema con un determinato prodotto
  • analisi effettuate su segnalazione della ditta produttrice che, in regime di autocontrollo (obbligatorio per legge, vedasi la serie di regolamenti della CE che rientrano nel cd “pacchetto igiene”) si è resa conto che qualcosa non va bene.

La ditta che produce questo prodotto, in regime di autocontrollo, ha effettuato dei controlli microbiologici sul formaggio in questione (può averli fatti nel suo laboratorio interno o averli demandati a un laboratorio esterno, accreditato ACCREDIA). Tra i parametri che sono obbligatori per legge (Reg CE 2073/2005) per gli

Alimenti pronti che costituiscono terreno favorevole alla crescita di L. monocytogenes, diversi da quelli destinati ai lattanti e a fini medici speciali (all. 1, cap. 1 cat. 1.2)

figura ovviamente la Listeria. Sia qualitativa, cioè presenza/assenza del patogeno in 25g di alimento, sia quantitativa ovvero quanti batteri ho in 1 grammo di alimento.

Il regolamento europeo stabilisce anche quali sono i metodi ufficiali di analisi. In questo caso la norma è la EN/ISO 11290-1 per la qualitativa e la EN/ISO 11290-2 per la quantitativa. Queste metodiche di analisi sono molto lunghe. Soprattutto per quanto riguarda la parte di conferma. Si parla di analisi che durano anche una settimana per avere la conferma definitiva che quello che è cresciuto sulla mia piastra di Petri sia effettivamente Listeria e sia “monocytogenes”. Già perché esiste anche la Listeria innocua o la Listeria ivanovii.

Se il prodotto che sto per immettere sul mercato ha una shelf life di 15-20 giorni al massimo non posso “giocarmi” 4 giorni di vita del prodotto solo per avere i risultati che tutto è negativo. Anche perché la GDO richiede, solitamente, che il prodotto sia consegnato nei suoi  magazzini con almeno i 2/3 di vita residua e se il mio sistema di autocontrollo ha funzionato a dovere di solito i risultati sono sempre negativi.

La ditta ha probabilmente fatto quindi l’unica possibile da fare: ha venduto il prodotto prima di avere l’esito delle analisi. Alla prima avvisaglia di “forse c’è qualcosa che non va” ha predisposto il ritiro e il richiamo del prodotto. Nel frattempo prosegue con le indagini e con le misure correttive affinché il problema sia arginato.  Non è quindi detto che  il prodotto sia effettivamente contaminato. Siccome è meglio prevenire che curare hanno giustamente richiamato il prodotto.  Nel caso in cui le analisi siano positive la ditta non dovrà far emettere nessuna allerta. Se sono negative tanto meglio, avranno dimostrato la loro serietà.

Evitiamo di fare come nel caso del pesto “al botulino”, denigrando sia le aziende sia le catene di supermercati. E’ vero la Listeria è una “brutta bestia”, è molto pericolosa e non va sottovalutata. Ed è per questo che la ditta ha richiamato il prodotto.

Quindi se avete in casa quel lotto di formaggio, riportatelo al supermercato e non mangiatelo. Se lo avete già mangiato evitate di intasare i PS con la “fobia della Listeria” e in caso di malessere rivolgetevi al medico e spiegategli tutto.

Thunderstruck at butac punto it

PS

Per chi volesse approfondire sui rischi della Listeriosi rimando al link di wiki inglese, molto ben fatto. Dove vengono evidenziati per bene i tassi di mortalità (il rischio è -per fortuna- davvero bassissimo).