Immigrati, bufale e sensazionalismo

maicolengel butac 13 Mar 2017
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Per i più pigri:

  • La notizia pubblicata da Italia Patria Mia il 12 marzo 2017 risale in realtà a febbraio 2015.
  • La legge, non la Consulta, stabilisce che chi è in possesso di PERMESSO di soggiorno ha diritto ad accedere alla pensione d’invalidità.
  • La CARTA di soggiorno, è un PERMESSO più lungo. Esistono moltissimi immigrati in possesso di regolare permesso ma senza la CARTA.

invalidità, pensione di

Per i lettori di BUTAC:

BUTAC da un po’ collabora con la Carta di Roma, cerchiamo di fare chiarezza sulle bufale che circolano in rete anche sull’argomento immigrazione. Questo come sempre ci attira le antipatie di chi vede negli immigrati l’unico grande problema del nostro paese. Ma onestamente anche se sono tanti gli obnubilati da quel tipo di supposizioni, poco m’importa perderli come lettori e guadagnarli come nemici, non scrivo per loro, lo faccio per me stesso, per dormire meglio la notte, per guardare i miei figli, per metà stranieri, con la certezza di aver fatto il possibile perché nel loro futuro ci sia meno disinformazione, o almeno per poter dire: io ci ho provato.
Ieri mentre cercavo traccia di una notizia bufala che mi era stata segnalata senza un link sono incappato in un articolo pubblicato sul Blog Italia Patria Mia, articolo che ritengo molto interessante.

MATTARELLA SHOCK:pensione d’invalidità anche agli immigrati senza carta di soggiorno (ECCO LA SENTENZA DELL’UOMO DIVENTATO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA)

Questo è il titolo, Bello forte, si usa il caps lock, si usa il termine shock e poi ci si piazza una bella foto:

Il lettore pigro si ferma lì, lo sanno bene ad Italia Patria Mia, si ferma alla foto ed indignato condivide. Cosa ha capito della notizia? Poco, pochissimo, probabilmente la sua traduzione del titolo è:

Al clandestino danno la pensione d’invalidità

In realtà, la stessa Italia Patria Mia riporta i fatti in maniera abbastanza corretta, dopo l’immagine:

Come racconta Libero, prima di lasciare la Consulta, Mattarella ha sentenziato che è discriminante (e, quindi, incostituzionale) escludere da prestazioni assistenziali, come l’indennità di accompagnamento, gli immigrati anche quando questi sono sprovvisto della carta di soggiorno, un particolare permesso di soggiorno a tempo indeterminato che può essere richiesto solo da chi possiede un permesso in corso di validità da almeno cinque anni. La Consulta accogli così il ricorso alla Corte d’appello di Bologna di un cittadino pakistano che nel 2009 si era appellato al tribunale di Reggio Emilia per vedersi riconosciuto il diritto alla pensione ed all’indennità di accompagnamento in quanto “cieco civile con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi”. L’Inps si era opposto perché, sebbene fosse legalmente in Italia, all’immigrato mancava la carta di soggiorno.

Chissà se almeno i lettori di BUTAC sono arrivati fin qui. Ci spero. Avete letto con attenzione? La carta di soggiorno non è il permesso. Io posso risiedere legalmente in Italia, con un permesso inferiore ai 5 anni e non avere quindi la Carta, ma potrebbe darsi che sia qui da ben di più, e che il permesso mi venga di volta in volta rinnovato, senza però accedere alla Carta. Libero, citato da Italia Patria Mia ci spiega cosa serve per accedervi:

La carta di soggiorno, oggi permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, è un tipo di permesso di soggiorno a tempo indeterminato che può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 5 anni. La «pregressa permanenza quinquennale» in Italia è il requisito indispensabile per il rilascio del permesso di soggiorno Ue per “soggiornanti di lungo periodo”. Deve essere anche dimostrata la disponibilità di un reddito minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale (per il 2015 fissato a 5.830,63 euro, 448,51 mensili per 13 mensilità) e che il cittadino straniero non sia pericoloso.

Ma sono immigrato regolare, con permesso di soggiorno, anzi magari l’invalidità l’ho pure subita lavorando proprio qui. L’unico motivo per cui se ne parla è che nel 2009 un immigrato pakistano cieco si vide rifiutare la pensione d’invalidità per la mancanza della Carta. Il ricorso è stato accettato e l’immigrato, dopo quasi 6 anni di attesa potrà avere accesso alla sua pensione. Quello che viene relegato in chiusura su Libero però è importante:

Del resto i giudici costituzionali, in questo caso, difficilmente si sarebbero potuti esprimere diversamente vista la giurisprudenza in materia.

Quindi, con l’attuale legislazione, pur essendoci stato un intoppo nel 2009, il cittadino ha diritto alla pensione d’invalidità, la Consulta non poteva fare altro che accogliere il ricorso. Ma non vi ho ancora detto tutto.

Italia Patria Mia, l’articolo con titolone SHOCK l’ha pubblicato con questa data:

12 marzo 2017

L’articolo di Libero e i fatti di cui vi abbiamo appena parlato risalgono al 2015. Sfruttano un trucchetto meraviglioso nel loro articolo, depredano articoli vecchi, di quelli che già facevano indignare il lettore pigro due anni fa e ce li riportano tali e quali, non devono cambiare neppure le referenze di data, basta guardare come si apriva l’articolo de Il Giornale:

Tra i firmatari della sentenza numero 22 depositata il 27 febbraio ci sono Sergio Mattarella e Giuliano Amato. Il relatore era Paolo Grossi. La decisione della Corte costituzionale, che risale al 27 gennaio, è l’ultimo “atto” da giudice della Corte costituzionale del neo presidente della Repubblica. La chiamata al Quirinale è, infatti, arrivata il 13 gennaio, quattro giorni dopo appunto.

Nessuna indicazione di anno, copiando ed incollandola a marzo 2017 è ovvio che il lettore sarà portato a credere che tutto sia avvenuto due settimane fa.

Siamo alla frutta ragazzi, chi vuole il dolce?

maicolengel at butac punto it

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