Sulla questione incendi in Australia si sta facendo un gioco al massacro sulla stampa, italiana e non. La settimana scorsa vi ho parlato dei cammelli/dromedari che verrebbero uccisi in quanto “bevono” troppa acqua. Oggi mi tocca di parlare di musulmani arrestati perché sono stati incolpati di aver causato parte degli incendi australiani.

Titolava il Primato Nazionale il 9 gennaio 2019:

Australia, immigrati accendono un rogo, arrestati: le risate davanti al tribunale

La notizia ha circolato su svariate testate, legate sia ai negazionisti dei cambiamenti climatici sia agli estremisti di destra anti-islamici. La fonte per tutti è una testata che si chiama Daily Telegraph, che non è una di quelle testate universalmente riconosciute come affidabili, anzi. Gli articoli e i post che circolano in italiano danno a intendere che i due fratelli musulmani siano stati arrestati poiché colpevoli di aver appiccato uno degli incendi che hanno causato gli ingenti danni che vediamo riportati sui giornali in queste settimane. Ma le cose non stanno esattamente così.

Sono tante le testate internazionali che hanno riportato con grande clamore la storia che fossero state arrestate 183 persone come colpevoli degli incendi australiani. Il tutto cavalcato dalle testate che stanno cercando di sostenere che non è il riscaldamento globale la causa degli incendi australiani, ma l’idiozia della gente. Sia chiaro, non hanno del tutto torto: che i fuochi non siano nati spontaneamente è probabile nella stragrande maggioranza dei casi. Il problema è però l’anomala siccità che ha permesso agli incendi di estendersi su larga scala, diversamente dal normale.

Inoltre, come spiegava Giornalettismo, in realtà quel numero di arrestati si riferisce alle 183 persone fermate nel corso del 2018/19 per aver acceso fuochi illegali, o aver buttato materiale infiammabile dove non dovevano. Non si tratta di arresti fatti in concomitanza con l’attuale ondata di incendi, ma con quella precedente.

I due ragazzi messi in copertina dal Daily Telegraph sono stati accusati di aver acceso dei fuochi d’artificio in un parco a Sidney, dove questa attività è vietata. Ma quei fuochi d’artificio non hanno causato incendi di particolare entità. In questo caso, il fermo dei due è dovuto al fatto che hanno fatto qualcosa di vietato. Non esiste traccia della notizia sulle testate australiane ritenute affidabili: pur vedendo un microfono di 9news in uno degli screenshot pubblicati dal Daily Telegraph non ho trovato il video da cui prendeva origine, e di video su presunti piromani pubblicati da 9news me ne sono guardati un bel po’.

Quindi, per capirci: la fonte della notizia è una testata tabloid gestita da estremisti di destra, e la notizia non è stata ripresa su nessuna delle testate nazionali australiane più note: dopotutto si tratta palesemente di una non-notizia, visto che i fuochi d’artificio per cui sono stati fermati i due non hanno causato nessun incendio grave.

Quello però che è interessante è notare che la notizia, pur non comparendo su nessuna testata internazionale affidabile, ha comunque fatto il giro del mondo su tutti i siti d’estrema destra, dal famoso Storm Front – oscurato nel nostro Paese – ad agenzie di stampa russa di nessuna notorietà, fino a siti legati ai movimenti islamofobi, cattobigotti, ce n’è per tutti i gusti.

Geller Report, Jihad Watch, The gateway pundit, Right Journalism, Tea Party, Break the matrix, The Donald Win, Pacific Punduit, e così via… Per l’Italia per ora abbiamo il Primato Nazionale, ma sono sicuro che la notizia verrà ripresa dalla galassia di sitarelli che da anni riprendono le loro notizie. Speriamo quest’articolo possa servire ad arginarne la viralità.

Non credo si possa aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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