Le influenze sono peggio del COVID

Andiamo a verificare i dati

maicolengel butac 30 Dic 2021
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Questa frase negli ultimi due anni l’abbiamo sentita ripetere più volte, spesso da soggetti che si atteggiano a grandi conoscitori di come vada il mondo. Noi non siamo nessuno, non abbiamo titoli altisonanti per metterci in cattedra di fronte ad alcunchì, siamo e restiamo semplici fact-checker e la verifica dei fatti, anche in questo caso, è quello che ci siamo limitati a fare. Siamo infatti andati a verificare se davvero i numeri, a quasi due anni dalla dichiarazione di pandemia, dimostrano che le influenze degli anni passati siano state peggio di COVID-19.

Se avete fretta la risposta che possiamo darvi fin da subito è: NO! Le influenze degli anni passati non sono mai state peggio di COVID-19. Lo dicono i numeri che adesso andremo a snocciolare.

Sul sito EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità è possibile trovare i dati dal 2012 ad oggi, il bollettino si chiama FluNews ed è di consultazione libera per chiunque sia interessato. Ho pensato di fare cosa utile compilando i dati reperibili e inserendoli in un comodo elenco suddiviso per anno, suddividendo numero di casi gravi (TI o SUB TI) e decessi:

  • 2013-14: 77 – 16
  • 2014-15: 485 – 163
  • 2016-17: 230 – 68
  • 2017-18: 764 – 173
  • 2018-19: 812 – 205
  • 2019-20: 164 – 255

Sì, manca l’annata 2015-16, e manca anche il 20-21: la prima manca del tutto, la seconda sul sito di EpiCentro è caricata in maniera erronea e cliccando su quello che dovrebbe essere il bollettino corretto ci si trova di fronte ai dati dell’anno precedente. Ma non è che questo cambi la situazione, oltretutto volendo su Lancet sono riportati anche i dati precedenti visto che esiste uno studio peer-reviewed che analizza il trend dell’influenza in Italia dal 1969 al 2001. Ma vi pare che quei numeri possano avere qualche somiglianza con quelli del COVID? Ovviamente no. Prima che veniate a dire che si tratta di numeri sbagliati, che ne avete letti di molto superiori, ci tengo ad aggiungere una precisazione: è vero i numeri che vengono riportati dai giornali anno per anno sono sempre superiori a quelli che avete letto qui sopra, ma si tratta di dati che sommano i direttamente colpiti dall’influenza ai soggetti che subiscono complicanze secondarie da influenza, ovvero si tratta di soggetti che finiscono tra i casi gravi e tra i decessi a causa di:

  • Polmonite virale
  • Polmonite da streptococco
  • Polmonite da Haemophilus influenzae
  • Polmonite batterica
  • Polmonite da altri organismi infettivi
  • Polmonite da altre malattie
  • Polmonite da organismo non specificato

Si stima che in Italia, per colpa delle polmoniti insorte come complicanze secondarie dell’influenza, muoiano ogni anno tra le 8 e le 10mila persone; comunque anche qui grandezze decisamente inferiori rispetto ai decessi per la pandemia.

Già a marzo 2020 l’associazione dei biotecnologi italiani aveva tentato di mostrare quanto poco avesse senso paragonare COVID-19 a una semplice influenza come qualche soggetto munito di laurea in medicina e di spazio sui media nazionali aveva tentato di fare a inizio emergenza sanitaria. Non credo sia necessario andare a fare le somme dei ricoveri in terapia sub e intensiva per rendersi conto che si tratta di grandezze completamente diverse. Non ho dubbi che ci siano testate giornalistiche che in anni passati abbiano cavalcato allarmismo sull’influenza, come ce ne sono altre che sparavano sciocchezze sui vaccini antinfluenzali: così va nel mondo del giornalismo italiano. Ma i dati sono quelli che avete appena letto. Vi prego di tenerli a mente la prossima volta che avrete di fronte qualcuno che sostiene che alla fine è come una normale influenza di stagione.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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