Mi avete segnalato un post che è apparso sulla pagina di un insegnante sardo in pensione e che ha come fonte un blog che si chiama Veritas Vincit. L’insegnante ha una bacheca dove ogni ora viene pubblicato un contenuto, nelle ultime 48 ore ha parlato di Scie Chimiche, rovesciato un po’ di letame contro esponenti del PD e del M5S, pubblicato foto di magistrati che secondo lui andrebbero linciati e altre cose del genere. Sarebbe una di quelle bacheche da trattare post per post visto il quantitativo di materiale disinformativo che pubblica. Ma mi limiterò al post e alla sua fonte.

Questo il testo che viene condiviso, copiato pari pari da Veritas Vincit (che a sua volta come vedremo l’ha copiato da altra fonte):

DA DOCENTE IN UN CPIA VI SPIEGO QUELLO CHE NON SAPETE E NON POTETE SAPERE SUL PERVERSO PIANO DELLO IUS CULTURAE: NON È VERO CHE RIGUARDA I “FIGLI DEI MIGRANTI”
RIGUARDA TUTTI QUELLI CHE SBARCANO!
SI OTTIENE DOPO SOLE 400 ORE DI FREQUENZA A SCUOLA. CIOÈ APPENA 3-5 MESI DOPO LO SBARCO.
Il “piano” prevede che venga concessa la cittadinanza agli “immigrati” ossia i clandestini che completino almeno un ciclo di studi in Italia. Il nostro sistema d’ istruzione, opportunamente in tal senso riformato, prevede che gli “stranieri “( leggasi falsi minori non accompagnati) , inseriti obbligatoriamente nei percorsi offerti dai CPIA di stato, completino LA SCUOLA MEDIA IN 400 ORE, E IL BIENNIO SUPERIORE IN 825.
Avete capito bene: l’ accordo, lungimirante, esiste dal 2015, tra il MIUR e le sinistre immigrazionaniste colluse con le reti dell’accoglienza.
Le comunità e le coop esultano, le scuole a rischio di mancanza alunni, pure. Appena la notizia si diffonderà sulle sponde africane, arriveranno a migliaia.”

Mariagrazia Torrisi

Il post come vedete riporta chiara la firma di chi l’ha scritto e sono andato a cercarmi la bacheca e verificare. Sì, l’autrice del post è Mariagrazia Torrisi, una bacheca praticamente uguale a quella del precedente insegnante in pensione, con la differenza che lei invece in pensione non c’è ancora andata e secondo Linkedin insegna da circa 31 anni, ed è esaminatrice ECDL (European Computer Driving Licence).

Il suo post racconta che lo Ius culturae riguarda tutti coloro che sbarcano in Italia e che permetta a tutti questi, dopo aver seguito lezioni di cultura italiana per circa 400 ore, di diventare cittadini italiani.

Ma è davvero così?

In realtà lo Ius culturae (non ancora approvato) non fa riferimento agli adulti, come viene spiegato molto chiaramente sul sito del Senato:

Beneficiario è il minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età.

Egli acquista di diritto la cittadinanza, qualora abbia frequentato regolarmente (ai sensi della normativa vigente) un percorso formativo per almeno cinque anni nel territorio nazionale.

Tale formazione consiste in: uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione; o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali, idonei al conseguimento di una qualifica professionale.

Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva di tale corso.

Lo Ius culturae fa quindi riferimento ai minori di 12 anni.

Io non vedo nulla di male nel testo proposto, ma è ovviamente una mia opinione. Quello che è importante tenere a mente è che non è vero che lo Ius culturae riguardi tutti gli stranieri, riguarda solo chi è arrivato in Italia prima dei 12 anni e che abbia frequentato un percorso di studi secondo la normativa vigente di almeno 5 anni.

La normativa vigente ci dice che per passare l’anno bisogna frequentare almeno tre quarti delle ore del percorso di studi. I corsi di 400 ore per fare la licenzia media sono dedicati agli studenti adulti. Quindi per accedervi e poter aver diritto alla cittadinanza bisognerebbe esser arrivati in Italia prima dei 12 anni, e a 16 anni essersi iscritti a uno di questi corsi. Non riguarda tutti quelli che sbarcano, anzi, direi la minoranza, visto che la maggioranza ha più di 12 anni.

Ma avvelenare il pozzo è uno sport che piace moltissimo.

La cosa che mi lascia ancora più a bocca aperta è il modo scelto per riportare il post della signora Torrisi su Veritas Vincit che ha deciso di titolare così:

CPIN – Centri provinciali per l’istruzione dei negri

Io capisco che esiste la libertà d’espressione e che ognuno ha il diritto di dire quel che vuole, ma davvero si può titolare così su un blog aperto a tutti?

maicolengel at butac punto it

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