Kennedy, la piramide alimentare e i titoli a effetto

Approfondiamo le novità introdotte dalla nuova piramide alimentare condivisa dal Ministero della Salute USA pochi giorni fa e considerata un "ribaltamento"

maicolengel butac 12 Gen 2026
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Scrive SkyTg24:

Gli Stati Uniti di Donald Trump cambiano menu. In un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti linee guida nutrizionali, l’amministrazione del presidente pubblica nuovi orientamenti per gli americani, che capovolgono la piramide alimentare: ora la carne rossa, il formaggio e il latte intero risultano in cima.

Il Fatto Quotidiano:

Kennedy ribalta la piramide alimentare: carne, formaggio e latte intero in cima, cereali integrali in fondo

RaiNews:

Usa, Kennedy jr. capovolge la piramide alimentare: più carne e latte intero: “Mangiare cibo vero”

Ribalta, capovolge, cambia. Ma è davvero così? No, ma ai giornalisti ormai non interessa più informare, bensì solo trovare modi nuovi per far sì che il pubblico legga – o peggio, clicchi – sui loro articoli. E dare a intendere che tutto è cambiato serve proprio a questo. Peccato però che poi, la realtà dei fatti sia un po’ diversa da come narrato nei titoli. Titoli che sono costruiti apposta per far sembrare epocale qualcosa che in realtà, se la si guarda con attenzione, è al massimo una correzione di rotta: ogni cinque anni, infatti, HHS e USDA aggiornano regolarmente le linee guida per l’alimentazione americana. Linee guida che servono a medici e professionisti per calibrare ad esempio i tipi di pasti che vengono serviti nelle scuole o cosa i cittadini possono comperare coi buoni per il cibo (food stamps).

Vediamo nel dettaglio i cambiamenti introdotti dalla nuova piramide alimentare presentata da Kennedy – quella che dovrebbe avere carne rossa, formaggio e latte “in cima”, ma che in realtà come potete vedere dall’immagine in testa all’articolo è stata ruotata e non ha più una cima:

  • i carboidrati passano da un range di 50–60% a un 40–50% dell’introito calorico totale. Non vengono demonizzati, non spariscono, non finiscono in fondo a una fossa comune. Restano la base della dieta;
  • le proteine salgono leggermente: da ~0,8–0,9 g/kg a un range di 1,2–1,6 g/kg, che è esattamente quello già raccomandato da anni per anziani, sportivi, donne in gravidanza o allattamento. Non è la “dieta del macellaio”, è fisiologia;
  • non esiste alcuna “riabilitazione” dei grassi saturi. Le linee guida continuano a raccomandare di limitarli e di privilegiare fonti magre e vegetali.

Lo spiega bene la CNN, che nel presentare le nuove linee guida parla di un testo che riprende molte indicazioni precedenti invitando gli americani a dare priorità alle proteine e ai grassi sani e a limitare il consumo di cibi ultraprocessati e zuccheri aggiunti.

La stessa CNN sottolinea che il cambiamento più vistoso è soprattutto visivo: l’introduzione di un’immagine con una piramide “invertita”, che mette carne, formaggi e verdure nella parte più ampia in alto, abbandonando il vecchio schema grafico. Ma nel testo delle linee guida si continua a raccomandare di ridurre zuccheri, alimenti raffinati e ultraprocessati, di consumare cereali integrali, frutta e verdura, e di mantenere sotto controllo grassi saturi e sodio.

Come ha scritto Roberta Villa nell’ultima uscita della sua newsletter, però, quello che è interessante notare è come

le nuove linee guida alimentari consegnate agli abitanti degli Stati Uniti siano un capolavoro di comunicazione persuasiva, ottenuto attraverso una serie di trucchi degni di un prestigiatore. L’obiettivo è dire a ciascuno quel che si vuol sentire dire, anche attraverso messaggi che, a ben guardare, sono così contraddittori da apparire, almeno in parte, inconciliabili.

Per riuscire in questa “Mission Impossible”, lo staff di Kennedy ha preso in considerazione i diversi target che voleva raggiungere e ha trovato il modo di accontentarli tutti, senza forzare più di tanto i contenuti, ma sfruttando il potere dei diversi strumenti di comunicazione: un’infografica di impatto per chi si ferma alle figure e un testo più articolato per chi guarda ai contenuti, con l’attacco ai cibi ultraprocessati e alle bevande zuccherate, che le società scientifiche non potevano che applaudire, e con il mantenimento della soglia massima del 10% di grassi saturi nella dieta, che nessuno può negare sia importante per ridurre il rischio cardiovascolare.

(…) Ma il punto è un altro. La maggior parte dei cittadini non conteggia certo la percentuali di grassi saturi rispetto all’apporto calorico totale. Anche perché si è diffusa l’idea di chiamare “proteine” alimenti come carne e formaggi che, insieme alla quota proteica, contengono una quota non indifferente di grassi (saturi, appunto) e ci si è abituati definire “grassi” solo quelli dedicati al condimento, come olio e burro. Le stesse linee guida citano poi tra i prodotti da privilegiare addirittura il sego (…). E al centro della piramide, tra i vegetali, troneggia l’avocado, costituito all’89% di grassi.

(…) Insomma, un conto sono le indicazioni, un conto è quel che passa al pubblico. Ed è importante imparare a distinguere i contenuti dei messaggi dalla modalità con cui vengono trasmessi, perché nella comunicazione politica moderna questa discrasia è spesso usata per confondere le acque e aumentare la polarizzazione. Lo abbiamo visto anche per le nuove raccomandazioni di questi giorni sulle vaccinazioni (…). Di fatto, è vero che la nuova schedula vaccinale raccomandata dal governo statunitense non è così diversa da quella di molti paesi europei. Non può quindi di per sé identificare una posizione antivax. Ma se vi ci si arriva non per aggiunta, ma per sottrazione, come accaduto negli Stati Uniti, e in parallelo a una campagna di comunicazione che alimenta lo scetticismo nei confronti dei vaccini, il messaggio per i cittadini è che ci sia qualche ragione, prevalentemente di sicurezza, se si fa marcia indietro.

Sempre su indicazione di Roberta, se volete approfondire invece la questione dal punto di vista nutrizionale vi rimandiamo all’ottimo articolo di La Somma e il Totale.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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