PERTUSSIS2

La pertosse è una malattia batterica acuta, causata dal batterio Bordetella pertussis. La caratteristica principale di questa malattia sono gli intensi attacchi di tosse che possono portare fino al vomito e all’ipossia (diminuzione del livello di ossigeno a livello ematico e di conseguenza tissutale).

Si tratta di una patologia che si trasmette mediante goccioline di aerosol (piccole gocce sospese nell’aria prodotte durante gli attacchi di tosse) per contatto interumano. Il batterio si annidia a livello delle vie aeree, gola, trachea e polmoni, dove mediante delle particolari proteine presenti sulla sua superficie riesce a legarsi in modo estremamente tenace all’epitelio. Una volta adeso riesce a modificare il comportamento delle cellule su cui si trova, attivandole e modificando in modo sensibile la produzione di muco. Si viene a produrre una grande quantità di muco che risulterà molto difficile da eliminare mediante la tosse.

Il tempo di incubazione è compreso tra i 7 e i 14 giorni e la malattia ha una durata fino a 6 settimane. Si divide il decorso della malattia in tre stadi progressivi:

  1. Stadio Catarrale: raramente è presente febbre, i sintomi da lievi diventano sempre più intensi. La tosse è principalmente notturna.
  2. Stadio Parossistico: dopo 10 giorni circa, la tosse diventa il sintomo predominante con numerosi attacchi costituiti da 5-15 colpi di tosse violenti e seguiti da un ulro inspiratorio. Questa è la fase critica della malattia.
  3. Stadio della Convalescenza: dopo 4 settimane, la tosse si addolcisce fino a scomparire.

La malattia colpisce tutte le fasce di età, ma presenta una più alta mortalità nei neonati e negli anziani. Numerose sono le complicanze che possiamo dividere in respiratorie e cerebrali.

La prime riguardano la possibile comparsa di una polmonite, di enfisema o di un pneumotorace (lo spazio tra le pleure si riempe di aria e il polmone non può espandersi). Si possono anche avere gravi alterazioni dei bronchi che possono risultare permanenti.

Le complicanze cerebrali sono dovute in parte agli eccessi di tosse. Soprattutto nei bambini più piccoli si possono avere emorragie cerebrali. In alcuni rari casi si può arrivare a una encefalite che spesso esita in danni gravi o nella morte del paziente.

Si tratta di una patologia molto grave e all’aumentare dei casi aumentano le probabilità che si abbiano complicanze e decessi nei pazienti. La terapia consiste in supporto ospedaliero per i pazienti più gravi, antibiotici e mantenimento delle corrette funzioni vitali. Purtroppo la terapia con gli antibiotici può poco per modificare gli eccessi di tosse e quindi nel limitare le complicanze.

La miglior cura per questa malattia è la prevenzione mediante vaccinazione. Trattandosi di una malattia in cui il batterio ha bisogno degli esseri umani per sopravvivere e possibile pensare che un giorno arriveremo a eradicarla. Nel frattempo ciò che dobbiamo ritornare ad ottenere è una efficacie Immunità di Gregge. Questo fattore descrive la percentuale di popolazione che deve essere vaccinata affinchè non si abbia più passaggio interumano del patogeno. Se io sono vaccinato il mio corpo prontamente eliminerà il batterio presente nelle mie vie respiratorie, non permettendogli di moltiplicarsi fino a sviluppare la malattia. In questo modo non sarà nemmeno possibile il rilascio nell’ambiente di grandi quantità del batterio, evitando che si creino focolai di epidemia.

La vaccinazione ha inoltre il pregio di immunizzare il paziente per un periodo molto più lungo rispetto a quella che si acquisisce dopo la malattia stessa. Quindi con il vaccino non solo si evita la malattia ma si protegge anche le persone attorno a noi. Questo è molto importante perchè tutti coloro che non hanno ancora effettuato il vaccino (per esempio i bambini sotto i tre mesi) o che per motivi di salute non possono vaccinarsi (per esempio immunodepressi) risulteranno protetti. Questo perchè le loro probabilità di incontrare qualcuno che può trasmettere la malattia è estremamente bassa.

La vaccinazione in Italia prevede l’utilizzo di un vaccino acellulare insieme a quelle per la Difterite e il Tetano. Questo significa che dentro il vaccino non è presente il batterio, ma solo quelle componenti che servono al sistema immunitario per sviluppare gli anticorpi. Secondo il calendario vaccinale sono previste una dose al 3° mese di vita, una al 5° e una all’11°. Sono previste successivamente dei richiami che potete organizzare con il vostro pediatra o medico di fiducia.

Nell’ultimo periodo è circolata nuovamente una bufala al riguardo il fatto che siano le persone vaccinate a diffondere il batterio. Non è assolutamente vero. Negli scorsi anni si sono sviluppati dei focolai epidemici in alcune città americane dove il tasso di vaccinazione era molto alto. Per comprendere il perchè sono stati iniziati diversi studi. Uno di questi pubblicato su PNAS ha osservato che in 10 babbuini vaccinati con il vaccino acellulare anche se non sviluppavano la malattia era possibile rinvenire il patogeno a livello della gola. Questo ci fa capire che il batterio potrebbe essere più difficile da eradicare del previsto e che sia assolutamente necessario continuare a studiare nuovi vaccini sempre più efficaci. Ma questo non significa assolutamente che sia il vaccino a trasmettere il batterio, ne’ che gli attuali vaccini non siano efficaci. Semplicemente la prossima generazione sarà ancora più efficace.

Per altre informazioni potete consultare l’ottimo articolo di Salvo di Grazia (MedBunker) sull’argomento, la pagina di Vaccinarsi.org e Le Vaccinazioni.

Le informazioni sono state completate riferendosi al Manuale MSD alla seguente pagina

Per ogni informazione trovate me e tutti gli altri professionisti al lavoro sul tema delle vaccinazioni a vostra disposizione per chiarimenti. #teamvaxitalia

dottPA @ butac.it

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