boldrini

Cinque righe una sbufalata, dedicata ai tanti troll che si stanno divertendo a farla girare a più non posso, anche sulla nostra pagina. Chi ha creato la falsa notizia l’ha fatto a scopo monetario, e voi che la fate rigirare cascandoci o solo per scherzo non fate altro che il loro gioco.

cattura

Siete uTonti, webeti, o come preferite chiamarvi, persone non in grado di comprendere i meccanismi del web e non avete nessuna intenzione di provarci. Non fa per voi, ed è un dispiacere, perché il futuro sarà sempre più tecnologico, e chi non sarà in grado di stare al passo sarà costretto a soccombere.

A volte qualcuno di voi mi dice che ci vado giù troppo pesante con chi la rete non la capisce. Ma devo farlo, devo cercare di far capire a quei soggetti che stanno rimanendo tagliati fuori, che arriverà chi gli svuoterà i conti correnti, non col bail in o bail out da cui sono terrorizzati, ma con una delle svariate app-truffa che installano sui loro smartphone, o ancora attraverso siti strapieni di virus. Il futuro è qui, davanti a noi, il web banking, la gestione di casa da pc e smartphone, la programmazione delle proprie vacanze, ma anche le pagelle dei nostri figli, i permessi dal lavoro,  la spesa, il pagamento di bolli e assicurazioni, le tasse.

Tutto passa dalla rete, e prima o poi sarà obbligatorio per tutti imparare ad usarla nel migliore dei modi.

Chi si rifiuta e continua a condividere sciocchezze trovate a caso su siti come quelli che hanno diffuso l’ennesima notizia inventata si troverà tagliato fuori, o ancor peggio vittima dei peggiori truffatori.

Come spiegano gli studi, a nulla serve fare debunking se dietro a questo non c’è anche un progetto educativo. Ecco, Butac vorrebbe veder partire questo progetto quanto prima, con l’aiuto di chi verrà al governo, con l’aiuto delle istituzioni, non farlo significa restare all’ultimo posto nella classifica dell’OCSE sull’analfabetismo funzionale.

Certo, continuare ad avere un popolo di webeti è comodo per alcuni, è molto più facile fregarli, far credere loro di essere dalla loro parte, spacciare disinformazione e manipolare i fatti 24 ore su 24, ma finché potremo noi saremo qui, a vigilare, o almeno provarci. Consci dell’inutilità dell’opera se non supportata anche da altri elementi, ma almeno noi la notte andiamo a dormire sapendo di aver fatto del nostro meglio per aiutare la divulgazione della corretta informazione. Sia chiaro, anche chi crea le notizie inventate come quella sulla Boldrini (o le infinite sulla Kyenge e il Natale, ad esempio) dorme beato, ma lui dorme beato grazie agli euro che i vostri click gli hanno fatto incassare, non perché sa di aver contribuito a rendere il web un posto migliore. Loro sono classici parassiti, insetti che dovrebbero venire cacciati dal web, uno ad uno, soggetti che non meritano stima, soggetti che più persone cadono nei loro tranelli più godono, soggetti che fosse per me potrebbero tranquillamente essere banditi dalla rete, con obbligo di firma, nel loro caso non digitale.

Sull’onda di bufale come quella qui sopra proprio ieri la presidente del Parlamento Laura Boldrini si è pronunciata sulla sua pagina, il comunicato era forte:

I social network non danno seguito ai loro impegni nella lotta all’odio su Internet.

La Commissione europea, nonostante gli accordi raggiunti a maggio con i giganti del web, fa notare oggi che negli ultimi sei mesi solo il 28% dei messaggi segnalati come hate speech sono stati rimossi.

E intanto l’odio, sospinto dal vento della disinformazione, dilaga.
Ieri, un sito che mi attacca sistematicamente ha scritto “Boldrini: schifata dal risultato del referendum, lascio la politica, non mi meritate!”.

È falso! È l’ennesima bufala sul mio conto.

Ovviamente io non ho né pensato né detto ad alcun giornalista certe frasi.

Purtroppo, però, ci sono migliaia di persone che ci credono e molti di loro mi rivolgono commenti violenti e volgari su Facebook, come potete leggere in quest’articolo. (solito ottimo pezzo dell’amico David Puente nda maicolengel)

La dignità e i diritti delle persone vanno tutelati: non dobbiamo abituarci o rassegnarci all’odio.

Un web più sicuro è a vantaggio di tutti.

La combattiamo insieme questa battaglia?

Tutte parole corrette, sia chiaro, e ho visto tanti applaudire il gesto e rendersi disponibili ad aiutare. Io andrò controcorrente, a me che ci si svegli solo oggi sulla questione bufale e manipolazione disturba un po’. Il fenomeno esiste da tempo, le armi per combatterle dall’alto esistono, ma sono impopolari tra chi è a caccia di voti e supporter. Quindi? Non mi è ben chiaro, si chiede a chi fa corretta informazione di diventare una sorta di polizia della rete? O cosa?

Butac è nato come blog personale, ed è da sempre per la corretta informazione per tutti, ma anche contro tutti. Non faremo parte di una squadra, non finché le premesse non sono chiare, non finché gli scopi non sono quelli comuni, legati alla corretta informazione a trecentosessanta gradi.

maicolengel at butac punto it

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