La confessione choc dell’immigrato

maicolengel butac 29 Giu 2015
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“Tra noi ci sono anche terroristi”

Sarà vero? Innanzitutto vorrei trascrivere per voi quanto riportato dal video che il Giornale allega all’articolo:

IMMIGRATO: (indefinito) parlano arabo
INTERVISTATORE: Si
IMMIGRATO: Si tanti
INTERVISTATORE: E arrivano tutti con la barca
IMMIGRATO: Si con barca
INTERVISTATORE: Poi una volta arrivati in Sicilia cosa fanno, vengono tutti su a Bolzano?
IMMIGRATO: Si, quando Sicilia dopo lasciano loro
INTERVISTATORE: Perché la polizia italiana non li ferma
IMMIGRATO: Si, anche fermano polizia, loro non vogliono stare.
INTERVISTATORE: E la polizia italiana non li ferma
IMMIGRATO: S… Fermano, perché almeno far sapere loro cosa…perché qualche volta c’è un terrorista, esempio come questo, loro prendono loro, e poi fanno in ehm fotografia.
INTERVISTATORE: Si la fotografia segnaletica.
IMMIGRATO: Si, dopo loro lasciano.
INTERVISTATORE: Ho capito

44 secondi di video, con audio pessimo, senza il permesso dell’intervistato, ed imboccandolo come coi bambini.
Si perché quella qui sopra non è un “intervista esclusiva” ma un servizio di nessun valore trasmesso tanto per fare un po’ di disinformazione, as usual. Esiste prova che siano arrivati terroristi coi barconi ad oggi? No, ad oggi è solo una diceria, non esiste testimonianza che lo dimostri. Nessuno dei terroristi arrestati nei due attentati di stampo islamista francesi ha avuto accesso al paese via barconi. Erano francesi: il presunto terrorista dell’attentato a Lione, Yassin Salhi è nato in Francia, come sua moglie, mentre i due terroristi di Charlie Hebdo venivano da Gennevilliers, sempre in Francia, ed erano due franco-algerini.
Io vorrei davvero che i giornalisti facessero meglio il loro mestiere, non ho dubbi che tra gli immigrati che arrivano in Europa ci possano essere potenziali terroristi ma se proprio devono arrivare perché farlo via mare? Con tutti i potenziali rischi di insuccesso dell’operazione? Avete idea di quanto possa costare addestrare un terrorista? E dopo aver speso soldi ad addestrarlo, averlo dotato di un’identità a prova di verifica, che facciamo? Per un successo assicurato dell’operazione lo imbarchiamo sicuramente su una carretta del mare, dove il rischio che diventi cibo per i pesci è altissimo. Smettete di raccontare panzane ai vostri lettori, e ditelo chiaramente, è MOLTO PIÚ facile che un terrorista sia già nel paese in cui si vuole colpire, o che arrivi tramite normalissimi voli di linea magari con un passaporto contraffatto.
Smettiamola di fare allarmismo sui generis, non giova a nessuno.
salvini1-680x365_c
Ah no, è vero, a qualcuno questa politica giova, eccome se giova…
maicolengel at butac.it
 

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