La corretta informazione e un certo giornalismo

maicolengel butac 26 Mar 2018
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Come sapete BUTAC è presente su svariati social network, nel 2018 è importante avere una presenza capillare se si vuole cercare di comunicare corretta informazione.

Qualche giorno fa su Twitter Maria Giovanna Maglie, ex corrispondente RAI da New York, scrive:

#Stupratore #musulmano di una bambina di 13 anni. Il giudice inglese lo assolve perché nella sua cultura e per la sua religione lo stupro non è reato. Qualcuno che mandi in galera il giudice? Capito perché l’Inghilterra è perduta?

Un lettore di BUTAC (che seguo su twitter) risponde alla giornalista:

Ha letto gli articoli a riguardo o si è fermata al titolo? Se li avesse letti, avrebbe scoperto che non è stato incarcerato per stupro perché non ha commesso uno stupro: la giovane, seppur non nell’età del consenso, lo ha stimolato ad avere rapporti Era così facile

Io vado a verificare i fatti e a mia volta rispondo alla giornalista:

Ed inoltre sono fatti di 5 anni fa! Fare circolare notizie di 5 anni come news dimostra malafede… Il giochino è stranoto, capisco che lavorare per Dagospia abitui al clickbaiting, ma siamo nel ridicolo…

Non ci sono andato giù leggero, anche perché tra la risposta del nostro lettore erano passate ore senza che la giornalista correggesse il tiro nel suo tweet. Onestamente speravo lo facesse. E invece?

Ti è stato impedito di seguire @mgmaglie e visualizzare i Tweet di @mgmaglie.

Sia chiaro, è una funzione di Twitter, e ognuno è libero di fare quello che vuole, come ripeto spesso io non sono nessuno, e sicuramente non ci ero andato giù leggero. Ma tu giornalista a cui è stato fatto notare che hai condiviso una notizia che disinforma dovresti, per rispetto dei tuoi lettori, correggere il tiro. Zittire chi te l’ha fatto notare senza poi correggere quello che hai condiviso è come nascondere la polvere sotto al tappeto.

Sia chiaro, Maglie ha fatto qualcosa che abbiamo visto fare anche ad altri suoi colleghi, nulla di nuovo. Ma a me che per passione seguo tanti giornalisti questo tipo di atteggiamento fa davvero cascare le braccia. Perché vedere soggetti iscritti all’Ordine che dovrebbero contribuire a combattere la disinformazione fare spallucce a chi fa notare errori è triste.

Non è così che risolveremo il problema delle bufale, non è così che ci salveremo dalla montagna di merda che viene diffusa in rete.

Ma forse ad alcuni fa comodo che la situazione resti sempre la stessa…

Giusto per completezza vorrei aggiungere questo paragrafo di Wiki sull’età del consenso:

In Italia l’età del consenso è fissata di norma a 14 anni, ma la determinazione dell’età minima per disporre validamente della propria libertà sessuale richiede particolare attenzione, dato che si rende necessario valutare se il soggetto è:

minore di 13 anni: il consenso non viene considerato valido, indipendentemente dalla controparte nel rapporto sessuale. Se il minore ha meno di 10 anni, si applica la circostanza aggravante di cui all’articolo 609-ter, secondo comma del codice penale italiano;

13 anni: il consenso non è ancora considerato valido ma esiste una causa di non punibilità nel caso in cui gli atti sessuali vengano compiuti consenzientemente con un minore di 18 anni, purché la differenza di età tra i due soggetti non sia superiore a tre anni;

dai 14 ai 15 anni: viene considerato validamente espresso il consenso, salvo che l’autore dei fatti sia un genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero conviva con il minore, o più in generale che egli eserciti un ascendente nei confronti del minore, che quindi gli sia stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia;

dai 16 ai 17 anni: viene considerato validamente espresso il consenso, salvo che il fatto venga compiuto con abuso di potere relativo alla propria posizione da una delle figure citate nel punto precedente.

Perché ho il dubbio che molti giornalisti non abbiano chiara la legge italiana in merito.

maicolengel at butac punto it
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