GARA

Su alcuni quotidiani nei giorni scorsi è apparso un articolo del titolo inquietante:

Vicenza: la gara in pronto soccorso tra infermieri e dottori per fare prelievi dolorosi ai pazienti

Così riportava il FattoQuotidiano, e così hanno riportato tante altre testate, chi più chi meno. La storia è di quelle da far rabbrividire un povero cittadino, che a quel punto magari ci penserà due volte prima di fidarsi del prossimo medico o infermiere che gli verrà incontro.

Ci viene riportato il racconto di come, in un ospedale di Vicenza, alcuni medici e infermieri si sarebbero sfidati a chi avesse infilato l’ago più grosso nelle vene dei pazienti. Il FattoQuotidiano ci racconta anche che la cosa è passata attraverso un provvedimento disciplinare e spiega che:

La vicenda è venuta a galla, come riporta Il giornale di Vicenza, a conclusione di un procedimento disciplinare interno che ha visto sul banco degli imputati due medici e sei infermieri. Alla fine, un medico è stato sanzionato con la censura scritta, un infermiere con il rimprovero scritto. Erano gli unici in servizio, nel momento della gara, mentre gli altri (un medico donna e cinque infermieri, tre donne e due uomini) non erano in servizio e non sono stati puniti solo per questo. Ieri mattina dall’Ulss 6 berica è venuta la conferma. “Purtroppo ciò che è stato scritto è vero…”.

La maggioranza delle testate, come al solito, ha riportato solo il titolone e la notizia in prima uscita, mentre alle varie repliche delle associazioni di categoria si è dato davvero poco risalto, ed è grave per testate che vorrebbero fare informazione: sarebbe sempre il caso di sentire entrambe le voci, anche per fornire al lettore finale modo di formarsi di una propria opinione (anche se non tutti concordano su questo).

Vediamo cosa riporta Nurse Times, testata giornalistica online (non un piccolo blog come noi) registrata al tribunale di Bari:

VICENZA. Qualche giorno fa era stata pubblicata da diversi quotidiani la notizia di una competizione tra medici ed infermieri nel fare prelievi e inserire cannule. Fin qua si potrebbe dire: “Cosa c’è di strano?” niente di strano, se non fosse, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, che lo scopo della competizione era quello di inserire cannule per recare danno al paziente. Il cosiddetto fatto avvenuto presso il pronto soccorso del San Bartolo di Vicenza, evidenzierebbe un evento grave di malasanità a discapito del benessere dei pazienti. Secondo le notizie pubblicate anche dal Fatto quotidiano, i soggetti, i quali commentavano la competizione con tanto di cronaca attraverso smartphone, avevano creato una sorta di tabellone, nel quale veniva annotato il relativo punteggio dei singoli soggetti coinvolti. Una sorta di fantacalcio, o meglio fantaprelievo… direiFANTA e basta… dato che sembrerebbe TUTTO FALSO. Infatti come descritto da uno degli infermieri che ha ricevuto un richiamo disciplinare “La CHAT è nata un anno fa per scambiarsi auguri e messaggi, già da tempo chiusa (Vedi Corriere della Sera Veneto).

(…)

Tutto questo bel teatrino non rappresenta altro che un ennesimo attacco alla Sanità Italiana… Il Dott. Bottega, segretario nazionale del NURSIND, e il Dott. Andra Gregori, rappresentante provinciale hanno così dichiarato: “Eppure, riscontriamo ancora una volta che chi dovrebbe sovraintendere e facilitare i rapporti tra e con il personale ha manipolato e dichiarato falsità che hanno dato il via a procedimenti disciplinari fondati su prove inesistenti e non veritiere, artatamente predisposte per colpire qualche lavoratore”.

Inoltre la Direzione Generale dell’ULSS 6 ha riscontrato la falsità delle accuse ed è in possesso delle prove della falsità di quanto scritto da alcuni quotidiani.

Quello che ci chiediamo, a cosa servono questi teatrini se non ad allontanare il paziente dalle Aziende Ospedaliere? Tutti questi “presunti” casi di malasanità cosa hanno di producente? ASSOLUTAMENTE NIENTE… infatti il paziente è sempre più prevenuto nei confronti di medici ed infermieri, i quali garantiscono loro ogni giorno una continuità nelle attività assistenziali.

Nursind, sito internet del sindacato infermieristico che porta lo stesso nome, rincara la dose di critiche a come è stata gestita la notizia:

La direzione generale dell’Ulss 6, come risulta dal procedimento, ha riscontrato la falsità delle accuse ed è in possesso delle prove della falsità. “Falsità e manipolazione della chat – aggiungono Bottega e Gregori – hanno dimostrato che le accuse miravano a colpire qualche dipendente e non a tutelare i pazienti e lo stesso buon nome dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza. La notorietà del fatto a mezzo stampa, dopo l’archiviazione dei procedimenti, è la dimostrazione della volontà di colpire i lavoratori dipendenti, non di tutelare i pazienti. Inoltre, va precisato che fatti si riferiscono ai primi giorni di dicembre 2015 e solo ora, a chiusura dei procedimenti disciplinari, vengono ribadite le false accuse mosse nei confronti dei lavoratori, sostituendo le sanzioni contrattuali con la gogna mediatica”.

Il Nursind di Vicenza “è pronto a ribadire quanto già espresso, con ulteriori prove documentali, anche in sede giudiziaria, affinché si possa definitivamente dimostrare l’estraneità alle accuse e che le prove fornite erano false e manipolate. Tutto ciò al fine anche di rendere giustizia all’immagine violata dell’Ospedale di Vicenza ed a tutto il personale sanitario, che ogni giorno si prende cura dei malati con professionalità e rispetto. “Aspettiamo di essere convocati dagli organi ispettivi per fornire tutti i dettagli ed auspichiamo – concludono Bottega e Gregori – che per il fango mediatico rivolto alla categoria ed all’Ospedale, qualcuno sia chiamato a pagare ed a rispondere in proprio, in quanto il personale ed il nosocomio berico sono beni di tutti, da tutelare e difendere”.

Io non ero presente ai fatti, e non ho gli incartamenti del processo che ha portato alle due lievi sanzioni, ma possiamo leggere qui che i richiami sono per l’uso del telefonino in servizio e per nient’altro. Non posso dirvi con certezza come siano andati i fatti, quello che noto è che tantissimi giornalisti hanno fatto finta di non vedere questi comunicati e articoli in difesa dell’Ospedale e dei suoi dipendenti, ed hanno evitato accuratamente di citarli o di permettere repliche nei giorni successivi allo “scandalo”, come mai? A me resta il dubbio che alla fine questo atteggiamento dia ragione a chi sostiene che si tratta unicamente di un attacco al sistema sanitario, più politica che giornalismo. Purtroppo immagino che della notizia non sentiremo più parlare, come capita spesso quando si tratta in realtà di articoli fatti apposta per lanciare un sasso, stando ben attenti poi a nascondere la mano.

maicolengel at butac.it

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