gattina

 

Tablet e smartphone stanno cambiando non solo il nostro modo di vivere, ma soprattutto quello dei bambini: molto più interattivi della noiosa TV e meno cari da mantenere delle classiche console. Bersagli perfetti per una nuova crociata! Cerchiamo di far capire ai bambini come usarli o insegnare ai genitori come gestirli? No! Saliamo tutti sul carrozzone del FUD (fear, uncertainty and doubt)  cercando di spaventare gli utenti.
Talking Angela è una app gratuita per piattaforma AndroidiPhone e iPad indirizzato a bambini e bambine. Una simpatica micetta ci aspetta a Parigi :

“Raggiungi Talking Angela a Parigi, la città degli innamorati e della moda! Dichiarale il tuo amore e trattala come una principessa perché, diciamocelo, lei è una principessa.
Chatta con lei, comprale dei regali e scegli il suo guardaroba. Puoi anche sorriderle o mostrarle la lingua (ma attenzione: non si trattano così le signore)!”

Questo gioco però viene accusato di ingannare i bambini a rivelare il loro nome, età, dove vanno a scuola, dove si trovano ecc. e che scatti foto senza permesso per impossessarsi delle vostre informazioni personali. L’evoluzione della bufala è che dietro alla app addirittura ci sia un pedofilo o una rete di pedofili che la utilizza per trovare i bambini e che lo si possa vedere riflesso negli occhi del gatto (io non lo vedo). Tutto questo attraverso lo strumento principe della diffamazione, le solite affidabilissime catene di sant’Antonio su Facebook, Twitter e così via. Totale delle prove a supporto della accusa: zero assoluto. Si parla proprio del vuoto cosmico.

In questa app si interagisce con Angela, potete anche chattare e la voce sintetizzata femminile risponde bene (il mio nome lo pronuncia giusto) ed è studiato per interagire con la fotocamera frontale del vostro dispositivo. Man mano che parlate con lei i discorsi si allargano e si ricorda le risposte che avete dato. È un gioco carino, ma dopo pochi minuti ho capito il perché di questo ostracismo nei suoi confronti.
Talking Angela è uno spin off di Talking Tom, però in chiave molto molto più sexy: siete a Parigi la città degli innamorati, Angela è molto carina e sinuosa, per renderla felice le dovrete fare dei regali, e godrà delle vostre carezze ridendo come una scolaretta facendo l’occhiolino mentre discutete del più e del meno oltre alla banalissima associazione di idee  del termine “pussy”… Credo che il perbenismo ignorante stia cercando di mietere una nuova vittima accusando un semplice gioco di essere uno strumento del male che minaccia la sensibilità dei nostri bambini. Lasciamo bimbe e bimbi a guardare tutti i giorni  programmi come Violetta dove si parla di amore e relazioni adolescenziali, ma guardare una micetta sul tablet è molto più pericoloso a quanto sembra.

Anche specialisti della sicurezza confermano che non ci sia nessun rischio e il solo fatto di essere sull’App store è quasi una garanzia data la totale paranoia di Apple sui contenuti e sicurezza delle app disponibili!

Angolo della predica.
Quando installate una app controllate quali permessi chiede. Se non volete una app che acceda alla fotocamera o che si colleghi ad internet o altre paranoie leggetevi quale autorizzazioni chiede, è semplicissimo!

2014-02-25 21.20.41

Ogni app vi da queste informazioni prima di installarla e potete così accettare o rifiutare. L’unico pericolo nel caso di Talking Angela, come in tanti giochi, sono gli acquisti in-app, cioè la possibilità di acquistare con soldi veri nuovi contenuti mentre state giocando. È ovvio che questi giochi siano creati per farvi spendere, ma non siete obbligati. Fatevi furbi!

E ricordate che se una informazione vi arriva via catena di sant’Antonio dove vi invitano a condividere e far girare perchè è una emergenza e nessuno ve lo dice è scientificamente dimostrato che si tratta di una cagata pazzesca.