Capita in un pomeriggio di novembre di trovare in rete un tweet che pare pubblicato da Rita Dalla Chiesa. Il tweet è questo:

Testo del tweet: Trovata, finalmente. Lettera aperta di un carabiniere a Ilaria Cucchi – Imola Oggi

Il profilo Twitter non ha la spunta blu di profilo verificato, ma dal numero dei follower e dal tenore dei commenti direi sia proprio un account collegato a Rita Dalla Chiesa. Oltre 200mila follower. Il tweet da lei fatto riporta un link a Imola Oggi, una testata che da anni è stata inserita nella nostra black list (lista usata da svariati studi per analizzare i siti che diffondono bufale e disinformazione nel nostro Paese). L’articolo che la signora Della Chiesa condivide è noto per essere una bufala. Ma non tutti sono in  grado di verificare una fonte, non tutti comprendono la differenza tra una notizia completa di tutti i criteri per cui abbia senso condividerla e una non-notizia creata apposta da bufalari che stanno cercando di parlare alle pance del proprio pubblico. Rita Dalla Chiesa evidentemente rientra nella seconda categoria. Non lo dico per cattiveria, ma a seguito dei tanti che le hanno fatto presente che la notizia non risultava corretta ha risposto così:

Perché dovrebbe essere una bufala? L’ho letta, finalmente. Mi sembra davvero scritta da un Carabiniere. Forse scomoda, ma credo sia vera

In quasi 24 ore non ha rimosso nulla, lasciando che il link di Imola Oggi facesse le sue “meritate” visualizzazioni. Noi avevamo già spiegato in un articolo come quelle frasi riportate nella lettera fossero diffamazione nei confronti della famiglia Cucchi, diffamazione che evidentemente a Rita Dalla Chiesa non viene da verificare, perché tanto, dirà, lei ha solo riportato un link. Un link che però arriva da uno dei siti di estremismo di destra più noti e agguerriti in Italia. Il testo dell’articolo di Imola Oggi non riporta fonti, ma solo questa riga finale:

FIRMATO: UN CARABINIERE QUALUNQUE (la lettera non è firmata e circola sul web, ma interpreta il comune sentire di milioni di cittadini).

Che è il sistema dietro al quale ci si trincera nel caso qualcuno decida di fare causa per diffamazione. Comoda la vita eh…

Sia chiaro, Dalla Chiesa in un post tra i tanti commenti ha risposto così ad alcune delle critiche:

Ma che ne sapevo che era una bufala? Mica sto tutto il giorno su Twitter. Mi spiace esserci cascata, ma basta violenze gratuite.

Ma il post originale non l’ha rimosso, è ancora li, a diffondere disinformazione. L’ABC del giornalismo dopo quest’ammissione imporrebbe la rimozione per tutelare i follower dalla distribuzione di materiale non verificato.

Imola Oggi è un sito di disinformazione, che non va condiviso. Ho apprezzato molto che alcuni follower di Della Chiesa le abbiano mandato il link al nostro libro suggerendole di leggerlo. Ma dal tenore delle risposte che ho visto in giro purtroppo ho il timore che sarà un consiglio non seguito.

Scusa, chi decide cosa sia una bufala? Sopratutto su una lettera che gira e che tentano in tutti i modi di far sparire? le altre bufale le lasciano lì tranquillamente. Forse il ritardato sei tu…

Io spero che qualcuno che conosce Rita Dalla Chiesa legga BUTAC e le spieghi che magari la lettera è anche stata scritta da qualche carabiniere, ma che il problema sono le cose che vengono dette nella lettera, cose sbufalate da noi debunker e spiegate durante i processi che si sono tenuti. Cose che non vanno condivise.

Ma la frase emblematica per me è quel “tentano in tutti i modi di far sparire” che è la versione elegante del “condividi prima che censurino”. In attesa di avere le segnalazioni dalla Signora Dalla Chiesa di quali bufale restano lì tranquillamente mi ritiro in un angolino a piangere…

maicolengel at butac  punto it

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