Questa storia circola decisamente da tempo, visto che i video e gli appelli risalgono a maggio 2017. Ma ci sono siti come “Inedito” che se ne infischiano della temporalità dei fatti, hanno bisogno di click, sanno che la storia ha le potenzialità per diventare virale e la rimettono in circolo infischiandosene.

Ma è una storia che invece che venire condivisa alla boia d’un giuda andrebbe raccontata per bene. Non è mia intenzione prendere posizione sui fatti, ma soltanto riportarvi le cose per come sono state spiegate dal tribunale che ha emesso la sentenza.

Intanto posso dirvi che la mamma continua ad avere il permesso di vedere i figli, come dimostrano alcuni video di quest’anno presenti sulla sua bacheca social. Questo non significa che le cose vadano bene, la mamma può vederli ma i figli non vivono con lei. Quello che però è importante spiegare è che il tribunale non le ha tolto l’affido dei due bambini perché lei è malata terminale. Questo sarebbe qualcosa di orrendo.

Secondo gli atti da cui riporto:

Madre con ritardo mentale, padre assente e anaffettivo. Nonno paterno insolvente udienze ad affido del nipote dal 2015 non si è più interessato della situazione; minore in comunità ma ha bisogno di figure di adulti di riferimento genitoriale.

Io non sono il giudice, non conosco il caso specifico, non posso sapere se le valutazioni siano state fatte nella maniera corretta. Ma chiunque racconti la storia senza riportare anche questa parte dei fatti sta cercando solo di parlare alla vostra pancia. Se tutto quanto riporta la sentenza fosse corretto apparirebbe chiaro che si sta cercando di tutelare due bambini piccoli. Cosa che ricade nei compiti dello Stato. Vedere che nel corso di quest’anno, senza mai fare cenno alle motivazioni della sentenza, tante testate (anche importanti) abbiano riportato la questione prendendo automaticamente le difese della mamma per me è grave.

Ma probabilmente sono io che ho poca empatia e preferisco i fatti all’indignazione di pancia.

maicolengel at butac punto it

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