La nave Diciotti, canti, balli e indignazione

maicolengel butac 30 Ago 2018
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Siete tantissimi ad averci segnalato il video dove si vedono persone soccorse da una nave ballare sul ponte.

La storia è già stata trattata da colleghi e giornali che hanno spiegato che si trattava della nave Diciotti, ma di un soccorso relativo al 2017. Come spiega Repubblica:

“I 177 migranti a bordo della Diciotti non hanno mai ballato il ‘Waka Waka’”. La secca smentita arriva dal capitano Cosimo Nicastro, responsabile delle relazioni esterne della Guardia Costiera. “Il video si riferisce a una missione del 2017, sempre a bordo della Diciotti”.

Quello che vorrei riportare è che non è la prima volta che vediamo video dove dagli altoparlanti di una nave di soccorso viene diffusa musica, allegra per lo più. È la stessa ragione per cui a Josepha fu messo lo smalto alle unghie dopo che era stata raccolta ancora viva in mare. Cercare di distrarre, cercare di rendere la situazione meno angosciante e tragica. Usare la musica per rallegrare gli spiriti non è qualcosa che trasforma magicamente il ponte sovraffollato di una nave come la Diciotti in un Club med, non capirlo è a mio avviso abbastanza sciocco.

Quando parlai di Josefa riportavo:

Se curare le mani di una persona che è stata 48 ore in mare a vedere morire i suoi compagni di sventura può servire a ridarle un sorriso, una speranza, va bene anche lo smalto. Ma non quello rosso fuoco usato da Ghisberto e da altri genietti del male. La foto originale mostra dita più curate, tutto qui.

Lo stesso posso dire oggi: se mettere della musica ad alto volume su una nave su cui hanno trovato rifugio 177 persone può servire a ridare loro un sorriso va bene anche Waka waka, guardate, mi starebbe bene anche avessero fatto passare Gimme 5 di Jovanotti. Tutto può andare bene se serve a ridare un sorriso a chi ne ha disperatamente bisogno.

Oltre al video con Waka waka circola anche un’intervista al comandante della Diciotti, pubblicato su La Verità (mai titolo a mio avviso fu più fuorviante). Purtroppo non compro La Verità e posso fare riferimento solo a quanto viene riportato da altre testate che la usano come fonte:

Le sue parole sono chiare e rassicuranti: “A bordo non avevamo bambini. Non c’è emergenza sanitaria, la situazione è più che soddisfacente, i migranti mangiano, stanno bene. E non hanno la sensazione di essere sequestrati dal governo”, afferma in un’intervista a La Verità.

Vediamo, Kothmeir non ha sostenuto l’assenza di minorenni, ma di bambini, cosa decisamente diversa. Io ho due figli che sono bambini ma sono anche zio di cinque minorenni, la differenza è netta. E nessuno aveva sostenuto fossero bambini se non il nostro ministro dell’Interno, probabilmente sapendo benissimo che non lo erano e volendo poi giocare sull’indignazione mostrando, a sbarco avvenuto, le foto di 15, 16 o 17enni. Su Repubblica:

Nave Diciotti, Salvini: “Soltanto i bambini possono scendere”.

Ma bastava leggere altri titoli per capire che qualcuno stava giocando coi termini. Il Fatto Quotidiano:

Diciotti, i 27 minori sbarcano dalla nave

Si chiama avvelenare il pozzo, ed è un sistema disinformativo usato sempre di più.

Detto ciò le parole del comandante della Diciotti (se lette e riportate nella maniera corretta) non dicono nulla di diverso da quanto riportato dai tanti che hanno visitato la barca. La scabbia è comunissima dopo viaggi in mare in condizioni igieniche ridotte, la malnutrizione non derivava dallo stare sulla Diciotti ma dal periodo precedente, nessuno ha mai sostenuto fossero malnutriti sulla stessa nave di soccorso. Dato di fatto è che ci fossero solo due docce per 177 persone, e un bagno chimico sul ponte.

maicolengel at butac punto it
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