Sulle pagine social di Matteo Salvini sabato 4 aprile è comparso questo post:

Proposta concreta della Lega per aiutare famiglie e imprese.
Questa è una bolletta della luce (la mia) che evidenzia che su 48 euro, solo 8 sono di effettivo consumo, il resto sono tasse. Oltre a sospendere le bollette fino alla fine dell’emergenza, non sarebbe giusto che lo Stato rinunciasse almeno a incassare l’IVA (il 10% del costo) sui consumi di luce, acqua e gas??? Cosa ne pensate?

Siamo tutti d’accordo che stiamo vivendo un momento d’emergenza nazionale e che per tanti pagare le bollette non sia così facile. Comprensibile quindi che anche la Lega voglia fare proposte per aiutare i cittadini in difficoltà.

Però nel farlo bisogna fare i conti con la vita reale, non quella raccontata nell’universo parallelo dove evidentemente vivono alcuni.

Salvini dice:

Questa è una bolletta della luce (la mia) che evidenzia che su 48 euro, solo 8 sono di effettivo consumo, il resto sono tasse.

Questa è una bufala, la bolletta che Salvini mostra riporta:

  • Spesa per la materia energia € 8,03
  • Spesa per il trasporto energia € 14,07
  • Spese per oneri di sistema € 21,22
  • Arrotondamento precedente €0,67
  • Arrotondamento attuale -€ 0,32
  • Totale imposte e IVA € 4,33

Solo l’ultima voce riguarda le tasse. Tutte le altre compongono la spesa per l’energia, cioè coprono il costo che comporta avere una linea che ci arriva a casa, le spese che servono per costruire e aggiornare la rete delle infrastrutture, gli stipendi degli operai che la costruiscono e dei tecnici che la riparano quando si rompe. Sia chiaro, Salvini alla fine del suo messaggio specifica che la proposta è quella che lo Stato rinunci all’IVA, e quindi solo a quel 4,33 finale presente nella sua bolletta. Ma il testo è confuso, e contribuisce alla confusione dei suoi elettori. Gli stessi che aspettavano il taglio delle accise dal giorno dopo che Matteo Salvini era stato nominato Ministro dell’Interno. Accise che sono ancora lì.

Alcune considerazioni

Se anche questa proposta venisse messa in pratica, il risparmio dell’IVA sulle bollette per il comune cittadino sarebbe somma abbastanza ridotta, non credo che possano essere quegli euro (relativamente pochi) a cambiare la situazione di disagio data dal lockdown. Come non lo sono probabilmente i 600 euro dati agli imprenditori nonostante si stia parlando di cifre più consistenti, ma stiamo tutti attendendo altre misure, che speriamo verranno via via. Per ora, non si fosse capito, non siamo ancora fuori della tempesta. Quei soldi servono allo Stato per cercare di tappare il buco, per aiutarci – come comunità – a uscire da quella che sarà una crisi su scala mondiale.

Per ora la priorità è supportare la macchina statale, che nel bene o nel male ha gestito qualcosa che altri Paesi, anche europei (vedi la Spagna), pur con tutto il preavviso del caso sembra che non siano riusciti a gestire altrettanto bene. Per altri ancora è presto per dirlo: il Giappone, ad esempio, sta vedendo un’impennata di casi inaspettati. Troppo presto per tirare un sospiro di sollievo, troppo presto per ricominciare la querelle politica da campagna elettorale perenne che ci portiamo avanti da ormai troppi anni.

maicolengel at butac punto it

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