La pseudomedicina sui giornali

maicolengel butac 16 Mar 2017
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Resto del Carlino

Stamattina per poco non mi strozzo con il caffè. Sono al bar bello tranquillo, sfoglio l’unico quotidiano onnipresente nei bar bolognesi, Il Resto del Carlino, e mi trovo di fronte a una doppia pagina, senza pubblicità o quasi. Titolo generale dello speciale:

Malattia e speranze

La doppia pagina ci riporta quattro interviste al prezzo di un solo quotidiano, due forse era il caso lasciarle nel cassetto, ma fare giornalismo pare essere diventato un mestiere sempre più difficile, visto che ormai ci si affida solo a come tira alla redazione gestire il giornale.

Vediamo di cosa stiamo parlando. Chiedo perdono per le foto, ma fatte di fretta appoggiato sul bancone non era così facile.

L’articolo che ha attirato di più la mia attenzione era il seguente:

La cura Di Bella è viva: cento medici la utilizzano

Il figlio del professore che lottò contro il cancro: “Fu osteggiato solo per motivi politici ed economici”

Abbiamo parlato più volte del metodo Di Bella, spiegando per filo e per segno perché non è una cura valida, spiegando perché le tante pubblicazioni (che anche in quest’articolo del Carlino sono citate) valgono zero come supporto scientifico al metodo. L’abbiamo fatto così tante volte che alla lunga viene a noia, e come noi tantissimi altri divulgatori l’hanno fatto. Ma il giornalista che ci casca c’è sempre, e non si rende conto del possibile danno immenso che può fare il suo articolo. Quanti leggendo le parole del figlio di Di Bella potrebbero convincersi a mollare le cure validate dalla scienza per seguire quelle che in decenni non hanno portato nessuna prova di validità? Complimenti vivissimi.

Fonti metodo Di Bella:

Nelle stesse due paginone si parla anche d’altro:

Sclerosi multipla, sono i mesi della verità per il metodo Zamboni

Di Zamboni su BUTAC non ne abbiamo mai parlato, ma solo perché è da tempo che condividiamo l’articolo che ci scrisse sopra Snopes nel 2016:

A Cure for What Fails You

Long-debunked claims from 2009 about a novel approach to Multiple Sclerosis were misleadingly presented as news in 2016.

Come dice il titolo spiegava che non c’è alcuna prova scientifica al momento per questo metodo, che afferma dal 2009 di essere una valida cura per i pazienti affetti da SLA. Ma pur non essendoci nessuna prova valida è da almeno 9 anni che si spaccia la terapia come novità e grande scoperta. Peccato che tanti abbiano già detto che lo studio, che era partito bene, non si è concluso coi risultati sperati. Anche qui il rischio è di allontanare pazienti dalle cure mediche indicate per la loro condizione, in attesa di qualcosa di incerto e non validato scientificamente. Anche qui i danni possibili sono tanti, gli stessi che furono fatti a suo tempo dal metodo Vannoni.

Fonti metodo Zamboni:

Io capisco che parlare di medicina sui giornali sia bello, sia interessante, e che abbia anche dei pro, ma solo se lo si fa nella maniera corretta. Se invece ci si affida alle parole degli intervistati senza avere un serio contraddittorio i rischi sono davvero elevati. Se ne renderanno conto i due giornalisti che firmano questi articoli?

La cura Buzzi

Sempre nelle stesse due pagine si parla anche di un altro metodo, sempre per curare il cancro. La cura Buzzi, dei tre quella che forse ha meno rischi, e più studi scientifici in corso che possano perlomeno certificare la sua non pericolosità. Ma quando parliamo di cancro non ci riferiamo mai a una sola patologia, sono tantissimi i tipi di tumore che esistono, e per ognuno occorrono cure differenti. Non farlo presente al lettore è un gravissimo errore. Come non spiegare che i trial medici necessitano di tempo per poter certificare la validità di una cura, e che l’unica via per potersi curare nelle maniere corrette è quella di rivolgersi a degli specialisti, autorizzati dal Ministero, e seguire le loro indicazioni.

Per fortuna c’è un raggio di luce in queste due paginone di disinformazione.

Non seguite le illusioni. Alla scienza serve tempo.

Un’intervista corretta al presidente dell’ordine dei medici dell’Emilia Romagna, il Dott. Pagani. Il succo dell’intervista si può riassumere con l’ultima frase:

Nessuno ha interesse a fermare un rimedio che può rivelarsi valido o efficace. I cittadini devono stare tranquilli in tal senso.

Il problema è che mentre gli articoli sensazionalistici verranno letti e condivisi da tanti, l’intervista al Dott.Pagani verrà dimenticata alla velocità della luce. Chi è disperato, chi è convinto che ci sia un complotto per nascondere le cure si fiderà degli altri articoli e seguirà ciecamente le parole di soggetti che ad oggi non hanno dimostrato coscienza scientifica, ma solo tanta voglia di notorietà.

La medicina è fatta di studi e scoperte, ma prima di tutto di studi, lunghi, difficili, fatti proprio per scongiurare qualsivoglia danno al paziente una volta che un metodo viene approvato dalla comunità scientifica. Non fidarsi degli organi titolati a questi studi e ricerche ma andare dal pasticcere che ci ha detto che le sue sono le paste più buone al mondo può essere un rischio che non mi sentirei di correre.

Siate scettici, siate razionali.
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