Di vaccini si parla sempre di più e spesso a sproposito, come nel caso di un articolo che ci è stato segnalato in questi giorni.

L’attraente blog “La verità di Ninco Nanco” riprende le parole di Donald Trump a riguardo dei vaccini antinfluenzali. Il tutto risale a un’intervista del 2015 durante una puntata del Opie with Jim Norton, un programma ora non più in onda della radio satellitare SiriusXM.

A parte notare con piacere la velocità con cui la notizia è stata riproposta dal blog (con solo un anno di ritardo!), il discorso che ne viene fuori è qualcosa di già sentito.

Il presidente dei muri dice di non aver mai fatto il vaccino antinfluenzale e di non aver mai preso l’influenza, a differenza dei suoi amici che lo hanno fatto e poi si sono ammalati. Continua poi citando dei rapporti in cui verrebbe evidenziata l’inutilità dello stesso vaccino, ma senza specificare di quali rapporti si tratti.

Grazie per la tua opinione

Questo è un esempio di affermazione priva di riferimenti, basata probabilmente su ipotesi desunte da esperienze personali, con un personale tocco di egocentrismo. Quanto detto, per chi non lo avesse intuito, non ha alcun fondamento, in quanto si basa su un ragionamento fallace condotto in assenza di dati verificati. Se io avessi dei rapporti che supportano quanto sto affermando premerei per mostrarli in giro e non li citerei vagamente come se volessi nasconderli.

Detto questo la parte che però più mi ha intrigato è l’affermazione fatta dallo stesso blog nella chiusura dell’articolo:

I vaccini sono una medicina, dove le prove scientifiche di sicurezza o l’efficacia non sono richieste da nessuno.

Anche in questo caso abbiamo una stupenda affermazione, ma purtroppo errata.

Basta infatti una ricerca (effettuabile anche tra un anno!) di pochi secondi su Google per trovare il lungo elenco di linee guida e requisiti di sicurezza ed efficacia che devono dimostrare i produttori di vaccini per permetterne la vendita al pubblico.

Per quanto riguarda l’Italia e l’Europa questo compito è portato avanti dall’AIFA e dalla European Medicine Agency (EMA). Il compito di quest’ultima agenzia è (dal 1995) quello della valutazione scientifica, della supervisione e del monitoraggio della sicurezza dei farmaci sviluppati dalle compagnie farmaceutiche per l’utilizzo nell’Unione Europea. Diciamo che sanno quello che fanno.

Il logo dell’EMA

Proprio sul loro sito è possibile trovare una interessante pagina dove sono riportate tutte le linee guida e i requisiti da ottenere per poter commercializzare i vaccini. E non si tratta di noccioline. Nello specifico vi lascio le linee guida sul tema “Clinical evaluation of new vaccines”, in cui vengono specificati tutti gli studi necessari per l’approvazione di un vaccino, molto dettagliati e chiaramente scritti.

Concludiamo quindi ribadendo che i vaccini, come tutti i farmaci in commercio, sono attentamente studiati, valutati e monitorati, per il rispetto della pubblica salute.

A presto, PA

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