Un nostro lettore mi ha segnalato un articolo apparso su RaiNews l’anno scorso e tornato a circolare in questi giorni:

Grecia: ​scoperta tavoletta con versi dell’Odissea, forse la più antica

Non è uno dei soliti lettori a segnalarmi la notizia, ma qualcuno che della materia se ne intende avendo un dottorato in Filologia greca. Ammetto che la cultura greca non rientra tra le cose di cui capisco qualcosa, ma per fortuna su questa storia ci sono già altri che si sono pronunciati l’anno scorso. Purtroppo in italiano al momento ancora non esiste un debunking, quindi cercherò di tradurre e spiegare per voi quanto era già stato spiegato a luglio 2018.

Sul sito di RaiNews scrivono:

Secondo quanto ha reso noto il ministero della Cultura, si potrebbe trattare della traccia più antica mai rinvenuta del celebre poema epico: le prime stime datano il reperto a prima del III secolo a.C. “Se la data verrà confermata – si legge nel comunicato del dicastero – la tavoletta potrebbe essere il reperto scritto più antico del lavoro di Omero mai scoperto”.

Ma è abbastanza evidente che le verifiche fatte in merito non siano state così approfondite. Nel 2018 chi aveva fatto le ricerche più complete in Italia era stata la Repubblica, che prima di pubblicare la notizia aveva contattato l’ambasciata greca a Roma per avere notizie più chiare in merito. L’Ambasciata aveva risposto:

Contattata da Repubblica, l’ambasciata greca ha spiegato quello che sembrava un errore: si tratta del ritrovamento più antico di materia dura, una tavoletta di argilla appunto, che rende il ritrovamento comunque importante ma certo meno suggestivo.

Ma anche questa era un’informazione evidentemente fuorviante. Perché, come spiega l’ottimo blog Kiwi Hellenist (completo di bibliografia verificabile) la più antica superficie dura con incise parti dell’Odissea è nota e risale al 5 secolo prima dell’era corrente ed è stata trovata nelle rovine di Olbia, parte dell’antica Grecia, ora in Ucraina.

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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