PHISHING

Nella vostra casella e-mail potrebbe esservi arrivato questo strano messaggio:

wa

 

Un messaggio secondo cui il nostro account di WhatsApp sarebbe scaduto e che conterrebbe un link per rinnovarlo.

Ma si capisce subito, se si ha un cervello, che si tratta di un messaggio di phishing, ovverosia nient’altro che una truffa grazie alla quale, se ci cascate, i truffatori possono impossessarsi di dati molto sensibili.

Per prima cosa, come di consueto in un messaggio di phishing, la frase è scritta in un italiano decisamente maccheronico: seriamente, è talmente brutta che solo a vederla mi sanguinano gli occhi. Non ci sono neanche gli accenti! Io capisco che, oltre a quella italiana, poche tastiere hanno gli accenti, ma almeno gli apostrofi si potevano usare, quelli ci sono in tante lingue e, di conseguenza, in tante tastiere. E invece no, non ci provano nemmeno. Ma questa è solo la ciliegina sulla torta di questo messaggio che non sta neanche lontanamente in piedi sul piano grammaticale.

In secondo luogo, il rapporto d’aspetto del logo di WhatsApp è stato deformato: esso non è più tondo, come dovrebbe essere, bensì ovale, e anche i caratteri sono un po’ troppo alti. Non si sforzano di scrivere in un italiano decente e poi perdono il proprio tempo a deformare il logo.

Inoltre, essendo questa un’immagine che ci è stata segnalata, non è possibile vedere il link in questo messaggio, ma di solito nei messaggi di phishing anche i link stessi fanno capire che non si tratta di messaggi autentici, perché il nome della società, in questo caso WhatsApp, nell’indirizzo URL dei link tende a essere presente non subito dopo il protocollo o addirittura può essere del tutto assente.

Per finire, la programmazione del messaggio è decisamente spartana. Solo un’immagine, il resto è un testo in Times New Roman, il font di default quando questo non viene specificato. Un po’ strano per una compagnia in cui sono indispensabili programmatori che sappiano fare di molto meglio.

Abbiamo parlato di phishing qui:

Tentativo di phishing utenti Apple

Windtel, un phishing in piena regola

Quella strana mail proveniente da BancaIntesa

Il falso rimborso TIM

La falsa mail della Apple

La truffa di bancacarta

Antonio Pompò

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