Ladre in Francia ma condivise in Italia

maicolengel butac 10 Set 2019
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La pagina Noi poliziotti per sempre, da tempo, condivide tutto quanto possa indignare i propri follower. Il caso che trattiamo oggi non è una bufala, ma la domanda che c’interessa fare è perché condividerlo in Italia da parte di una pagina che si suppone gestita da amici, anzi appartenenti, alle Forze dell’Ordine.

L’8 settembre 2019 la pagina condivide un video che mostra due donne, vestite con delle palandrane fino a terra, svuotare quelli che sembrano sacchi nascosti tra le gambe, sacchi che sono pieni di tre tipi di prodotti, formaggini di vario genere e snack dolci. L’audio non è chiarissimo e non aiuta molto a comprendere cosa dicano. Ma una cosa è evidente: le donne non parlano in italiano.

Una veloce ricerca e trovo lo stesso video, pubblicato però qualche giorno prima (il 2 settembre) su Youtube: il video sembra venire dalla Francia.

Quelle nel video sono probabilmente due taccheggiatrici, fermate dentro a un LIDL francese. Succede spesso che nei grossi supermercati qualcuno cerchi di fare il furbo, succede anche nei piccoli negozi. È successo anche nel mio negozio qualche volta negli ultimi vent’anni, sempre italiani, ma non mi viene da diffondere i video in rete.

E chi gestisce una pagina dedicata alla polizia dovrebbe sapere che non si fa, non si diffondono video di questo genere sulle reti social. Un conto è se fossimo alla ricerca di qualcuno e l’unica traccia che abbiamo è un video, un conto è quando quel qualcuno è stato ampiamente identificato dalla sicurezza del supermercato e quindi già segnalato alle Forze dell’Ordine del Paese in cui sono avvenuti i fatti.

L’unico motivo per condividere un video come questo sul web italiano è quello di spingere ancora di più l’acceleratore sull’odio verso chi è straniero, specie se si tratta di nomadi o musulmani (le due donne portano il capo coperto da un foulard, potrebbero essere entrambe le cose).

La cosa che trovo interessante è notare come in pochissimi giorni lo stesso video sia stato distribuito sul web europeo, sempre su siti legati all’estremismo di destra: in Grecia, in Francia, ma anche in siti redatti in tedesco, in olandese, su Twitter ha circolato con descrizioni in inglese e hashtag #sharialaw. Sarebbe bello vedere veri giornalisti tracciare una mappa di queste condivisioni, non come me che faccio questo a mezzo servizio, con una mano sulla tastiera e l’altra a servire i clienti in negozio. L’intento globale è sempre lo stesso, infiammare gli animi contro le persone che sono ritratte nel video: ha senso? Io credo proprio di no, e resto sempre più infastidito da come queste condivisioni invece trovino facilmente gente che le fa circolare sempre di più. Soggetti convinti che siamo in emergenza crimine, quando le questure del Paese da anni spiegano che non siamo mai stati così sicuri come nell’ultimo decennio. Ma evidentemente fare paura premia moltissimo, lo vedo tra i miei clienti al lavoro, più leggono il Giornale o La Verità più sono terrorizzati dall’uscire di casa.

Come vi ho detto prima non siamo di fronte a una bufala, ma solo a un video come se ne potrebbero veder girare a migliaia ogni giorno, in ogni centro commerciale del mondo, con protagonisti soggetti provenienti da diversi Paesi e diverse situazioni economiche (al supermercato la sciocchezza a volte la ruba anche chi potrebbe pagarla, ci ho bazzicato quando facevo il promoter per la Creative, sareste stupiti dei colpevoli a volte).

Non credo serva aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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