A tutti dispiace vedere gesti vandalici, e comprendo bene come tanti, magari particolarmente fedeli, o comunque amanti dell’arte si siano indignati nel vedere questa fotografia che sta facendo il giro di tanti profili social italiani:

Me l’avete segnalata da un profilo Twitter particolarmente indignato che l’ha condivisa con queste parole:

“We can’t breathe!” E infatti non gli arriva ossigeno al cervello. Branco di anarchici vandali figli di papà, portatori di squallore umano e urbano, utili idioti conformisti sfornati in serie e indottrinati da quattro cazzate su Netflix. Feccia, altro che antirazzisti.

Ma evidentemente anche a lui (e ai tanti altri che la stanno facendo girare grazie anche al post su ImolaOggi) il sangue al cervello arriva lento. Perché è abbastanza evidente che la scritta Black Lives Matter non è sulla Madonna, ma su un vetro messo a protezione della stessa. Vetro che riflette molto chiaramente il signore che ha scattato la fotografia.

E se anche non aveste fatto caso al riflesso del fotografo c’è l’altro riflesso, quello degli scuri del palazzo di fronte:

Io capisco che l’idea che venga deturpato un affresco antico faccia ribollire il sangue. Ma un vetro? La vernice si rimuove facilmente, basta qualche solvente. È un danno decisamente limitato. Davvero bisogna aizzare i propri amici dando a intendere che sia un vandalismo direttamente sull’affresco?

Purtroppo non sono stato in grado di rintracciare che Madonna sia e geolocalizzarla in maniera adeguata (e magari poter fare quella verifica in più).

maicolengel at butac punto it

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