L’agnello di Cracco

Neil 10 Mar 2015
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CRACCO
Non ci è voluto molto per avere una risposta al quesito che mi ero posto pochi giorni fa a proposito di Catenaumana.it: ci fanno! Eccome se ci fanno! Questa volta a farne le spese è Carlo Cracco, uno dei giudici di Masterchef
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Cracco: “Il segreto del mio agnello? Lo condisco da vivo”

Eccovi qualche dettaglio in più

Wellington, Inghilterra – Carlo Cracco, uno dei più famosi chef italiani, è al centro di un’infuocata polemica dopo che, durante un programma inglese, ha rivelato il segreto di uno dei suoi piatti più difficili da replicare e che lo ha reso famoso nel mondo: il celebre agnello in lacrima d’agnello, una delle specialità dei menù pasquali dei suoi ristoranti.
Cracco, incalzato dalle lusinghe del conduttore, ha deciso di svelare il trucco del suo storico piatto. “Il segreto – ha raccontato all’emittente televisiva – è insaporirlo da vivo: preleviamo il latte materno, lo scaldiamo alla brace e lo insaporiamo con olio, prezzemolo, pepe, sale, aglio, coriandolo, noce moscata e rosmarino in modo da farlo abituare a quei sapori sin dalla prima poppata. In questa maniera la carne dell’agnellino acquisisce tutte le sfumature di sapori delle spezie e i profumi della brace in maniera più naturale. Quindi non abbiamo più la semplice materia prima assemblata a degli ingredienti, ma una materia prima che nasce con un’idea e, soprattutto, un agnello che viene svezzato con la mentalità che lo rende già propenso a diventare un piatto vincente. Lui vuole diventare quel piatto, questo fa la differenza”

Se leggete anche il resto dell’articolo vi renderete conto di quanto bisogna essere dei beoti per credere ad una cosa del genere. 7900 idioti hanno messo il like a questo articolo, mentre Catenaumana fa il pieno rubando contenuti da un altro sito – non serve neanche indovinare quale.
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Lercio è un riferimento per quelli che amano farsi due risate con storie al limite dell’assurdo. Vi invito a leggere l’articolo in questione, giusto per rendervi conto di quanto bisogna essere uTonti per cadere nel tranello. A differenza del gatto volante, questa volta la fonte non è linkata. È un fatto grave che non giova chiunque volesse sostenere la teoria della “provocazione”; anche se fosse stata linkata nella maniera dovuta, le cose non sarebbero cambiate di molto. Ci hanno creduto in molti, tanto che Cracco ha dovuto scrivere un post sulla sua pagina Facebook.

 Mi spiace molto per chi ha creduto che l’articolo sul “segreto del mio agnello fosse condirlo da vivo” fosse vero…già dal nome del sito mi sarei fatto venire qualche dubbio… ‪#‎nientedimegliodafare‬‪#‎carlocracco‬

Opinione alla quale Lercio ha voluto rispondere con la solita ironia.

 
Solo a pensare che un sacco di gente si sia presa la briga di insultare lo chef Cracco dopo aver letto un articolo del genere, mi fa veramente schifo. Se il popolo di Internet non è in grado di capire la differenza tra realtà e finzione, siamo messi veramente male, se non peggio.
Piantatela di leggere solo i titoli, leggete anche l’articolo. E smettetela di leggere Catenaumana
“Laggente stanno male.”
Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.
neilperri @ butac.it
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