Qualche giorno fa il Viceministro della Salute, intervistato in merito a un servizio di Striscia la Notizia, ha rilasciato una dichiarazione decisamente pesante sull’alluminio. Alcuni di voi mi hanno scritto chiedendo lumi sulla cosa, anche in virtù dell’articolo apparso su BUTAC due anni fa che trattava lo stesso tema.

Il nostro articolo non diceva le stesse cose del viceministro perché invece che basarsi sul sensazionalismo giornalistico stile Striscia la Notizia si basava su quelli che sono i dati, presenti anche sul sito del Ministero, dati con supporto scientifico.

Nel nostro vecchio articolo spiegavo:

Sono stati fatti diversi esperimenti per verificare empiricamente la migrazione dell’alluminio a contatto con alcune sostanze in determinate condizioni di temperatura e per tempi prolungati. Potete leggere tutto al link riportato, noi ci limitiamo a riferire che:

I dati riscontrati testimoniano una migrazione estremamente bassa (l’unico caso di valore un po’ elevato, come era prevedibile, si è avuto con la giardiniera, che contiene aceto, con la quale si è arrivati a valori intorno ai 7 milligrammi per kg).

Cattura

E quindi:

pur ipotizzando un contatto di tutti i cibi con articoli di alluminio, si rimane ampiamente al di sotto di quello che viene considerato un limite accettabile. Pertanto, pericoli nell’utilizzo di oggetti in alluminio non esistono.

limiti di cui si parla sono stati stabiliti nel 2011 da un’apposita commissione dell’OMS.

The Committee established a provisional tolerable weekly intake (PTWI) of 2 mg/kg body weight based on a no-observed-adverse-effect level (NOAEL) of 30 mg/kg body weight per day and application of a safety factor of 100.

A tutto questo aggiungo che il sito del Ministero riporta già le corrette indicazioni sull’uso dell’alluminio, indicazioni che differiscono dall’allarmismo lanciato dal Viceministro. Il servizio di Striscia e le parole di Sileri onestamente mi lasciano allibito:

“Dopo i servizi di Striscia, l’istituto Superiore di Sanità ha approfondito la ricerca e confermato che esiste un fenomeno, chiamato “migrazione”, che produce concentrazioni di alluminio negli alimenti con cui entra in contatto”

Fosse un amico direi posa la bottiglia di vino. Che cacchio vuol dire “dopo i servizi di Striscia”, siamo seri? Il Ministero della salute sa perfettamente che esiste la migrazione, e sa tutte le cose che vi ho riportato qui sopra, le sa anche in virtù del fatto che hanno un video che spiega come vada usato l’alluminio in cucina.

Video che non sostiene affatto che non vada usato per gli alimenti dei bambini.

Fin qui vi ho riportato materiale presente su siti ufficiali, di seguito vi metto anche il comunicato di Cuki, ovviamente una voce di parte, ma pur essendo direttamente coinvolti sul tema si attengono rigorosamente a quelli che sono i dati scientifici in merito, come dovrebbe fare il Viceministro.

Da sempre Cuki, azienda leader in Italia per la produzione di prodotti per la conservazione dei cibi, è impegnata a fornire ai propri consumatori prodotti sicuri e performanti per proteggere il cibo nei molteplici ambiti della cucina.

Su ogni confezione dei prodotti Cuki sono evidenziate in modo chiaro e preciso tutte le istruzioni su come utilizzare al meglio i prodotti in alluminio seguendo le indicazioni di legge, ottemperando quindi precisamente a ciò che il Ministero della Salute prescrive sul suo sito e con la sua campagna di comunicazione.

Per questo reagiamo con sincero stupore alle dichiarazioni allarmistiche rilasciate dal Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri nel corso di una intervista trasmessa su Canale5 da Striscia la Notizia il 9 dicembre scorso circa la pericolosità dell’allumino in cucina.

Tali dichiarazioni infatti, in particolare quella legata all’utilizzo da parte delle mamme dei fogli di alluminio per incartare i panini dei propri figli, contraddicono ampiamente quanto affermato proprio sul sito del suo stesso Ministero, in cui è correttamente spiegato che il pane, così come tutti gli alimenti secchi come pasta, biscotti, frutta a guscio o buccia, può normalmente essere a contatto con l’alluminio anche oltre le 24 ore (link).

Il video tutorial del Ministero (link), intitolato Campagna informativa sul corretto uso dell’alluminio in cucina parte proprio dall’affermazione “L’alluminio  è molto utile in cucina”, ribadendo le avvertenze già contenute nel DM 76/2007 e che dal 2007 sono compiutamente riportate sul packaging dei nostri prodotti.

L’effettiva entità del fenomeno della cosiddetta migrazione nel cibo (la reazione chimica che si verifica nel passaggio di particelle dal metallo agli alimenti) è perfettamente spiegata dai risultati del recente Rapporto dell’ Istituto Superiore di Sanità, pubblicato la scorsa settimana (link) e intitolato Studio dell’esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare.

In una corposa analisi su 48 tipologie di alimenti, si dimostra come la conservazione e la cottura in fogli o vaschette d’alluminio monouso non rappresenti un rischio per la salute poiché, anche nell’uso intensivo e quotidiano, l’incidenza della migrazione è ben lontana dalle prudenziali soglie di sicurezza stabilite a livello scientifico dall’European Food Safety Authority.

A chiarire ulteriormente la questione, fugando ogni dubbio, il Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità fornisce un dettagliato riepilogo degli studi mondiali che analizzano gli effetti generati da contatto tra alluminio e alimenti, ribadendo l’assenza di risultati rilevanti tossicità: anzi conferma che anche somministrando dosi molto alte di alluminio – 100-300mg/kg – non sono stati riscontrati effetti negativi.

Non abbandonatevi ai facili allarmismi, approfondite, siate curiosi, non limitatevi a un “eh ma l’han detto in tv”: se seguite BUTAC da tempo dovreste esservi abituati a quanta poca verifica dei fatti venga fatta, e quanto giornalismo a tesi venga diffuso, in tv come su tutti i media tradizionalisti.

La battaglia contro l’alluminio di Striscia mi ricorda quella contro l’olio di palma della Coldiretti… cui prodest?

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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