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Mantra e meditazione: fare i giornalisti dev’esser davvero un mestieraccio.

oggi il capo redattore ti dice che devi andare a coprire questa cosa qui, e tu, volente o nolente devi andarci, e riportare quel che succede. Tutto bene, finché non ti trovi davanti agli occhi un personaggio come Lama Khemsar Rinpoche e devi intervistarlo, perché è quello che ti ha chiesto il direttore.

Ma quando si ha di fronte uno che ci spiega che si guarisce dal cancro per merito di potenti mantra scusate ma davvero bisognerebbe alzarsi e andare via e non dedicarci un intero articolo, anzi due, come è successo a La Stampa negli ultimi giorni:

La salute? E’ questione di equilibrio
La malattia non è altro che la manifestazione di uno squilibrio e si può curare solo se si conoscono le cause (anche mentali) che l’hanno generata. Le parole del Lama Khemsar Rinpoche in un’intervista esclusiva per La Stampa.it

E ci credo che l’intervista è esclusiva, gli altri si sono messi a ridere e hanno detto, no guardi, grazie, ma l’intervista l’andiamo a fare al mago Otelma!

Non ho nulla contro la meditazione, le filosofie e religioni occidentali ed orientali, nulla, davvero, finché non superano un confine, sottilissimo, confine che il Lama  ha superato quando ha raccontato un incredibile storia, incalzato dal giornalista:

Un esempio di guarigione di questo genere?
«Io ricordo quando mia madre aveva un brutto cancro al seno, e ci furono tante discussioni nella mia famiglia perché molti dicevano che per la cura ci si doveva rivolgere ai medici britannici. Ma mia mamma disse “No, io voglio andare dal mio Lama”. Gli altri parenti però non erano affatto convinti della sua scelta. Tuttavia, mia madre aveva una grande fede nel suo Lama e andò da lui dicendogli di avere un cancro al seno: era molto molto brutto, grande e con perdite di siero. Il Lama gli disse “ti curerò perché tu hai fede in me”. Questo Lama era stato formato dopo un ritiro di tre anni, tre mesi e tre giorni: per cui era un Lama molto potente. Iniziò a recitare il suo mantra, anch’esso molto potente, e soffiò ripetutamente sul seno di mia madre. Questo, secondo la tradizione, è uno dei trattamenti più efficaci. Il primo mese fu terribile perché mia madre il seno malato perse tantissimo liquido e sangue, e lei provo forti dolori. Ma lei era fiduciosa. Il Lama le diceva di non preoccuparsi, così proseguì la sua cura ventun giorni. A volte il Lama le dava acqua da bere dopo averci soffiato dentro. Alla fine, il cancro alla seno guarì del tutto e senza che rimanesse alcun segno. Anzi, dopo questo evento diede alla luce altri otto figli, e tutti furono allattati al seno!».

Sia chiaro il giornalista nel riportare la cosa usa l’aggettivo INCREDIBILE molto chiaramente, e sottolineo che incredibile significa “che non si può credere” e davvero a questa storiella non crediamo noi, come non crede neppure il giornalista, ma la riporta, e questo non andrebbe fatto, se non spiegando nei commenti, CHIARAMENTE che si tratta di una parabola/storiella/leggenda senza alcuna valenza con il mondo reale, il cancro non si cura con un mantra, o 900, o 1 milione, il cancro lo cura la medicina, quella studiata all’università, non nei monasteri…

Non so , la cosa mi ha infastidito (sepcie visto che di Khemsar ne avevano già parlato, anche se in termini meno miracolosi), magari è stata fatta in totale buona fede, ed è veramente una parabola, ma tutto il resto ricorda un po’ troppo la “nuova medicina germanica”, da cui voglio sperare la Stampa voglia stare MOLTO lontana! Attenti ai guaritori, spesso non sono altro che maghi Otelma vestiti a nuovo.