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…non sono delle asciugatrici per biancheria

Avete presente quelle bustine a contenuto granuloso che sono inserite dentro le confezioni di macchine fotografiche, telefonini e apparecchi vari, elettronici ma non solo? Sono bustine di gel di silice e servono per assorbire l’umidità.

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Ebbene, in rete impazzano i siti che suggeriscono come riciclarle per usi vari.

Premetto che sono contro il consumismo e credo fortemente nel riciclo degli oggetti destinati all’usa e getta.

Tuttavia non è detto che queste bustine possano fare tutto ciò che viene promesso.

Come ben sapete, noi di Butac abbiamo la protezione onnipotente di San Tommaso, e come tale, ciò ci impone di andare a verificare se sono davvero tutti consigli utili o come spesso accade, siano solo “leggende metropolitane”, in termini popolari “bufale”, volgarmente “cazzate”. Vuoi mai che una bustina possa diventare un’asciugabiancheria?

Partiamo subito con un’analisi: il gel di silice ha il potere di assorbire umidità, quindi acqua, ma in che misura?

Il sito absortech.com specializzato in tecniche contro l’umidità (il loro motto è: noi vi proteggiamo dall’umidità) alla pagina http://www.absortech.com/silica-gel-characteristics dice che il gel di silicio, nelle migliori condizioni, può assorbire umidità fino al 40% del proprio peso. Ovvero 1 kg di queste “palline” può  assorbire 400 g di acqua, ovvero poco più del contenuto di una bevanda in lattina.

Le bustine però, in genere pesano tra i 2 e i 10 grammi, ma noi siamo generosi e andremo a fare quattro calcoli su una “bustona” da 50 g. (a Villa Fox tutto è grande, anche le buste di silice, e il pacchetto di sigarette a fianco è per dare l’idea delle dimensioni).

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50 g di gel di silice assorbono dunque, al massimo, ma proprio al massimo, 20 g di acqua. Ma per essere in condizioni ottimali, la nostra bustina deve essere ben secca. Se ha già umidità assorbita, il suo potere sarà ovviamente meno efficace.

Tutti sanno che 20 g di acqua distillata, equivalgono a 20 ml cioè 2 cl. Ovvero poco più di un cucchiaio da tavola.

Vi va peggio se avete a disposizione delle bustine da 5 g, le più comuni, dove la massima quantità di acqua assorbibile è di 1 g. cioè 1 ml. Ovvero 20 gocce di acqua.

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Altro particolare: le bustine in questione non assorbono acqua a comando, non sono dei robot programmabili. Assorbono l’acqua dall’aria circostante al luogo dove vengono collocate. Se stendete il bucato in casa, non prendono ovviamente l’acqua dai panni, ma prima bisogna che l’acqua evapori dagli stessi, e poi, una volta nell’ambiente, verrà assorbita nelle quantità massime in base al proprio contenuto in peso. Va da sé che in un ambiente caldo e secco, i panni asciugano prima.

C’è un altro fattore da sottolineare: la quantità assoluta di vapore diffuso (umidità assoluta – cioè quanti grammi di  acqua ci sono in un m3 di aria) dipende dalla temperatura dell’aria: per esempio l’aria a 35° C con un’umidità relativa ottimale per l’uomo (cioè il 45-50%) contiene molta più acqua (in g/m3 ) della stessa aria a 10°C con la stessa % di umidità relativa. Questo spiega perché gli acquazzoni estivi sono più forti di quelli invernali: perché l’aria calda può contenere molto più vapore.

Va da sé che la bustina che assorbe acqua si saturerà prima in un ambiente a 30°C che non a 20°, fermo restando sempre la stessa % di umidità relativa. In altre parole, a parità di umidità relativa, le bustine lavorano molto di più col caldo, raggiungendo prima la saturazione.

Ora capirete facilmente quanto può incidere sull’umidità di casa una bustina del genere: cosa cambia nel vostro appartamento se togliete dall’aria un cucchiaio di acqua ? E i vostri panni messi a stendere, che libereranno qualche litro di vapore?

Adesso che avete le idee più chiare, andiamo a vedere cosa si scrive sul web. I siti che ci donano preziosi consigli sono molteplici: ne citiamo come esempio solo una decina per brevità:

  1. http://www.huffingtonpost.it/2015/12/31/proprieta-bustine-silice_n_8898748.html
  2. http://www.caffeinamagazine.it/costume/18594-butti-sempre-le-bustine-del-silicio-sbagli-ecco-5-modi-geniali-in-cui-usarle
  3. http://donna.fanpage.it/7-modi-alternativi-per-utilizzare-le-bustine-di-silice/
  4. http://www.today.it/donna/bustine-gel-di-silice-cosa-sono-a-cosa-servono.html
  5. http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/gel_silice_4_motivi_non_buttare/notizie/1410727.shtml
  6. http://www.nonsprecare.it/come-usare-gel-di-silice-bustine-riciclo
  7. http://www.greenme.it/consumare/riciclo-e-riuso/17165-gel-di-silice
  8. http://www.donnaclick.it/casa/84163/10-modi-per-riutilizzare-le-bustine-di-gel-di-silice/
  9. http://faidatemania.pianetadonna.it/come-riutilizzare-le-bustine-di-gel-di-silice-138158.html
  10. http://www.ilmessaggero.it/societ/no_limits/gel_silice_4_motivi_non_buttare-1091631.html

Come potete vedere, i “preziosi” consigli sono sempre gli stessi, segno che in rete il copia incolla è virale. La peggior cosa però è constatare che si incolla ciò che si ciecamente si copia senza preoccuparsi di leggere e ragionare con la propria testa sul fatto che si stanno pubblicando sciocchezze. Tra l’altro, compaiono anche siti che dovrebbero essere autorevoli, come quelli del quotidiano “Il Messaggero”, o la “Repubblica” a cui “Huffington Post” fa capo.

Vediamo i preziosi consigli su come riutilizzare le bustine:

  1. Per recuperare lo smartphone caduto in acqua. A chi non è mai capitato di far cadere accidentalmente il telefono o il tablet nel gabinetto? L’acqua è sicuramente la peggior nemica dei dispositivi elettronici ed è necessario agire in fretta per salvare il nostro telefono. Un utile consiglio: togli la scheda sim e, se possibile, la batteria e metti queste parti, insieme al telefono, all’interno di un sacchetto pieno di pacchettini di gel di silice e lasciaceli dalle 12 alle 48 ore.

A parte il fatto che le dimensioni di un tablet fanno sì che se cade nel gabinetto non raggiunga l’acqua (ma che gabinetto ha chi scrive queste cose? Non ragiona con la propria testa?) e comunque niente di più falso. Le bustine sul cellulare bagnato non contano più che un’arancia contro il raffreddore. Primo perché l’acqua deve prima evaporare dall’interno del cellulare, secondo perché i tempi necessari all’acqua per evaporare e per farla assorbire dalla bustina sono decisamente lunghi e inutili. Fate molto prima a posizionare il cellulare bagnato sul termosifone dopo aver prima asportato la batteria, la Sim e per chi ce l’ha, la scheda di memoria SD. Va bene anche porlo al sole in primavera o estate ma senza superare le temperature di  40-45 ° C. Attenzione perché anche se l’aria (estiva) è 35°C un cellulare al sole (specie se di color nero o comunque scuro) può andare ben al di sopra della temperatura dell’aria, per effetto dell’irraggiamento solare.

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Però su questi rimedi non contateci troppo: per quel che concerne l’elettronica, i cellulari sono oggetti tecnologicamente avanzatissimi, tanto è vero che è stata proprio la loro introduzione sul mercato agli inizi degli anni 90 a dare una svolta così decisiva alla miniaturizzazione dei componenti. Non abbiamo quindi più a che fare con circuiterie da televisori anni 80, dove se cadeva dell’acqua dentro al telaio posteriore (così come capitò a mia zia mentre innaffiava una pianta che teneva sopra l’apparecchio) bastava togliere la spina elettrica e attendere qualche ora che si asciugasse da solo. I cellulari sono molto più sofisticati e complessi, e anche poca acqua all’interno può danneggiarli. Ancor di più, se cadono a bagno dentro il… gabinetto, come letto sopra. Ragionate quindi con la vostra testa, non con quella dei siti attiraclick, perché chissà mai che arriviate a porvi un amletico dubbio: se il vostro cellulare è caduto nel gabinetto, vi dovrete preoccupare di più di asciugarlo oppure di… lavarlo?

  1. Asciugano l’ombrello – Conservare l’ombrello in borsa dopo averlo utilizzato è una delle cose peggiori da fare se non si vuole finire con tutti gli oggetti inzuppati d’acqua. Le bustine di silice sono il rimedio ideale: assorbono l’umidità ed asciugano l’ombrello in un batter d’occhio.

Un ombrello bagnato contiene diversi centilitri di acqua, per cui la bustina che avete deve essere molto grande. Inoltre non agisce come la calamita sui metalli ferrosi: se l’ombrello sgocciola, lo farà per tutta la vostra borsa e non solo in direzione della magica bustina. Quindi bisognerà attendere che l’acqua evapori dall’ombrello prima che sia assorbita dalla bustina, altro che “in un batter d’occhio”. Questo rimedio può funzionare se riponete l’ombrello umido (e non bagnato) in un luogo chiuso come un piccolo armadietto o cassetto. Ma se lo tenete in casa, la bustina assorbirà in generale il vapore domestico, tra cui sì, anche ma non solo, quello evaporato dal vostro ombrello. Va tuttavia aggiunto che se in casa permane costantemente un alto tasso di umidità, la bustina può fare poco, perché una volta saturatasi diventa inefficiente. Al contrario, funziona bene in quei casi dove l’umidità si alza e si abbassa: quando si alza, lei assorbe, quando si abbassa, si secca, tornando efficiente. Anche perché se non fate essiccare la vostra bustina umida, dove va l’acqua contenuta ?1921306d0d2b87624fa5d692dbcf080a6606a00017f62f8c8ca4cc4741341d4f

  1. Argenteria – Temete che l’umidità, il tempo e l’ossidazione possano rovinare la vostra argenteria? Se in uno dei cassetti della vostra credenza conservate posate e vassoi d’argento che utilizzate soltanto nelle occasioni speciali, ecco l’idea di posizionare delle bustine di gel di silice tra l’argenteria per ritrovarla ogni volta sempre brillante e come nuova.

Anche qua bisogna contestualizzare: se l’argenteria è in un posto costantemente umido, le nostre bustine non servono a nulla. Ma se ci sono degli alti e bassi, come normalmente può capitare in una casa dopo avere ad esempio lavato i pavimenti (umidità) o avere arieggiato in una giornata di sole primaverile (aria secca) allora la bustina aiuterà a mantenere “costante” l’umidità. Ma dentro un cassetto, o in un luogo piccolo e chiuso, perché in un ambiente è totalmente irrilevante ai fini della deumidificazione.

  1. Proteggono le fotografie –  Le fotografie, si sa, tendono a deteriorarsi con il passare del tempo, soprattutto se si tengono appese ai muri. Per proteggerle, si possono mettere delle bustine di silice nell’album, così da tenere lontana l’umidità che le rovina.

Che si sappia che le fotografie tendono a deteriorarsi nel tempo è un’emerita scemenza. Tutti i fotografi, anche il vostro di fiducia, meglio se un vostro amico a cui chiedere conferma, sanno che ciò che col tempo fa scadere la qualità di una stampa fotografica è il bagno di fissaggio fatto non a dovere. Si chiama fissaggio perché “fissa” l’immagine nel tempo, ponendo termine all’emulsione della carta fotografica e alla sua fotosensibilità. Cioè prima del bagno la stampa è ancora impressionabile dalla luce, dopo no. Inoltre detto bagno ne “ferma” le qualità nel tempo, ma solo se è fatto bene. Se è scadente la foto può deteriorarsi, cambiare i colori o virare, diminuire il contrasto, ecc… Non è l’umidità che deteriora una foto, tanto è vero che dopo i bagni in laboratorio, le stampe si lavano. Potete quindi evitare di mettere bustine con i gel di silice tra i vostri album di fotografie: questa è una bufala bella e buona. 

  1. Asciugano il bucato – Con il freddo e le piogge frequenti il bucato non riesce ad asciugarsi all’aria aperta? Per velocizzare il processo, si possono utilizzare delle bustine di silice, visto che sono capaci di assorbire l’umidità.

 Sì, se ne mettete 5 kg sparsi sul pavimento e chiudete la porta del vostro ambiente asciugabiancheria, sì, l’aria potrà essere meno umida giacché 2 litri possono essere assorbiti. Ma se in inverno, in casa avete il riscaldamento acceso con una temperatura di 20°C e un’umidità relativa del 45-50% le bustine non servono a nulla. Tenete le porte aperte e siete a posto. E se proprio dovete tenere l’ambiente di asciugatura chiuso, procuratevi diversi kg. di gel di silice. Altrimenti vi hanno preso in giro.

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  1. Mantengono i trucchi al fresco – Tenendo i trucchi nella borsa e magari in prossimità di stufe e termosifone, spesso si finisce per rovinarli e scioglierli. Mettendo una busta di silice nel borsellino del trucco, si darà una lunga durata a cipria ed ombretti.

Non sapevo che le nostre bustine facessero anche da condizionatore di aria. E pensare che ho speso una cifra climatizzando casa. Se avessi saputo che mantengono il fresco avrei utilizzato quelle. Che la bustina possa assorbire un po’ di umidità dall’ombretto o dalla cipria (umida) riposta in un luogo chiuso, allora sì. Ma che ponga rimedio al rossetto scioltosi al sole o sul termosifone, no, questa è una grande fesseria. Se volete mantenere i vostri trucchi al fresco in estate e non avete il condizionatore, l’unico rimedio e tenerli in frigo, questo si.

  1. Prevengono l’ossidazione dei gioielli – Ogni donna sa che i gioielli con il passare del tempo tendono ad ossidarsi e a macchiarsi. Per evitare che succeda, basta mettere della silice nel cassetto. Ogni volta che si indosseranno sembreranno nuovi. 

A parte il fatto che se è un anello, questo non si ossiderà, perché il continuo contatto con la pelle (o tessuti o altro) lo mantiene lucido. Per il resto vale lo stesso discorso per il punto 3 di cui sopra. E comunque potete sempre chiedere a un orafo o gioielliere di fiducia.

  1. Rasoio e lamette – Se utilizzate dei rasoi con lamette intercambiabili, conservatele in una scatola in cui avrete inserito delle bustine di gel di silice per proteggerle dall’umidità e eventualmente dall’ossidazione.

Ossidazione? Quale ossidazione ? L’acciaio inox non ossida! Le lamette sono in inox e tutti gli uomini che si fanno la barba lo sanno bene. Possibile che siano tutte donne ignoranti coloro che hanno pubblicato questa bufala ?

  1. Eliminano l’odore di umido dagli asciugamani – Gli asciugamani emanano un forte odore di umido anche dopo essere stati lavati accuratamente? Basta spargere delle bustine di gel di silice nel cassetto della biancheria per risolvere il problema e per preservare  la loro freschezza.

L’umidità è chimicamente parlando acqua distillata. Qualcuno mi sa dire che odore fa l’acqua distillata? Nessuno lo sa perché è… inodore. Ma va… ma lo sanno anche i bambini! E che odore fa l’umidità? Quello strano odore che può comparire su asciugamani e tessuti in generale, mantenuti a lungo (giorni o settimane) in ambienti umidi non si chiama “odore di umidità”, ma “odore di muffa”. Sì, sono micro muffe che facendo marcire (a livello microscopico) il tessuto, gli danno quel caratteristico odore. Va da sé che mantenendo il nostro tessuto all’umidità, le micro muffe invisibili, ma percepibili dall’odore, diventeranno muffe vere e proprie, evidenziandosi con delle macchie, fino alla distruzione per marcescenza del tessuto.

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Come si fa a pretendere di dare consigli, quindi fare informazione, facendo disinformazione a priori? Al di là di ciò, se proprio avete gli asciugamani umidi, riposti in un cassetto al chiuso per molto tempo, sì, in tal caso le bustine possono funzionare. Ricordandosi sempre che dette sostanze igroscopiche, una volta sature, non assorbono più nulla se non vengono fatte essiccare. Quindi se l’umidità proviene dall’asciugamano ok, ma se proviene dall’ambiente, le bustine non servono a nulla. E in ogni caso, usare il ferro da stiro caldo, come faceva la nostra nonna quando non c’erano dette bustine, è sempre cosa giusta per togliere umidità dai panni lavati e da poco asciugati. Se poi siamo in estate, ci sono 30°C e fate asciugare la vostra biancheria al sole, dopo due ore potete riporre il tutto nel cassetto. Senza bustine.

10.  Proteggere documenti importanti – Nel corso del tempo i vecchi documenti cartacei rischiano di ingiallirsi. Per proteggerli dal deterioramento nel corso del tempo e dall’umidità, potrete inserire una bustina di gel di silice nel cassetto o nelle cartelline in cui li riporrete.

Ancora, l’ennesima fesseria! I documenti cartacei col tempo ingialliscono, sì, ma non per causa dell’umidità. Cioè, l’umidità esercita sì un’azione lesiva per la lunga vita del documento, ma al pari di altri fattori, come l’inquinamento, specialmente la nicotina del fumo da sigaretta,  o la polvere. In realtà la carta ingiallisce per ossidazione. In breve: è molto più influente come è stata prodotta la carta (lignite e metalli contenuti nell’acqua), che non l’umidità.


Concludendo…

Se avete queste bustine in casa, potete certamente riutilizzarle secondo quanto da noi riportato sopra. Se siete qua su BUTAC a leggere significa che la vostra testa è perfettamente in grado di ragionare in autonomia, quindi anche su dove le bustine possono dare un qualche aiuto, e dove invece sono completamente inutili, dando luogo solo a vere e proprie bufale. Abbiamo anche visto come dette bufale trovino spazio non solo sui soliti siti di fuffa 100% ma anche su siti autorevoli o presunti tali come quelli dei quotidiani citati sopra. Mi sovviene pertanto un sospetto: sulle pubblicazioni cartacee, cioè sul giornale che si compra in edicola, queste fesserie difficilmente  compaiono, come a dimostrare che l’informazione a pagamento è… “seria” mentre quella gratuita spesso è fuffa.

Infine mi sia permessa un’ultima laconica e triste constatazione: perché tra l’elenco dei siti sopra, ce ne sono alcuni (troppi) con nomi del tipo “donna.fanpage” ; “today.it/donna” ; “donnaclick” e “pianetadonna” ? Le università oggi, vedono una maggioranza di studentesse piuttosto che studenti il che significa che, in teoria, dovrebbero essere più le donne a rappresentare il futuro, stando al presente. Ma allora perché le si vuol far passare per stupide con articoli fuffa su siti dedicati? Forse perché permane ancora l’arcaico concetto dell’ ottusa casalinga dal cervello limitato che vive solo di chiacchiericci e gossip? Credo che le cose siano molto cambiate negli ultimi quarant’anni e voi lettori lo sapete bene.

Prendete quindi le distanze da chi racconta fesserie, ma anche da chi vuol far credere che la donna sia molto più stupida di quello che è.

Lola Fox

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