Le citazioni improbabili – Einstein e le api

maicolengel butac 16 Mar 2018
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(per non parlare degli OGM)

Natalino Balasso è un comico che fa ridere, sono tanti gli sketch di Natalino che ho apprezzato, e tutt’ora online fa delle cose molto divertenti. Questo l’ha portato ad avere un vasto pubblico, oltre 370mila follower. Natalino però non fa solo il mattatore, ma regala anche sue considerazioni personali sul mondo che ci circonda, sulla società. Non voglio entrare nel merito delle sue considerazioni personali, ma il 15 marzo 2018 nel suo post sulle api ha riportato una citazione di Albert Einstein:

“Se le api scomparissero al pianeta resterebbero 4 anni di vita”

Questa citazione è falsa, inventata, riportata fin da metà degli anni Sessanta senza che esista traccia del fatto che Albert Einstein l’abbia mai detta. QuoteInvestigator, bellissimo sito che si occupa di verificare le citazioni di personaggi famosi, riporta come conclusione alla sua lunga indagine:

QI has not located any support for attributing a doom-laden statement about bees to Albert Einstein. The first evidence known to QI linking Einstein to an ill-fated bee-less world appeared in 1941. The writer Ernest A. Fortin probably confused Charles Darwin, Maurice Maeterlinck, and Albert Einstein. QI does not believe that Fortin’s ascription was deliberately deceptive.

Che tradotto:

QI non ha rinvenuto alcun supporto per l’attribuzione di una dichiarazione apocalittica sulle api ad Albert Einstein. La prima prova trovata da QI che collega Einstein a un mondo futuro segnato dalla mancanza di api apparve nel 1941. Lo scrittore Ernest A. Fortin probabilmente confuse Charles Darwin, Maurice Maeterlinck e Albert Einstein. QI non crede che l’ascrizione di Fortin sia stata deliberatamente ingannevole.

E fin qui la citazione. Ma ci sono altri problemi nei fatti raccontati da Balasso.

Le immense distese monocoltura della Monsanto (che inducendo l’uso di sementi OGM così tante morìe di insetti e così grave inibizione della biodiversità ha causato) potrebbero essere impollinate con insetti meccanici.

Ma l’accusa riportata da Balasso esiste solo su siti integralisti che vedono nella Monsanto e gli OGM il male da combattere. In realtà esiste un ampio dibattito nella comunità scientifica sul problema (esistente) della diminuzione di api nel pianeta. Le cause sono note, ma non c’è un singolo colpevole, o meglio i colpevoli siamo noi.

Nel 2008 fu fatta una meta analisi sui dati raccolti da 25 studi indipendenti, le conclusioni riportano:

Our findings strongly support the conclusion that the Cry proteins expressed in the current generation of Bt crops are unlikely to have adverse direct effects on the survival of honey bees

I nostri risultati sostengono fortemente la conclusione che le proteine ​​Cry espresse nell’attuale generazione di colture Bt è improbabile che abbiano effetti diretti avversi sulla sopravvivenza delle api da miele.

Sia chiaro, si trattava di dati statistici basati su altri studi già conclusi, ma a oggi non trovo studi che siano stati in grado di sostenere l’opposto. Mentre invece il dibattito su cosa si possa fare è molto acceso. Le cause di questo fenomeno sono molteplici, tutte prese in analisi dagli scienziati che si stanno occupando del problema. La pagina Wiki in inglese è molto ben fatta in merito e ricca di link a studi e analisi.

Comunicare ai propri follower le nostre preoccupazioni va benissimo, ma cerchiamo di farlo dando citazioni corrette e dati verificati. La scomparsa delle api può diventare un problema per il nostro pianeta, nessuno lo vuole negare: certe piante potrebbero scomparire causando scompensi al ciclo vitale. Studiare, approfondire, informarsi, sono le strade giuste. Non cercare d’indignare usando nozioni prese da siti di scarsa affidabilità.

maicolengel at butac punto it
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