Le file per il reddito di cittadinanza

maicolengel butac 9 Mar 2018
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Siete in tantissimi ad averci segnalato questa notizia.

Purtroppo il mio stare a Bologna non mi ha permesso delle verifiche sul posto, ma in realtà bastava leggere alcuni articoli per accorgersi che le cose vanno ridimensionate.

Nulla di troppo complesso per chi ha voglia d’informarsi fino in fondo, ma sappiamo che il pubblico della rete è più felice quando condivide quello che conferma il suo bias cognitivo. Caschiamo più facilmente nelle notizie che danno ragione all’idea preconcetta che abbiamo in testa. Non riteniamo necessario approfondire.

Cronologia della notizia

I primi a uscire con la notizia in ordine di tempo pare siano stati quelli de la Gazzetta del Mezzogiorno, seguiti a ruota da tanti altri, ANSA inclusa. Sull’Huff compare anche un’intervista audio a una dipendente di un CAF della zona di Giovinazzo. È lei che parla chiaramente di “forse 50 richieste d’informazioni in merito”. 50 richieste in un territorio da 20mila abitanti non sono “un assalto”. La dipendente generalizza, dando a intendere che possa essere successo lo stesso in altri CAF.

Palermo

E difatti in serata anche da Palermo arrivano segnalazioni simili, i numeri? Non pervenuti, l’intervista video è stata fatta dopo che uno dei dipendenti sindacalisti che lavorano al CAF di Piazza Marina 34 ha pubblicato su Facebook questa foto:

Che non mostra una coda, ma solo un cartello appeso fuori, che dice, in italiano e in arabo:

IN QUESTO CAF NON SI FANNO PRATICHE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

L’idea è che le richieste siano state così tante da aver costretto il CAF a esporre il cartello, ma se i richiedenti erano così tanti perché non una foto della ressa? In realtà il post con cui il cartello viene pubblicato non parla di ressa:

NON FACCIAMO PRATICHE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA.
Ecco cosa siamo stati costretti a scrivere oggi grazie ai 5 stelle

Suona quasi un problema di rivalità politica. Nell’intervista video che viene pubblicata da Repubblica lo stesso sindacalista dice:

Sindacalista CAF: È da ieri pomeriggio che riceviamo delle richieste da parte dell’utenza che naturalmente essendo accentrata nel centro storico dove notevolmente c’è un tasso di disoccupazione altissimo, dove anche il livello degli extracomunitari è molto alto c’è stato richiesto un modulo per la sottoscrizione a ricevere il cosiddetto Reddito di cittadinanza. Abbiamo spiegato che non esiste nessun modulo, quantomeno allo stato attuale…

Repubblica: Quante persone sono venute?

Sindacalista CAF: Ieri pomeriggio, perché noi di mattina siamo chiusi, almeno una trentina, e altrettanti nella mattinata di oggi.

60 persone, le poste vicino casa mia (4 sportelli) ne smaltiscono il triplo al giorno.

Non è un assalto. Sicuramente un po’ di disturbo, ma come vedremo poco sotto capita a ogni provvedimento spiegato male da politici e giornalisti.

Il sindaco di Giovinazzo

Nel frattempo anche il sindaco di Giovinazzo è stato costretto a intervenire sulla vicenda, rilasciando una precisa dichiarazione:

«Non c’è nessuna nuova frenesia per il reddito di cittadinanza proposto dai 5Stelle, ma curiosità sì. E ieri e l’altro ieri la domanda dei richiedenti verteva sull’ipotetico futuro Reddito di Cittadinanza proposto dal Movimento. Ma nessun pugno sul tavolo o nessuna rivendicazione animata. Perché Giovinazzo non è una città di indolenti parassiti».

Non commentiamo, e proseguiamo oltre.

Capita sempre un po’ di confusione

Come vi dicevo prima lo stesso era avvenuto col “reddito d’inclusione” (che non è altro che il nuovo termine con cui identificare un ammortizzatore sociale nato dall’unione di altri) nel 2017:

Reddito di inclusione, code ai Caf e confusione nei comuni

Può essere che a dicembre la notizia fosse corretta, anche se il dubbio che ci fosse sensazionalismo anche all’epoca ce l’ho: viste le regole ben precise per la richiesta dello stesso già presenti sui siti ufficiali mi pare strano che tanti si siano riversati nei CAF senza prima fare qualche indagine online.

Per non lasciare nulla d’irrisolto e aiutare i CAF a non avere richieste inutili che allungano solo le attese per chi ha veramente bisogno, vediamo di chiarire:

Il redditto di cittadinanza al momento non esiste, se e quando verrà introdotto nel nostro sistema lo saprete dai giornali, non intasando i CAF.

Il reddito d’inclusione esiste, ma bisogna rientrare in categorie ben precise.

Il REI (Reddito d’inclusione):

Fino al 1 luglio 2018 il reddito d’inclusione è solo per chi corrisponde a questi requisiti:

ll nucleo familiare deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni:
  • presenza di un minorenne;
  • presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore;
  • presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica).
  • presenza di una persona di età pari o superiore a 55 anni che si trovi in stato di disoccupazione*.
Requisiti economici
Il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di:
  • un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
  • un valore ISRE (l’indicatore reddituale dell’ISEE, ossia l’ISR diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola).

Dal 1 luglio invece verranno meno i requisiti familiari, e potrà accedere al REI chiunque in possesso dei requisiti economici di cui sopra e che sia:

  • cittadino dell’Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

e rientri anche in questi requisiti:

  • non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
  • non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • non possieda navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

Gli importi massimi erogati vanno da € 187,50 mensili per il singolo a € 539,82 per la famiglia con 6 componenti. Vi sono delle riduzioni in base ad altri redditi o aiuti percepiti dallo stesso richiedente. Il REI oltretutto viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi, rinnovabile per altri 12 solo dopo sei mesi dall’erogazione dell’ultima mensilità.

Non credo serva aggiungere altro.

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