FACEBOOK-INDAGINE-RAINBOW

LoSai (ma non è il solo) ci ha deliziato con un articoletto lievemente tendezioso, dove sembra che abbiano fatto la scoperta del secolo!

FOTO PROFILO ARCOBALENO: ERA UN’INDAGINE DI MERCATO E 26MILIONI DI UTENTI SONO STATI CAVIE INCONSAPEVOLI

Nel loro articolo ci spiegano di come il “giochino” che ha permesso a tanti di voi di cambiare la propria immagine in una “arcobaleno” per dimostrare il vostro supporto alla causa LGBT sia, appunto, un sistema per fare un’indagine di mercato. Forse qualcuno dovrebbe fare un corso di social network al caro editor di LoSai (che sa benissimo in realtà come funziona), spiegandogli che OGNI SINGOLO LIKE che un utente appone da qualche parte, ogni singola condivisione, sono piccole indagini di mercato. Facebook vive di questo e della pubblicità, non lo sapevate?

LoSai, in maniera corretta, evidenzia come una cosa simile fosse già successa nel 2013, quando invece che il simbolo dell’arcobaleno si metteva una foto che riprendeva la campagna di Human Rights Now!. C’è una sola differenza tra le due campagne: quella del 2013 era spontanea, mentre quest’anno Facebook ha attivato un plugin che ha permesso a tutti di vedere modificata la propria immagine profilo senza fatica. E così, invece che 3 milioni, probabilmente quest’anno saranno molti di più. Ci spiegava LoSai:

Alcuni esperti della comunicazione, come Cesar Hidalgo del MIT e Stacy Blasiola dell’Università dell’Illinois, lo avevano capito subito e avevano scritto: “Si tratta di un esperimento di Facebook”.

Sono bravi e mettono un link, andando a leggerlo si trova questo:

“This is probably a Facebook experiment!” joked the MIT network scientist Cesar Hidalgo on Facebook yesterday. “This is one Facebook study I wanalytics-articoloant to be included in!” wrote Stacy Blasiola, a communications Ph.D. candidate at the University of Illinois, when she changed her profile.

Si sta scherzando, ovvero, si fa dell’ironia, perché chi studia la rete e la sociologia della stessa non può NON SAPERE che ogni singola cosa che si fa su di un sito è statisticamente rilevante ai fini di uno studio, e verificabile e confrontabile anche a mesi o anni di distanza. Google Analytics serve anche a questo: volete vedere quante opzioni ha l’admin di un sito per studiare gli andamenti del suo blog? Non avete che l’imbarazzo della scelta.

Posso cercare l’età media di chi è entrato su Butac, il suo livello d’istruzione, quanti minuti è stato, da dove veniva e dove è andato. Posso fare molto, soltanto usando un tool gratuito messo a disposizione da Google; volete solo provare a pensare per un attimo al tipo di potere che ha un gestore di Facebook? Pensate avere i dati di ogni singolo utente, quanti studi ed analisi si potrebbe essere in grado di fare.  Essere in grado di capire chi sia o non sia un utente fasullo, vedere cosa piace mangiare ai vari follower di pagine culinarie, ma non solo, perché coi tanti trucchetti di FB siamo noi per primi ad avergli detto quali siano i nostri libri preferiti, i ristoranti in cui torniamo, che auto possediamo, dove andiamo in vacanza, quando andiamo in ferie ecc ecc.

Sostenere che la foto arcobaleno è stata un’indagine di mercato senza spiegare che TUTTO FACEBOOK è costantemente un’immensa indagine di mercato è sciocco, come a voler far finta che ci sia dietro una sorta di complotto, come lasciano supporre le righe in chiusura dell’articolo:

Curioso che Zuckerberg non abbia mai lanciato campagne virali contro la guerra in Siria o il Libia, contro i centomila cristiani che vengono ammazzati ogni anno o contro il sistema monetario che indebita mezzo pianeta causando povertà morte e disperazione a miliardi di persone.

…e va bene, ognuno ha le sue priorità

Facebook in realtà è alla sua prima “campagna virale” gestita in questa maniera, tutte le altre volte che si è visto utenti e follower cambiare immagini del profilo o postare la stessa cosa in breve tempo, erano campagne partite dagli utenti stessi. LoSai, che ha oltre 150mila follower su FB, potrebbe farsi promoter di una campagna come quelle che lamenta mancare… e invece si diverte a scoprire l’acqua calda.

Una piccola aggiunta bufalara in chiusura:

LoSai ha solo detto un’ovvietà, mentre al di là dell’oceano qualcuno si è divertito di più, mettendo in giro la voce che la foto arcobaleno fosse un obbligo per tutti i predatori sessuali:

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Ovviamente la cosa ha suscitato preoccupazione nei tanti utenti disattenti che si sono visto circondati da pervertiti, ed ilarità in quelli che hanno subito colto l’intento satirico. Snopes aveva trattato la cosa con la solita professionalità.

maicolengel at butac.it