Circola un meme americano, sull’onda delle polemiche sull’uso delle armi negli States. Nella foto si vede una ragazza con un cartello che riporta: Real man use fists, e l’immagine di una pistola inquadrata dal simbolo del divieto.

Il testo che accompagna la foto dice:

FBI Homicide Stats for 2014.

Deaths by rifle: 248
Deaths by personal weapon (hands, fists, feet): 660

che tradotto:

FBI Dati sugli omicidi per il 2014.

Morti per fucile: 248
Morti per arma personale (mani, pugni, calci): 660

L’intento (serio o da presa in giro, non so) è quello di dare a intendere che siano morti più soggetti per calci e pugni che per arma da fuoco. Ovviamente l’immagine circola con le reazioni sbalordite di chi non si accorge di quanto sia specifico il testo: Rifle, fucile. Morti per fucile, non arma da fuoco generica. Basta cercare due secondi sul sito dell’FBI per trovare i dati in esame. I morti per arma da fuoco sono 8124, suddivisi in:

  • Pistola: 5562
  • Fucile: 248
  • Fucile da caccia: 262
  • Altre armi: 93
  • Armi da fuoco non identificate: 1567

Nei 660 casi di morti per arma personale sono incluse le spinte. La capite la differenza, vero? Vedete, io non sono per la demonizzazione delle armi da fuoco, come sempre è chi le impugna che fa la differenza. Ma era ovvio che non potesse essere possibile che ci fossero solo 248 morti per arma da fuoco negli Stati Uniti. È abbastanza normale che la maggior parte dei morti sia per pistola, più facile da portarsi appresso, più facile da occultare.

Veder condividere un’immagine come questa senza le dovute spiegazioni dispiace, perché per tanti basta questo per avere una percezione distorta dei fatti, fidandosi che l’immagine che vedono circolare racconti tutto, quando invece i dati parlano d’altro.

Questo modo di distorcere la realtà a mio avviso non è analizzato sul serio, si cerca roba più grossa, magari più virale e politicamente impattante. Ma sono anche questi i rischi della lotta alle notizie manipolate, lasciarsi sfuggire quelle che per assurdo, ripetute più volte, diventano verità…

Prima che arrivi qualcuno a evidenziarlo, so benissimo che l’immagine della ragazza col cartello racchiudeva un gioco di parole a sfondo sessuale… E che il meme circola anche per merito di questo. Ma sappiamo benissimo di quanti ce ne siano che non capiscono la battuta, e prendono per buoni i dati incompleti.

maicolengel at butac punto it

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