NEBBIA

Era scontato che prima o poi, dopo le nebbie chimiche, arrivassero quelle al mercurio. Tra una seduta e l’altra attendiamo quelle all’arsenico…

Chissà se c’è ancora qualcuno che si meraviglia di leggere tante stramberie? Noi di Butac no, non ci meravigliamo più di nulla perché essendo quotidianamente impegnati in prima fila contro la mistificazione, ci imbattiamo continuamente in coloro che cercano di spacciarci la loro verità. Ovviamente senza portare prove.

Il concetto è vecchio come Noè e spazia dai sedicenti maghi ai sedicenti inventori, dai complottisti ai presunti rivelatori di cospirazioni, tutti con un unico elemento comune: raccontarci le loro presunte verità al fine (fondamentalmente sempre quello) di fare denari.

Li fanno i presunti maghi e preveggenti vari di numeri del lotto di cui la nostra TV spazzatura ridonda (ma perché i numeri non se li giocano loro se sono vincenti?) e lo fanno complottisti e improvvisati 007 su propri siti, per ottenere visibilità se non per vendere libri pieni di presunte scottanti, sconcertanti, shockanti rivelazioni.

Ed è proprio all’interno di uno di questi contenitori di spazzatura mediatica che troviamo un articolo di apparente denuncia ambientale in bilico tra bufala e catastrofismo, ma con l’obiettivo certo di attirare clic. Il sito si chiama ecplanet e vorrebbe darsi una parvenza scientifica avanzando tuttavia in questa pagina considerazioni e domande non proprio degne di un sito scientificamente valido:

  • Le foto divulgate dal sito del freelance mostrerebbero proprio Buzz Aldrin nel corso di una esplorazione del suolo marziano

  • È possibile che la Luna sia una nave spaziale camuffata in orbita attorno al nostro pianeta?

  • Il Curiosity ha trovato una piramide su Marte

Ma anche che fu un UFO a disattivare missili nucleari USA oppure dei ritrovamenti di teschi alieni con una valigetta dell SS: insomma la fantasia (fuffa) non manca e quindi non ci si deve poi meravigliare se scrivono delle nebbie al mercurio su San Francisco.

ecplanetL’articolo parte con la solita denuncia: nell’aria della famosa città sarebbero state riscontrate alte tracce di mercurio, più precisamente nella nebbia cittadina. E subito ci imbattiamo nella prima frase catastrofica:

Il mercurio è altamente tossico anche in basse concentrazioni

Ovviamente non è così: per qualsiasi sostanza, dalla più comune come l’acqua alla più reietta come il cianuro, esistono dei limiti medi di tollerabilità, ovvero come abbiamo già detto in passato, tutto fa bene e tutto fa male a seconda delle quantità assunta. E anche per il mercurio è così: indicativamente sotto 1 µg per ogni kg di peso corporeo non ci sono problemi. Ma questo l’articolo non lo dice, lasciando presagire ben altro.

Il catastrofismo di solito è l’anticamera del complottismo: si devono amplificare i sintomi per poi denunciare un fatto segreto per tutti tranne che per il complottista. Per esempio le pagine web sono stracolme di titoli del tipo “Il veleno che viene dalla nostra bocca” riferendosi al mercurio contenuto nell’amalgama per le otturazioni odontoiatriche. Sì, è vero, il mercurio c’è, ma in quantità irrisoria per i rischi umani, tanto è vero che pure i dentisti lo usano anche su se stessi senza per questo essere tutti scemi suicidi. Sono oltre trentacinque anni che ho otturazioni dentali con mercurio e sono ancora qua a scrivere. Cosa vogliamo concludere? Che il giorno che morirò, qualcuno dirà: “Per forza, aveva il mercurio in bocca”? Come se chi non ha otturazioni al mercurio fosse immortale…

Scorrendo l’articolo però, scopriamo che le previsioni si stanno avverando: si denuncia infatti una presunta scarsa informazione:

Ancora una volta la spiegazione dei media mainstream per una notizia così importante ci pare carente

È ovvio che nessuno ne parla: il problema non esiste! Ovvero: non è che nel nostro habitat non esista a priori l’inquinamento da mercurio (o altro metallo pesante), ma sono i termini di denuncia dell’articolo che non esistono, così come non esiste un “allarme veleno dentale” per chi va dal dentista come me.

Mercurio

Ma questa atmosfera di congiura, questo “nessuno ne parla”, serve per impostare il complotto finale:

è il mercurio emesso principalmente da impianti alimentati a carbone ad aver trovato la sua strada negli oceani. Con l’evaporazione il mercurio finisce nell’aria, quindi nella nebbia.

Serviva una motivazione pseudoscientifica per dare credibilità alla congiura in atto. Peccato che i metalli disciolti in acqua (così come i sali) non evaporano assieme all’acqua degli oceani. Ovvero, non come si vuol far credere. L’evaporazione è un cambiamento di stato che riguarda qualsiasi liquido, ma è strettamente legato alle caratteristiche del liquido stesso e anche alla temperatura e pressione. L’esempio più banale si ha con l’acqua, che a temperatura ambiente ha un certo grado di evaporazione che aumenta con l’aumentare della temperatura o la riduzione di pressione.

In effetti anche il mercurio, che a temperatura ambiente è liquido, è soggetto a questo, ma in una forma totalmente trascurabile sia per l’uomo che per l’ecosistema. In casa posseggo  un vasetto contenente circa 250 ml di mercurio: quelle volte che l’ho aperto, respirandone inevitabilmente i “vapori” e inserendoci pure un dito dentro (fa un effetto incredibile “inserire” un dito dentro un metallo) non è successo assolutamente nulla. Ovviamente diverso sarebbe se io il dito lo tenessi immerso permanentemente nel vasetto. Così come diverso sarebbe se io facessi bollire il mercurio e ne respirassi i vapori, molto più alti a quella temperatura.

Inoltre il mercurio ha un peso specifico considerevole, oltre tredici volte quello dell’acqua, per cui la sua sospensione in aria è molto più critica di quella del semplice vapore acqueo. In altre parole precipita, e questo toglie credibilità ai teorizzanti delle scie chimiche che accusano non si sa chi di irrorare l’atmosfera di metalli pesanti facendoli mantenere in sospensione.

Insomma, negli oceani c’è certamente un inquinamento da mercurio (e anche da ben altro) ma da qua a dire che la sua evaporazione ci intossichi ce ne corre.

Prima ho accennato alle scie chimiche: ma che c’entrano?

Uhm… ho un sospettino… leggiamo un po’…

Il mercurio è, però, uno degli elementi usati nelle operazioni clandestine di geoingegneria.

Ah, adesso il sospettino non esiste più perché è certezza. Credo che a questo punto tutto sia chiaro: l’ennesimo articolo pro scie chimiche, cosa di cui abbiamo parlato fino alla nausea. E siccome siamo nauseati, giudicate voi, magari se siete nuovi su Butac, andandovi a leggere anche l’enorme quantità di materiale pubblicata al riguardo.

È chiaro quindi, secondo il redattore, che la nebbia al mercurio di San Francisco sia correlata alle scie chimiche.

Il tentativo di dare valenza scientifica alle “nebbie al mercurio” continua poi con la citazione del fisico Marvin J. Herndon che avrebbe pubblicato dati sugli inquinanti in atmosfera: ma di tali dati non vi è traccia, e anche se ci fosse sarebbe determinante sapere le dimensioni degli stessi, per i quali sotto le soglie minime non c’è nessun inquinamento.

Però, al contrario, si va a pubblicare una tabella analisi, imputabile ad un tal Russ Tanner:

tabella

Ma il mercurio dov’è?

Una tabella simile in un articolo sull’inquinamento da mercurio c’entra come i cavoli a merenda, o se preferite, come dico sempre io, la maioAziendanese nel cappuccino.

Domanda: ma chi è Russ Tanner?

Risposta: a parte il fatto che è un complottista sostenitore delle scie chimiche come chiaramente visibile sulla sua pagina di Facebook, mister Tanner è presidente della Herb Allure, un’azienda che distribuisce materiale di ricerca scientifica su erbe, vitamine e integratori alternativi. La loro missione è quella di “aiutare” le persone a riprendere il controllo della propria salute in modo naturale, attraverso la conoscenza e la scienza. “Aiutare” sta ovviamente per “vender loro prodotti integratori, omeopatici e simili”.

Insomma si tratta de “l’altra medicina”, dove un presidente d’azienda viene linkato su Facebook e non al sito aziendale. Incuriositi da ciò, siamo andati a vedere l’azienda: è molto… come dire… naturale, in linea con la mission. Anzi, di più, diciamo… domestica.

I dipendenti, per non inquinare, vanno a lavorare a piedi: c’è solo una automobile parcheggiata, certamente quella presidenziale. Vogliamo dire che parliamo di… casa sua?

Nell’articolo ovviamente non poteva poi mancare il classico video di presunte scie chimiche su San Francisco. Ma non si denunciava la nebbia al mercurio?
In tal caso avrebbero dovuto esibire immagini di detta nebbia, con rilevazioni dell’aria dimostranti l’altissimo tasso del metallo presente. Ma nel video si vede solo una sequenza accelerata del normale passaggio nuvoloso. Nient’altro.

Nulla.

Appunto… nulla: la nebbia al mercurio.

Eccolo:

Eh… cari utenti, non c’è niente da fare, anzi… direi che non c’è niente… e basta. Niente prove  concrete ma solo aria fritta, ovvero ciarle, alias fuffa.

La sorpresa più simpatica però arriva alla fine, nella firma dell’articolo: sapete di chi è?

Eheheh… una nostra vecchissima conoscenza: nientepopodimenochè… Straker!

Sapete qual è la fonte citata? Eheheheh… un’altra nostra stra-vecchissima conoscenza: nientepopodimenochè… tankerenemy!

Come per i vecchi confetti medicinali BASTA LA PAROLA!

Ecco perché oggi questi confetti non servono più: ci sono certe pagine web utili all’uopo.

Buona seduta!

Lola Fox

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