Le unghie di Josefa

maicolengel butac 23 Lug 2018
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ARTICOLO AGGIORNATO
Qualche piccola aggiunta la trovate in fondo per approfondire in base alle segnalazioni ricevute.

Arrivo tardi, questa storia che è diventata virale durante il weekend è già, per fortuna, stata sbufalata da svariate testate. Ma vi ho spiegato più di una volta quanto sia importante diffondere il più possibile le notizie corrette. Perché chi diffonde le bufale se ne infischia e condivide molteplici volte, anche a distanza di tempo. Più siti riportano la notizia corretta più è possibile che sia indicizzata al meglio dai motori di ricerca.

Una nostra vecchia conoscenza pubblica sul suo profilo Twitter:

con le unghie perfette laccate di rosso dopo 48 ore in mare.
Gli scatti sono stati forniti da Open Arms subito dopo il recupero. Cosa fanno sulla barca? Mettono lo smalto alle migranti appena salite a… https://www.facebook.com/100001656186588/posts/1910739115657943/

E non contento che già nei commenti gli venga fatto presente che sta diffondendo una bufala, poche ore dopo condivide questa vignetta “satirica”:

Del “noto” Ghisberto, perché se dobbiamo raschiare il fondo facciamolo per bene. Sbufalare la questione costa pochi secondi, una veloce ricerca su Google immagini ci mostra svariati scatti di Josefa – o Josepha – appena soccorsa.

Scatti che oltretutto sono stati pubblicati su centinaia di testate, e che abbiamo visto e rivisto nei giorni scorsi. Nessuna traccia di smalto. Solo tanta disperazione.

Ghisberto, Gianni e tutti gli altri che stanno condividendo questa manipolazione dei fatti se ne infischiano della verità. Scelgono di condividere quello che gli va più a genio, quello che aiuta la loro narrativa dei fatti. E con loro migliaia di altre persone. E questo è terrificante. Perché la ricerca che ho fatto io e che hanno fatto tanti altri, alfabetizzati digitalmente, richiedeva pochi secondi. Che avrebbero evitato la diffusione dell’ennesima bufala a sfondo xenofobo. Cosa ci sta succedendo?

Onestamente m’interessa poco sapere se la foto della ragazza di colore con le mani più curate sia davvero Josefa dopo che i volontari l’hanno accudita. Non è importante. Se curare le mani di una persona che è stata 48 ore in mare a vedere morire i suoi compagni di sventura può servire a ridarle un sorriso, una speranza, va bene anche lo smalto. Ma non quello rosso fuoco usato da Ghisberto e da altri genietti del male. La foto originale mostra dita più curate, tutto qui.

Non credo serva aggiungere altro. O meglio, di Open Arms e migranti dovremo parlare ancora oggi, ma per lo smalto di Josephine è tutto.

AGGIORNAMENTI:

Si ritiene che in acque come quelle del Mediterraneo una persona possa sopravvivere nelle condizioni di Josefa dai 3 ai 5 giorni. Chiesto conferma anche ad amici sub e medici. Il Mediterraneo non ha temperature da ipotermia se avete amici che lo sostengono. Ho trovato la cartella di Getty Images dove si possono vedere le unghie di Josefa in originale (e pagando anche in high def). Sicuramente si sono presi cura di lei e hanno curato le sue mani post soccorso. Non ci trovo nulla di male nel cercare di far star bene con piccoli gesti una donna che ha passato una tragedia così immane.

maicolengel at butac punto it
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