Mi segnalate un articolo del 6 agosto 2017, pubblicato su LiberaMenteServo. Già il fatto che un articolo di medicina si trovi su un sito che propugna fuffa come l’acqua diamante dovrebbe farvi drizzare le antenne. Ma evidentemente sono tanti ancora gli allocchi che decidono liberaMente di donare o acquistare prodotti su siti di questo genere, e che si fidano degli articoli che vi vengono pubblicati. L’articolo si intitola:

Primum non nŏcēre.

È veramente opportuno iniettare alluminio nei neonati?

E nella prima parte dice anche cose su cui onestamente potrei trovarmi d’accordo, anzi, c’è una frase che trovo quasi perfetta:

Il termine medicina significa “La scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione“.

Allo stato attuale possiamo constatare che buona parte della cosiddetta “medicina” nulla ha a che fare con la scienza, con la cura e la prevenzione delle malattie, piuttosto osserviamo che essa è diventata un colossale business, che utilizza indiscriminatamente i farmaci per procurare e favorire l’insorgere di malattie, talvolta gravi e anche mortali.

Solo che quando penso al “colossale business” penso proprio ai tanti che sulla fuffa continuano a campare. Basta difatti dare un’occhiata a LiberaMenteServo per accorgersi del genere di prodotti che vendono o vendevano.

Il prezzo di vendita degli encoder d’occasione è il medesimo del nuovo, ovvero di 850 euro per il set di 7 encoder DNA850 (PMT/FAA), e di 250 euro per l’encoder EVM.

‘Stica… no scusatemi, ma cacchio faranno questi encoder, che tecnologia ci sarà dietro per vendere un oggetto al prezzo di uno smartphone di fascia alta? Boh, non mi è chiaro. O ancora il Quantum Solution Personality:

Il kit QSP vi sarà spedito nel più breve tempo possibile dopo il ricevimento del pagamento di 390 € (comprese le spese di spedizione).

Come è possibile fidarsi di un sito che pubblica il Bollettino Chemtrails (scie chimiche), io mi chiedo sinceramente come. Ma veniamo al nostro allumino, il nostro dott. Pietro Arina aveva già provveduto, qualche anno fa, a spiegarci come i sali d’alluminio nei vaccini avessero funzioni importanti e quanto fossero tossici:

I sali di alluminio sono utilizzati per il loro effetto di stimolazione della risposta immunitaria in molti vaccini, potenziando quindi l’efficacia degli stessi e diminuendo il numero di dosi da somministrare. Il contenuto di alluminio può variare da 0.25 a 2.5 mg per dose di vaccino. Bene, ancora una volta ci troviamo di fronte a una dose molto ridotta, dose che il nostro organismo può tollerare ed espellere. Infatti con la dieta immettiamo quotidianamente da 5 ai 20 mg di alluminio. Questo non si trova nei prodotti industriali, ma bensì nelle verdure. (qui un interessante link della European Food Safety Authority). Il nostro corpo è in grado di allontanare per via renale fino al 96% di questa quantità giornalmente.

l’etil-mercurio viene rapidamente allontanato dal corpo per via renale. Stesso discorso per l’alluminio. Pertanto sia per le bassi dosi che vengono inoculate con il vaccino (e ricordo che si tratta di dosi ben al di sotto di quelle tossiche per il nostro corpo, oltre al fatto che stiamo parlando come al solito di etil mercurio e non di metil mercurio!), sia per il bassissimo tempo di permanenza in circolo oltre alla vastissima letteratura in merito è più che ragionevole escludere che vi sia un reale effetto sull’organismo.

Tutto chiaro? Spero davvero di sì, anche perché sono anni che questa storia dell’alluminio viene cavalcata a destra e a manca, basta che ci sia la possibilità di allarmare qualche genitore preoccupato ed ecco che si ritirano fuori tutte le panzane dei ciarlatani della pseudomedicina, qualcuno persino con una laurea in tasca, che come ben sappiamo non fa di lui/lei un luminare.

Veniamo alla seconda parte dell’articolo, che riprende un vecchio post, pubblicato in origine su The Vaccine Reaction, sito antivaccinista americano che sostiene che i vaccini causino l’autismo.

L’articolo s’intitola:

Quanto tossiche sono le iniezioni di vitamina K e il vaccino dell’epatite B?

A prima vista sembra un articolo molto tecnico, vengono citati dati, nomi di malattie che fanno paura, ma ognuna delle fonti non riporta alcun collegamento con la Vitamina K o il vaccino  per l’Epatite B, l’unica a farlo è questa:

Mercola J. The Potential Dark Side of the Routine Newborn Vitamin K Shot. Mercola.com Mar. 27, 2010.

Mercola J., vi dice qualcosa quel nome?

A me si, visto che proprio qui su BUTAC ho avuto a che fare con il suo favoloso lavoro di ricercatore… no, vi sto prendendo in giro, Joseph Mercola è apparso su BUTAC, non perché ricercatore bensì ciarlatano.

In realtà non esistono prove scientifiche ad oggi che colleghino in alcuna maniera la vitamina K e il vaccino per l’epatite B a tutte le problematiche riportate da The Vaccine Reaction e da LiberaMenteServo, ma è interessante notare come un osteopata americano che ha fatto della vendita di fuffa il suo cavallo di battaglia possa essere più autorevole di un Walter Ricciardi o Roberto Burioni, per non parlare di Guido Silvestri.

Davvero non comprendo come ci siano ancora soggetti che ci cascano (per fortuna oggi meno di ieri, e domani meno di oggi) e non si rendono conto di esser loro stessi le galline dalle uova d’oro di un’industria dai bassissimi costi di produzione e altissimi ricavi, senza la benché minima spesa in termini di ricerca, tanto a che serve?

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!