L’Islam nella scuola francese

maicolengel butac 12 Set 2016
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

scuola

Così titolava qualche giorno fa Il Giornale:

Niente più Medioevo cristiano. Ora a scuola si studia l’islam

La riforma della ministra marocchina Najat Vallaud-Belkacem riduce il latino e il greco e a favore della storia dell’islam. Insegnanti in rivolta.

Il nuovo corso della Francia socialista prevede che i ragazzi studino obbligatoriamente l’islam mentre il Medioevo va a finire tra le materie facoltative. Non solo. Allo studio dei grandi momenti della Francia si preferisce porre l’accento sui periodi bui come il colonialismo e i genocidi africani.
Come riporta Libero, gli insegnanti sono in rivolta. E da giorni stanno scioperando. A quanto pare non tutti apprezzano il tentativo di “cancellare la civilizazione francese” in favore di una buonista riforma multiculturalista.

La storia mi ha incuriosito. Davvero in Francia si è deciso di abolire – riporto da il Giornale – Storia cristiana, Medioevo e Carlo Magno? Cercando mi accorgo che la polemica, pur essendo stata riportata da il Giornale in questi giorni, è vecchia di un anno, sempre notizie fresche pur di attaccare. Mi piace. Vediamo di studiarla un po’ più a fondo. Il progetto di cui parliamo è consultabile qui. Si sta parlando di una modifica al programma della classe Cinquième, quindi bambini di 12-13 anni, che hanno un percorso così sviluppato:

Thème 1 La Méditerranée, un monde d’échanges : VII‐XIII e siècles

  • L’Islam : débuts, expansion,sociétés et cultures
  • Les empires byzantin et carolingien entre Orient etOccident
  • Routes de commerces, échanges culturels

Thème 2 Société, Église et pouvoir politique dansl’Occident chrétien‐ XIe ‐XVe siècles

  • Une société rurale encadrée parl’Église
  • Essor des villes et éducation
  • La construction du Royaume de France etl’affirmation du pouvoirroyal (Xe‐XVe siècles)

Thème 3 XVe ‐ XVIIe siècles: nouveaux mondes, nouvellesidées

  • Le monde vers 1500
  • Pensée humaniste, Réformes et conflitsreligieux
  • L’émergence du roi absolu

Quindi una minuscola parte del programma di quella che potremmo definire la nostra seconda media è dedicato a studiare l’Islam. Per ogni tema una scelta è quella consigliata, le altre sono facoltative. Nel caso del primo tema quella evidenziata è quella sull’Islam. Ma non vedo nulla di cui scandalizzarsi. Le motivazioni dell’inserimento sono nel testo che accompagna il programma:

Lo studente s’interroga in merito alle relazioni del mondo europeo, i contatti tra le civiltà l’eliminazione delle barriere e le connessioni tra le imprese (tutti quegli aspetti che possono essere analizzati nel contesto della storia mondiale).

E il cristianesimo è presente l’anno prima, nel tema 3, quando si parla di Impero Romano e della nascita del Cristianesimo. Purtroppo la numerazione delle classi in Francia è diversa dalla nostra, quindi la classe dove si studia il Cristianesimo (come anche l’Ebraismo) è la sesta (età 11-12), mentre quella dove si studia l’Islam è la quinta (età 12-13), questo in alcuni può causare confusione.

Non sono eliminati il Medioevo o Carlo Magno dal programma, ma si è deciso di differenziare la scelta, e parlare dell’evoluzione di tutto il mondo. In una minuscola parte di un vasto programma di seconda media.

Tanto rumore per nulla?

Io credo di sì, ma questa è la mia umile opinione di blogger. Siete voi a dover giudicare se nel 2016 non sia sensato dare ad un bambino l’opportunità di studiare l’evoluzione del mondo intero. A proposito, come spiegava l’Huffington Post francese già l’anno scorso:

Un altro fatto importante, nessuno di questi insegnamenti (o obbligatori opzionali) è abbastanza nuovo. … l’insegnamento del cristianesimo come dell’Islam è già nella serie di competenze essenziali per la scuola media.

La polemica dell’anno scorso in Francia è proseguita, lamentando la scelta di insegnare l’Islam invece che la Rivoluzione francese e l’Illuminismo, ma la ministra ha potuto dimostrare che gli stessi erano nel programma della quarta classe (età 13-14 anni). Ma evidentemente anche in Francia, quando si fa politica si usa sempre il paraocchi, si mostra solo che si vuole far vedere ai propri (e)lettori.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

Nel 2016 su queste stesse pagine pubblicammo la testimonianza di una nostra lettrice che si era imbattuta nelle Costellazioni familiari. Inizialmente per curiosità, successivamente le erano state suggerite da una psicologa iscritta all’Albo e lei si era fidata. Dell’articolo che ricavammo da quella testimonianza su BUTAC non c’è più traccia per volontà del suo autore […]

maicolengel butac | 18 set 2026

Cominciamo oggi una serie di brevi articoli che possano aiutarci a difenderci dalla mole di propaganda e disinformazione in cui ci stiamo immergendo sempre di più in vista della prossima tornata elettorale. Abbiamo pensato di fare cosa utile a tutti in quanto, oltre alla solita disinformazione che circola nel nostro Paese da decenni, ora più […]

maicolengel butac | 18 set 2026

Un amico di BUTAC ci ha inviato una segnalazione su una notizia che, pur avendola vista circolare, non avevamo letto con attenzione. Il 4 settembre 2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione “Correct the Map”, proposta dal Togo a nome del gruppo africano: 164 voti a favore, 1 contrario (Stati Uniti), 6 […]

maicolengel butac | 17 set 2026

Alice Weidel, in un video doppiato in italiano grazie all’IA, parrebbe “asfaltare Zelensky”. Peccato che sia un falso che viene fatto circolare sui social a uso e consumo di quelle legioni di italiani, vittime dei loro pregiudizi, che mai andranno a verificare un contenuto (ma stavolta c’è un “easter egg” che vi mostro tra un […]

maicolengel butac | 16 set 2026