bollette

Da tempo gira la voce che l’ENEL abbia perso una causa che rende di fatto possibile a milioni d’italiani chiedere il rimborso dell’IVA sulle bollette della luce. Con cadenza mensile ce la segnalate, perché di blog ce la rimettono in circolo se ne trovano a bizzeffe, tutti a copiare e incollare vecchi articoli, tutti senza fare nessuna verifica o chiarezza. Tanto intasare gli uffici legali non costa mica a loro.

A volte ho il dubbio che dietro notizie di questo genere possano esserci degli insoddisfatti che cercano di aumentare il fatturato del proprio studio legale, ma io sono diffidente di natura.

ENEL CONDANNATA! Ecco il modulo per il rimborso della doppia imposta.

Se un povero padre di famiglia alla disperazione ruba un pezzo di formaggio in un supermercato per sfamare i propri figli, viene condannato per direttissima, ma, se una società come Enel, “sottrae ingiustamente” soldi a milioni di consumatori, “truffandoli” sistematicamente, come finisce..?

Tra la gente circola una leggenda metropolitana secondo la quale queste grandi società sarebbero intoccabili, invulnerabili e almeno in parte è vero, ma poi, presto o tardi capita l’inghippo e così anche i colossi vacillano e accusano il colpo..

Così racconta CuriosoWeb, tra gli ultimi ad aver contribuito alla diffusione di quella che non è propriamente una bufala, ma è spiegata in un modo ridicolo, dando a intendere alla gente che valga la pena a tutti fare ricorso.

QuiFinanza, già un anno fa, aveva fatto un po’ di chiarezza sulla questione:

Sapevate dell’esistenza del rimborso IVA sulle bollette della luce e del gas? Il caso è esploso su tutti i media dopo il ricorso fatto da un cittadino del Veneto contro la nota azienda dell’ Enel, erogatrice del servizio di energia elettrica. Al termine di un procedimento durato cinque mesi, il cittadino alla fine è riuscito ad ottenere la sua vittoria. La storica sentenza emessa dal Giudice di Pace di Venezia stabilisce difatti la presenza ingiustificata in bolletta dell’IVA sulle accise. La cosiddetta “tassa sulla tassa” è stata dichiarata illegittima dal Giudice e l’azienda Enel dovrà risarcire il cliente per aver pagato ingiustamente una somma superiore a quella dovuta.

Quindi sì, è vero, esiste un contenzioso sulla “tassa sulla tassa” e un Giudice di pace ha deciso di condannare l’Enel al rimborso (in un singolo caso). Come veniva spiegato sul Fatto Quotidiano:

Nel decreto il giudice richiama il principio stabilito dalla Corte di Cassazione a sezioni unite nella sentenza 3671/97, secondo il quale, salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra. Il decreto ingiuntivo è passato in giudicato visto che Enel non aveva fatto opposizione. Probabilmente perché la società ha ritenuto di non essere lei a dover contestare il ricorso, visto che l’imposta è stabilita da una legge dello Stato. L’intera vicenda nasce dalla campagna portata avanti dai consumatori per ottenere il rimborso dell’Iva indebitamente pagata dai cittadini sulla Tassa dei rifiuti (Tia), che infatti è citata nella sentenza. Battaglia vinta, quella, visto che la nuova Tari non prevede più il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto.

La sentenza non crea alcun precedente, ed è facile che alla fine sia stata lasciata così da Enel, senza far ricorso alla decisione del Giudice di Pace, anche per l’esiguità del rimborso (circa un centinaio di euro). L’avvocato per tutta la questione è sicuramente costato di più di quanto ci si sia (ri)messo in tasca.

Sia chiaro, ritengo che sia una questione su cui andrebbe fatta chiarezza, e i siti che si trovano cercando i fatti non mi pare ne facciano affatto. Nessuno spiega in maniera chiara che l’IVA contestata non è quella sull’energia consumata ma quella applicata alle tasse di concessione governativa presenti in bolletta. È illegale applicarla? Non lo so, non sono un avvocato per poterlo sostenere con certezza, ma vedo che tutti gli “studi online” che si sono espressi sulla questione non hanno fatto chiarezza a loro volta.

Quindi?

Quindi al momento spingervi ad andare da un avvocato e fare causa contro Enel non è sicuramente l’opzione più corretta, il costo della pratica supererà le possibilità di rimborso, col rischio di trovarsi di fronte Enel che non accetti e stavolta faccia a sua volta ricorso. Se ci toccasse anche pagare le spese processuali invece che aver strappato un minibonifico da parte di Enel ci troveremmo a dover pagare un conto salato. Ne vale la pena?

L’altra possibile soluzione sarebbe quella di fare una causa comune, magari coi vicini di casa, in modo da ridurre al minimo le spese, ma sempre ben consci che lo si fa per una questione di principio (se la tassa sulla tassa è illegale è giusto che non venga richiesta) e non per una reale possibilità di vedere indietro qualcosa di più che un centinaio di euro.

La cosa più curiosa di tutto l’articolo di CuriosoWeb è l’annuncio subito sotto le prime righe di testo:

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