Lo scontrino del Senato

maicolengel butac 11 Lug 2017
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Una bufala che in qualche sua forma circola almeno dal 2011 è tornata a fare la sua apparizione sui social italiani.

Il post sulla pagina che per primo lo aveva condiviso appunto nel 2011 è ancora ben presente, e di geni che decidano di rimetterlo in circolazione ce ne sono sempre, perché a indignare in questo paese siamo decisamente bravissimi tutti.

Lo scontrino riporta prezzi decisamente bassi, la versione che sta circolando però non è quella del 2011 (anche se lo scontrino è lo stesso), almeno quelli del popolo viola erano stati “leggeri” nel commento con cui condividevano l’immagine:

Alla mensa del Senato sei giorni fa, che teneri anche la torta della nonna

TzeTze invece nel 2014 condivideva lo stesso identico scontrino con questo messaggio:

VERGOGNOSI. Alla mensa del Senato la tagliata di manzo costa 3,41 euro. LA GENTE MUORE DI FAME, LORO INGRASSANO. CONDIVIDETE LA FOTO!

L’amico e collega David Puente già nel 2015 si era trovato di fronte alla bufala, quando ancora era in forza a Bufale.net, e l’aveva trattata in pochissime parole, anche perché c’era decisamente poco da raccontare. Lo scontrino del 2011 era vero, ma non era lo scontrino del ristorante del Senato (chiuso nel 2013) bensì quello della mensa, uguale a quello di migliaia di altre mense per dipendenti in giro per il Paese. Si tratta di mense interne ai luoghi di lavoro, riservate ai dipendenti, e si mangia a prezzi molto convenienti perché vi devono mangiare tutti i giorni tutti quelli che ci lavorano. La cosa più buffa è che quando fu diffuso quello scontrino si era ancora sotto il governo Berlusconi, e chi diffondeva l’immagine lo faceva per attaccare il centro destra, che si difendeva allora spiegando le stesse cose di oggi.

Difatti come ci raccontava David nel 2015:

Lo scontrino riportava data 19 ottobre 2011, e in seguito alla sua diffusione il senatore Cesarino Monti della Lega Nord pubblicò il 28 ottobre 2011 sul suo account Facebook il suo scontrino presso il ristorante del Senato riportante prezzi ben diversi da quello diffuso dal Popolo viola.

Il senatore era decisamente chiaro nelle sue spiegazioni:

In RISPOSTA ALLA PAG DA FAN “se tutto va bene siamo rovinati” questo e’ lo scontrino del Ristorante del Senato dei Senatori e non quello caricato da voi ieri sera. Vi faccio notare un paio di particolari. Nel vostro c’e scritto MENSA DEL SENATO (come mensa del Senato si intende la mensa dei dipendenti e non quella dei Senatori) secondo voi quanto deve pagare un DIPENDENTE a pranzo ? Nello scontrino caricato da me trovate la scritta RISTORANTE DEL SENATO ( questo e’ lo scontrino del ristorante dei Senatori) infatti nella parte in basso sulla sinistra trovate anche il mio nome e cognome. Basta con le informazioni sbagliate. Fate girare

Vogliamo sperare che sarebbe così chiaro anche oggi quando si accorgesse che lo stesso scontrino circola per denigrare la sinistra.

Come potete verificare sia Popolo Viola che Tze Tze non hanno rimosso i loro post pur sapendo benissimo che si tratta di una vicenda mal raccontata, pur sapendo che si tratta di roba superata; dovrebbe darci un’idea chiara dei soggetti che amministrano queste redazioni e pagine. Ma le fake news fanno clikkare, fanno indignare, fanno votare una popolazione di assuefatti dalle bufale.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it
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