L’omeopatia che tutti i mali si porta via

maicolengel butac 14 Gen 2016
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omeopatia

O almeno questo è quello che ci vogliono far credere a Repubblica, con un reportage dedicato ad un convegno organizzato dalla più importante scuola di medicina omeopatica mondiale, la Cedh, con l’aiuto della Boiron uno dei maggiori produttori mondiali di farmaci omeopatici.

Intanto vorrei fare una piccola premessa: Butac riconosce l’effetto placebo dato dai rimedi omeopatici, ma questo non significa che i prodotti omeopatici abbiano qualche reale indicazione terapeutica. Butac inoltre ci tiene molto a spiegare che esistono in commerci farmaci FITOTERAPICI spacciati come rimedi omeopatici, tra le due cose c’è una GRANDISSIMA differenza, la fitoterapia è la base di tanti medicinali, esistono tantissimi casi in cui è utile ed esistono le ricerche e gli studi pubblicati a dimostrarlo. L’omeopatia, quella vera, invece non ha nessuno studio che ne dimostri il benché minimo beneficio reale, se non per chi la produce, con grandissimo guadagno.

Vediamo cosa ci racconta di nuovo Repubblica:

Quando un antibiotico non ha gli effetti voluti, si cambia. Ma quando non funziona un farmaco omeopatico si dice che non funziona l’omeopatia tout court. La riflessione di Valérie Poinsot, direttore generale dei laboratori Boiron, azienda leader con 620 milioni di euro di fatturato annuo, apre il congresso di Praga, organizzato dal Cedh, la più importante scuola di omeopatia a livello mondiale, dedicato all’uso di questa medicina in pediatria.

Quella non è una riflessione, è un dato di fatto, la scienza ci ha dimostrato che i rimedi omeopatici non funzionano, non è l’osservazione del caso singolo che causa questa causalità. Dentro ad un rimedio omeopatico vero non c’è NULLA del principio attivo, la memoria dell’acqua è una benemerita sciocchezza.

Ma andiamo oltre:

Le principali indicazioni dell’omeopatia in pediatria sono – secondo Antoine Demonceaux, direttore Cedh, “le patologie otorinolaringoiatriche e delle vie respiratorie, come otiti, bronchiti e bronchioliti, i disturbi del comportamento e l’oncologia, con trattamenti che leniscono gli effetti collaterali della chemio”. Ma l’omeopatia ha dato anche risultati a volte insperati, come quelli ottenuti da Robert Dumont (della Northwestern University) nel suo centro che ha in cura oltre 3000 bambini autistici. Dumont ha osserveto miglioramenti per sintomi come aggressività, collera, dondolamenti, difficoltà di concentrazione. Com’è potuto accadere? Non si sa. Perché l’omeopatia funzioni e con quale meccanismo – hanno sostenuto molti medici – non è chiaro, ma l’importante è avere risultati.

Robert Dumont, pediatra omeopata che viene invitato spesso a questi convegni, ha candidamente ammesso che non si è mai posto il problema dell’interazione dei rimedi omeopatici che prescrive aio suoi pazienti, visto che:

there would be nothing in there to interact.

Quindi i benefici di cui parliamo sono e restano benefici dati da un’azione psicologica sulla mente del paziente. Io mi prendo cura di te, ti prescrivo una pillolina o delle gocce e tu già ti senti meglio (anche se in realtà nulla è cambiato nel tuo status). Il giochino funziona da sempre, e tanti hanno paura di romperlo, ma è impossibile, difatti l’omeopatia funziona per lo più con soggetti suscettibili a questo genere di “trucchi”. Gli stessi soggetti non sono in grado di comprendere appieno che si sta parlando proprio di loro, e che è solo la loro idea di stare meglio a farli migliorare, e non le pilloline care come diamanti che ingoiano. La cosa che mi dispiace è che di mezzo ci possano andare le finanze di una famiglia, specie quando si tratta di curare i bimbi.

Per i malanni per cui al convegno indicano di prescrivere rimedi omeopatici ai figli basta usare semplici trucchetti. Pigliate una boccetta vuota di qualsiasi cosa che sembri un medicinale, lavatela accuratamente, metteteci dentro qualche granello di zucchero, un po’ di acqua minerale, mescolate bene, scrivete un’etichetta seria, ed ogni volta che il vostro piccolo avrà qualche malanno vedete di dargliene qualche goccia, fatelo in maniera seria, quella è una medicina, qualcosa di pericoloso ma che ci farà sentire meglio. Se sarete convincenti l’effetto sarà esattamente lo stesso che a dargli qualsivoglia rimedio omeopatico, con la differenza che a voi saranno avanzati in tasca tutti gli euro non spesi. Fidatevi, il sistema funziona alla perfezione, basta crederci.

Che però con questo sistema ci siano migliaia, se non milioni, di persone che campano alla grande a me dà un certo fastidio. Specie quando articoli come quello di Repubblica generano ulteriore confusione:

“le patologie otorinolaringoiatriche e delle vie respiratorie, come otiti, bronchiti e bronchioliti, i disturbi del comportamento e l’oncologia, con trattamenti che leniscono gli effetti collaterali della chemio

No, l’omeopatia non lenisce gli effetti della chemio, il gioco è sempre il solito: effetto placebo, tu stai male, io ti do qualcosa che dico ti farà sentire meglio e tu ti convinci che stai meglio. Ma il tutto avviene solo nella tua mente. Se hai davvero qualcosa che ti sta facendo male continuerà a farlo. E convincere la gente che l’omeopatia CURI qualcosa è sbagliato.

Repubblica conclude con le parole di Francesco Macrì, professore di pediatria alla Sapienza di Roma e vicepresidente del Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata):

Un medico coscienzioso deve essere in grado di riconoscere i limiti dell’omeopatia e individuare le situazioni in cui ha buone possibilità di successo, quelle in cui può affiancare la medicina convenzionale, come nella terapia di supporto dell’asma al di fuori degli episodi acuti in cui i broncodilatatori sono insostituibili, e quelli in cui i risultati sono scarsi”.

Ovvero un medico serio deve rendersi conto quando può permettersi di dare acqua e zucchero al paziente, visto che tanto non c’è altro da fare, o quando invece deve intervenire con farmaci veri per curare una patologia che lasciata all’acqua e zucchero non potrà altro che peggiorare.

Sull’omeopatia tanti hanno scritto articoli ben più seri del mio qui sopra, ve ne suggerisco qualcuno da persone che stimo:

Proprio in risposta al pezzo di Repubblica anche Marco Bella dal suo blog sul FattoQuotidiano aveva detto la sua:

Omeopatia, non scientifica ma utile

Qui su Butac l’argomento l’avevamo trattato svariate volte:

maicolengel at butac.it
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