Tuam

Siamo nel 2017, e la scorsa settimana in Italia tantissime testate hanno riportato la notizia sconvolgente del ritrovamento di tanti cadaveri di bimbi nell’orfanotrofio cattolico irlandese di Tuam.

Quando ho sentito la news al TG mi si è accesa una lampadina:

Ma non avevo già trattato questa storia?

Sì, nel 2014, a giugno per esser precisi. Non l’avevo tratta come bufala, avevo solo cercato di fare chiarezza sui fatti che venivano narrati all’epoca. O meglio avevo cercato di spiegarvi cosa era successo e perché si stava parlando di cadaveri di bambini in un orfanotrofio irlandese:

La studiosa ha il sospetto di sapere anche il punto esatto dove questi bimbi siano seppelliti, ora si attende che venga dato il permesso alle ricerche.

Il Telegraph sulla vicenda ha scritto un bellissimo articolo che suggerisco a tutti di leggere, e se non sapete l’inglese esiste la veloce estensione traduci di Google, che non riesce a fare miracoli ma rende l’idea per i meno pratici! Volendo esiste anche la versione sull’Irish Times che per primo ha messo in dubbio la storia…

Cosa è cambiato?

La notizia si è evoluta in questi tre anni, finalmente sono state fatte le ricerche per cui si attendevano i permessi e sono state trovate delle ossa nelle aree dove si ipotizzava nel 2014 fossero sepolti dei bambini. Ma già nel 2014 la studiosa che aveva portato alla luce la storia ridimensionava i fatti narrati da testate come il Daily Mail e il Mirror, il numero di morti è in linea con quello che è il numero di morti in tutti gli orfanotrofi dell’epoca. La scoperta all’inizio non era basata su scavi, ma sulle analisi dei registri degli orfanotrofi, quindi non siamo di fronte a un caso dove i bambini venivano fatti sparire o le morti nascoste come alcune testate sembrano dare ad intendere.

Nessun “occultamento”

Irish Times all’epoca raccontava le cose così:

She also discovered that there were no burial records for the children and that they had not been interred in any of the local public cemeteries. In her article she concludes that many of the children were buried in an unofficial graveyard at the rear of the former home. This small grassy space has been attended for decades by local people, who have planted roses and other flowers there, and put up a grotto in one corner.

I registri riportavano ognuna di queste morti in maniera abbastanza chiara, con data e causa del decesso. Quello che mancava era il luogo di sepoltura. Ma la gente del luogo da anni porta fiori nel giardino dove è stata scoperta la fossa comune, ci hanno persino fatto un altarino con la madonna, e una targa all’entrata riporta proprio:

In Loving memory of those buried here. rest in Peace

Quindi non siamo di fronte a nuovi elementi, ma solo ad una conferma di quelli vecchi. Il comitato che ha effettuato le ricerche e che ha portato alla luce la fossa comune si era formato proprio nel 2014:

In light of Corless’s article a Children’s Home Graveyard committee was established last year. In recent months its secretary, Teresa Killeen Kelly, addressed the congregation after Mass at Tuam Cathedral, explaining the work of the committee and asking for donations towards a plaque. Copies of Corless’s article were handed out.

Ora gli scavi sono stati fatti, e hanno appunto permesso di portare alla luce i resti. Ma la storia andrebbe inquadrata per bene, spiegando appunto che non si tratta di una novità. E nemmeno di una storia così scandalosa per l’epoca, cito il Guardian:

The discovery confirms decades of suspicions that the vast majority of children who died at the home were interred on the site in unmarked graves, a common practice at such Catholic-run facilities amid high child mortality rates in early 20th-century Ireland.

Oltretutto è vero che noi ne parlammo tre anni fa, e che i primi resti erano venuti alla luce nel 2014, ma non ho trovato quasi nessuno riportare che i registri dell’orfanotrofio di Tuam sono in mano alle autorità statali fin da quando l’orfanotrofio chiuse nel 1961, e che dal 1975 si era a conoscenza dei numeri e della possibilità di resti sepolti nell’area.

La mappa del luogo di sepoltura

Sempre il Guardian ci spiegava:

But she (La professoressa Corless nda) was given documents from the 1970s, including an official map of the present-day estate the council built on the site.

“They obviously didn’t see the importance,” said Corless. “There is an area across the map marked ‘burial ground’,” she says. “First, the houses were built, around that area. Finally a playground was built on part of the burial ground itself.”

Nei documenti, in possesso dello Stato irlandese fin dalla chiusura dell’orfanotrofio, è stata trovata una mappa catastale che riportava scritto “terreno di sepoltura”. Quindi lo Stato sapeva ma non ha fatto niente al riguardo. Per quello che ne possiamo sapere all’epoca il terreno poteva essere stato consacrato, o benedetto (non so come funzionano queste cose), ma con la chiusura dell’orfanotrofio negli anni può essere che ce ne si sia dimenticati. Evidentemente era più importante sfruttare l’area per edificare, visto che come spiega appunto la Corless prima sono state costruite case al limitare dell’area, poi hanno fatto un parco giochi per bimbi in parte sopra l’area di sepoltura.

Anche Irish Times spiega che:

It was not unexpected as there were claims about human remains on the site over the last number of years.

Up to now we had rumours. Now we have confirmation that the remains are there, and that they date back to the time of the Mother and Baby Home, which operated in Tuam from 1925 to 1961.”

Ms Zappone said: “We must respond sensitively and respectfully to the situation.”

Non è noto quanti corpi siano stati disseppelliti per le analisi. Anche sulle testate inglesi le autorità si dicono scioccate dalla scoperta, ma la dichiarazione cozza un po’ con quel “it was not unexpected”. Cioè lo sapevamo, ma finché non ti ci trovi di fronte la cosa ti sconvolge di meno… “Up to now we had rumors”, no aspetta un secondo, hai dei registri che certificano 796 morti, senza nessuna indicazione del luogo di sepoltura, non mi pare tanto un “rumors” sai per certo che se nessun archivio dei cimiteri riporta quelle sepolture significa che o son stati gettati in mare o sono stati messi da qualche parte nell’area dell’orfanotrofio.

Quindi no, non siamo di fronte ad una bufala, come non lo era quando ne parlai la prima volta nel 2014. Siamo di fronte a una scoperta che oggi ci sentiamo di definire macabra, ma che rientra in eventi che oggi ci lasciano più scioccati rispetto a cent’anni fa. Per concludere, la commissione formata nel 2015 proprio per investigare sugli orfanotrofi in Irlanda per ora è arrivata a questo, ma ci sono altre 13 strutture su cui s’indagherà, state pur certi che anche in quelle si troveranno fosse comuni o pozzi in cui ci si è liberati dei cadaveri. Non lo dico io, lo dicono i registri che riportano ogni decesso avvenuto, senza però dare indicazione del luogo di sepoltura.

C’è da indignarsi?

Certo che dispiace per quei bimbi, ma siamo sicuri di avere presente il tasso di mortalità nei bambini piccoli tra il 1920 e il 1960? Sicuri sicuri? Purtroppo dati sull’Irlanda che coprano quell’arco di tempo e che siano verificabili non ne ho trovati, ma l’UNICEF ha una pubblicazione fatta da due italiani dedicata proprio all’argomento, dove si trovano le statistiche per Francia, Inghilterra, Svezia, Austria.

Vi riporto quelle inglesi:

A noi interessa la forbice 1920/1961, ogni mille nati ne morivano tra i 90 e i 50 nel 1921, mentre nel 1961 ci si assesta sui 20. Sapendo il tasso di natalità inglese negli stessi anni:

Nel 1920 c’è stato un picco, post prima guerra mondiale, comunque potremmo dire che la media tra il 1920 e il 1960 è circa di 700.000 nuovi nati all’anno, facendo un’altra media un po’ alla carlona potremmo dire che ogni anno in Inghilterra e Galles morivano circa 35mila bambini. Può essere che un singolo orfanotrofio irlandese possa aver avuto, nell’arco di 40 anni circa 800 morti? Non sta a me dirlo, bisognerebbe conoscere con fonti verificabili i dati di quanti bambini erano residenti lì ogni anno, quanti ne nascevano… Tanti fattori, che per ora non sono stati divulgati dalle autorità. Ma facendo i conti della serva si tratterebbe comunque  di 20 morti all’anno. Non un numero così spropositato. Va collocato nell’ottica di quegli anni ovviamente.

Tutto quanto riportato qui sopra non vuole sminuire il ritrovamento, solo cercare di fare chiarezza. Ho visto tante testate, specie straniere, elevarsi scandalizzate contro la gestione delle suore di Tuam, ma come spero abbiate capito l’unica cosa forse davvero disdicevole è che sul terreno (segnato nelle mappe come luogo di sepoltura) sia stato permesso venissero edificate delle strutture. Ma di questo non credo possa avere colpa la gestione delle suore che dopo il 1961 non hanno più abitato lì.

Non credo serva aggiungere altro, magari un attimo di silenzio per quei bimbi per cui all’epoca forse nessuno versò una lacrima.

maicolengel at butac punto it

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