Ogni volta che c’è una manifestazione sembra sempre la prima. E dire che sono già tre anni che il collettivo Wu Ming ha spiegato come si calcola la superficie e quindi la capienza di una piazza. E invece tra numeri degli organizzatori, numeri della questura, foto scattate nel momento perfetto (o in quello sbagliato dipende dai gusti) si tira sempre a casaccio.

Intanto una correzione, nel titolo di quest’articolo ho scritto “piazza del PD” ma come mi nè stato fatto notare su twitter:

La manifestazione è stata lanciata da , e . Come partiti c’erano Possibile, LEU, PaP, PRC e PCI.

Il mio era un semplificare, visto che per gli antagonisti è uso dire ” e allora il PD?”, ma è un errore. Anche il tweet però è errato a quanto mi dicono, era ANPIMilano e non Nazionale tra gli organizzatori.

La capienza di una piazza la si calcola sulla base che in un metro quadro ci stiano 4 persone. Quindi, come già spiegato su alcune testate a Roma non potevano essere 70mila, magari è il numero delle persone che sono passate di lì, ma in contemporanea al massimo potevano essercene 56mila. Ovviamente per chi organizza è più importante il dato di quante partecipano all’evento (magari per avere sufficienti bottigliette d’acqua). Quindi il numero usato come capienza massima va visto non come un “in quella piazza in contemporanea possono starci tot persone”. Ma durante un evento che dura ore è facile che ci sia una percentuale di persone che partecipa solo a una parte delle iniziative.

Ieri parlavamo di Piazza del Popolo a Roma, oggi facciamo riferimento invece alla manifestazione di Milano, sempre del 30 settembre 2018.

Su una pagina social, L’urlo, è apparso un meme che sta facendo discutere:

La foto viene fatta passare come se fosse del 30 settembre, mentre invece risale al 25 aprile 2014, la si può vedere sul sito della UIL. Sia chiaro, questo in realtà dovrebbe contare pochissimo, visto che è possibile trovare altri scatti del 30 settembre 2018 che mostrano una piazza piena.

Scatti che però non si capisce perché non sono stati usati dal creatore del meme. Onestamente ritengo che siamo di fronte a uno di quei casi in cui si è materialmente colpevoli del proprio male. Chi ha creato il meme è identico all’amante degli animali che condivide le notizie di Lorenzo Croce o al politico che spaccia bufale per ingraziarsi il proprio pubblico. Poco conta che la piazza fosse o meno piena, conta il metodo scelto per comunicarlo: una foto di quattro anni fa.

Se anni di comunicazione sulle bufale non sono serviti a far capire a chi crea questo genere di messaggi che sbaglia, c’è poco da fare.

Detto ciò, giusto per capirci, in piazza del Duomo a Milano il 30 settembre 2018 possono esserci state al massimo (e contemporaneamente) 64mila persone (circa 16mila metri quadri moltiplicati per 4 persone per metro):

http://www.acme.com/planimeter/
http://www.acme.com/planimeter/

Più facilmente ce ne saranno state al massimo 35mila (EDIT: gli organizzatori comunque parlano di 25mila), visto che la gente non era a filo dei portici che delimitano la piazza e del sagrato della chiesa, anzi, in certe foto si nota come la distanza dalla facciata della chiesa sia netta.

Onestamente ritengo che questo sistema di denigrarsi a vicenda, quasi a fare una gara a chi fa pipì più lontano, sia davvero ridicolo. Non è importante quanta gente porti in piazza, non è importante quanti sventolano la bandiera, è importante quanta gente porti alle urne, e ancor di più dovrebbe importare che programma presenti…

Se anche i vostri politici di riferimento fanno a gara a chi ha la piazza più piena onestamente ne cercherei di migliori, non è su quanta gente porto in strada che devo giudicare la bontà di un progetto politico. Certo ci fossero state 100 persone sarebbe stato qualcosa di cui parlare, ma se siano 56mila, 64mila o 70mila non deve avere così tanta importanza da tenere banco per due giorni sui giornali, tanto più che le battaglie a colpi di numeri dopo le manifestazioni tra organizzatori, questura e detrattori esistono da quando esistono le manifestazioni. Lo capite anche voi, vero?

maicolengel at butac punto it

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