Maionese fatale

Lady Cocca 18 Mag 2018
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Su un quotidiano online, che si occupa della riviera di Ponente, è apparsa proprio oggi un’allarmante notizia:

Nei supermercati francesi l’olio per motori dentro la maionese. Ma non viene ritirata dal commercio Ufficialmente per “Assenza di tossicità acuta”

In effetti, per un abitante di Bordighera o di Sanremo recarsi in Francia è cosa breve e ci saranno sicuramente molte persone che fanno la spesa nei supermercati francesi.

Leggendo l’articolo, però, ci colpisce una frase: “La storia inizia il 21 aprile 2008”, e più avanti “Dal 26 aprile 2008…” un refuso forse; ci incuriosiamo e iniziamo una ricerca in rete, cominciando dal sito del giornale satirico Le Canard Enchainé, citato nell’articolo.

Non troviamo proprio l’articolo del Canard, ma le parole chiave Canard Enchainé + mayonnaise ci riportano moltissime notizie a proposito di una partita di maionese confezionata con olio di girasole importato dall’Ucraina, che risulterebbe contaminato da olio di motore:

Libération

Changerlereve.blogspot
Le Figaro

Troviamo infine un esauriente articolo di Hoaxbuster (la versione francese) che ci spiega cosa è successo veramente.

Come riportato dalla DGCCRF (Direction Générale de la Concurrence, de la Consommation et de la Répression des Fraudes – Direzione Generale della Concorrenza, del Consumo e della Repressione delle Frodi) Il 07/04/08 un importatore (SAIPOL) viene informato da uno dei suoi clienti che l’olio di girasole grezzo fornito il 02/04/08 è contaminato con olio minerale. SAIPOL blocca immediatamente il resto del carico, fortunatamente ancora nel suo magazzino, e fa dei controlli sui campioni presi in precedenza da altri carichi.

Il 22/04/08 informa la DGCCRF che un carico del 23/02/08 risulta anch’esso contaminato. Solo per la Francia, questo rappresenta 2.800 tonnellate della maionese marca Lesieur, prodotta da SAIPOL.

La stampa accusa l’importatore di essere stato troppo lento a reagire, dato il divario tra queste due date. Come si può vedere, questo ritardo è facilmente spiegato dalla ricerca effettuata dall’importatore.

Il 7 maggio, infine, la DGCCRF pubblica una nota: “Il blocco dei prodotti con meno del 10% di olio di girasole contaminato viene sollevato dal 2 maggio, quelli contenenti più di Il 10% sono soggetti a blocco e ritiro “. Perché questo? La Commissione europea, che è all’origine della decisione, spiega al Canard che l’olio motore incriminato non è così pericoloso: un uomo di 60 kg può ingerire fino a 1,2 grammi al giorno senza rischi. Sarà; certo che, se chi scrive abitasse in Francia, avrebbe qualche dubbio sulla bontà della maionese Lesieur e si procurerebbe uova, olio e frullino per farsela in casa…

L’articolo di Hoaxbuster si conclude però con un fatto rassicurante: il 23 maggio 2008 la Commissione Europea ha preso la decisione di sorvegliare più strettamente l’olio importato dall’Ucraina.

Tutto ciò, però, è successo nel 2008; perché mai se ne parla soltanto adesso?

La risposta è nel sito della RFI, un notiziario francese che si occupa un po’ di tutto: in data 14 maggio scorso pubblica un articolo allarmistico che racconta la vicenda dell’olio senza però dire che si tratta di cose vecchie di dieci anni: si fa riferimento alle date del 26 aprile e del 2 maggio, omettendo opportunamente l’annata.

Probabilmente il giornalista ha letto questo articolo e lo ha riportato nel suo notiziario, ma per una svista (o, vogliamo sperare, per onestà intellettuale) ha lasciato il riferimento al 2008 senza sorvolare come ha fatto invece RFI.

Quindi ci troviamo in presenza di una notizia vera ma vecchia di dieci anni, che chissà perché è stata riesumata online: aspettiamoci, quindi, una valanga di condivisioni nei prossimi giorni e mesi…

Lady Cocca
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