Mappe, censura e manipolazione: l’ossessione cartografica di Mosca

Il potere della geografia: il caso Parabellum e la legge che rende "legale" l'alterazione delle cartine in Russia

Beatrice 16 Dic 2025
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Posizioni degli eserciti, zone d’interesse, confini che vengono “reinterpretati”. Le mappe sembrano essere diventate un’ossessione per il Cremlino.

Questa paranoia, come già spiegato da Open, si è trasformata in un vero e proprio tentativo di censura da parte delle autorità moscovite nei confronti di un sito web italiano.

All’inizio di novembre 2025, infatti, l’autorità russa per il controllo dei media, il Roskomnadzor, ha inviato una notifica a diverse società per bloccare l’accesso al sottodominio che ospita una mappa interattiva nata grazie all’impegno e alla dedizione del think tank Parabellum, fondato dallo youtuber e storico Mirko Campochiari.

La mappa è considerata estremamente scomoda per i russi, in quanto ricostruisce con precisione – tramite l’utilizzo di fonti aperte (OSINT), immagini satellitari e verifiche incrociate – le reali posizioni degli eserciti e le linee di scontro sul fronte ucraino.

Un’accuratezza che smentisce la propaganda del Cremlino sulla situazione sul campo e che fa emergere una realtà in netta contraddizione con la narrativa ufficiale diffusa dalla Russia sugli avanzamenti in territorio ucraino.

L’ordine di censura, urgente e basato su una sentenza del Tribunale distrettuale Leninsky di Voronezh del 16 ottobre 2025, imponeva la rimozione dei contenuti entro 24 ore, pena il blocco dell’accesso dalla Federazione Russa. Il titolare del sito ha tuttavia rifiutato l’atto, ritenendolo valido solo nel territorio russo. Proprio per questo motivo, la mappa è rimasta online e consultabile all’estero.

Ma quella nei confronti di Parabellum sembra essere solo la punta dell’iceberg della “mappaganda” di Putin. Riscrivere i confini geografici è diventata, infatti, parte integrante della strategia disinformativa russa.

Lo scopo concreto è la manipolazione della percezione territoriale. Il Cremlino sta attivamente riscrivendo la storia, vietando e manipolando le fonti cartografiche dell’Europa e dell’Asia. Un’azione guidata strategicamente da figure come l’ex Ministro della Difesa Sergey Shoigu, attuale presidente della Società Geografica Russa.

L’aspetto forse più surreale di questo meccanismo di controllo è che dal 2023 è del tutto legale: una legge difende questo tipo di operato, bollando come “estremiste” le mappe che non includono i territori ucraini annessi illegalmente nel 2014 e nel 2022.

L’obiettivo di questa massiccia diffusione di cartine geografiche falsate, sia online che sui media tradizionali, è piuttosto evidente. Mosca sta cercando di inoculare nella percezione pubblica russa e globale l’accettazione dei “nuovi confini russi” e la confusione, gli errori (in buona o cattiva fede) e i fraintendimenti non tarderanno ad arrivare.

Perché se c’è una cosa che abbiamo capito in quasi quattro anni di conflitto, è che tutto può diventare un’arma, anche un’innocua cartina geografica.

Beatrice D’Ascenzi

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